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Chi è Saguaro

Il mio nome è Saguaro

Il mio nome è Saguaro

Thorn Kitcheyan, reduce dalla guerra in Vietnam, torna nella riserva navajo, dove affronta il suo passato, ma anche le tensioni e i contrasti del presente.

Thorn Kitcheyan è un navajo che spesso viene apostrofato con un soprannome: Saguaro. Ad affibbiarglielo, da ragazzo, è stato l'amico fraterno Nastas Begay e lui non è più riuscito a scrollarselo di dosso. Per alcuni, il Saguaro è solo un cactus pieno di spine, mentre per altri (in particolare per i Tohono O'Odham, il cui sangue scorre in parte nelle vene del nostro protagonista) è una fonte di vita preziosa. Saguaro, in certo senso, incarna questi due aspetti: è irascibile e pericoloso, ma è anche pronto a sacrificarsi per una giusta causa e, in più di un'occasione, il suo intervento risulta decisivo e vitale.

Saguaro ha partecipato alla guerra in Vietnam, ma è stato congedato verso la fine del conflitto in seguito alle ferite riportate nel corso di un’azione. Di solito preferisce proprio l'azione alle parole ed è stato addestrato a sopravvivere in condizioni estreme, perciò sa cavarsela in ogni situazione ed è abile nel rilevare impronte e indizi. Non si tratta, però, del classico eroe tutto d'un pezzo, infatti vive in un perenne stato di contraddizione: pare cinico e disincantato, eppure si fa in quattro per aiutare il prossimo; non crede nelle tradizioni, ma le conosce e onora chi le rispetta; preferisce vivere da solo, anche se non riesce a stare lontano dal luogo in cui è nato e dalle persone che, suo malgrado, gli hanno dimostrato stima e affetto. Non è infallibile, anzi: talvolta si lascia trasportare dalla rabbia, compiendo errori e subendone le conseguenze. Avendo vissuto per anni con i bianchi, Saguaro pare aver perduto quell'equilibrio tipico della filosofia navajo, insieme al contatto con la propria terra d'origine. Il ritorno nella sua città natale, Window Rock, lo porterà a intraprendere un lungo cammino avventuroso, ma anche interiore.