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Autori

I creatori dei One Shot

Breve biografia di Stefano Piani, Renato Polese, Gino D'Antonio e Renzo Calegari

STEFANO PIANI
Autore completo, Stefano Piani nasce a Imola il 7 ottobre 1965. Frequenta a Bologna la scuola del fumetto "Zio Feininger", dove studia disegno con Andrea Pazienza e Lorenzo Mattotti, e poi la Scuola del Fumetto di Milano. Terminati gli studi lavora per un certo periodo in pubblicità e come vignettista politico, insieme ad Alberto Ostini. Nel 1995 entra nello staff di Nathan Never, in quello di Legs Weaver e di Agenzia Alfa come sceneggiatore. Successivamente scrive alcune storie di Gregory Hunter e numerosi episodi di Nick Raider. Attualmente alterna il lavoro di sceneggiatore di fumetti (suo il volume one-shot "Il legionario" per la nostra Casa editrice) a quello di sceneggiatore televisivo.

RENATO POLESE
Romano, nato il 27 luglio 1924, Renato Polese debutta come disegnatore alla fine degli anni Quaranta sulle pagine de "Il Vittorioso", lavorando anche per il mercato britannico. Collabora con la Bonelli fin dal 1967, quando la Casa editrice milanese si chiamava ancora Editoriale Cepim, disegnando alcuni episodi della Storia del West. Sempre per Sergio Bonelli disegna "L’Uomo di Pechino", della serie Un Uomo un’Avventura (1977), alcuni albi della Collana Rodeo (1977-78) e di Bella & Bronco (1984). Pur essendo impegnato dal "procedural" di Nizzi Nick Raider (la sua prima storia è del 1989, "Una minaccia dal passato", testi di Gino D’Antonio), Polese è entrato anche nel gruppo di autori legato a Mister No, realizzando nel 1998 due albi scritti da Stefano Marzorati: "Uomini senza speranza" e "Missione suicida". Renato Polese ha inoltre disegnato alcuni episodi di Zagor e Ken Parker. Sue le tavole del one-shot "Il legionario", su testi di Stefano Piani, pubblicato dalla nostra Casa editrice nel 2006. Scompare il 9 maggio 2014.

GINO D'ANTONIO
Gino D’Antonio (Milano, 16 marzo 1927), è stato uno tra i maggiori autori del fumetto italiano e tra i pochi che possano vantare una formazione completa, abile tanto nella scrittura come nel disegno. Inizia la sua carriera di fumettista nel 1947, con una serie avventurosa di ambientazione africana, scritta e disegnata di suo pugno: “Jess Dakota”. Tra il 1948 e il 1949 Gino D’Antonio collabora a “Il Vittorioso” e poi, dal 1952 al 1954, al “Pecos Bill” di Guido Martina e Raffaele Paparella, per la casa editrice Mondadori. Il ritorno a “Il Vittorioso” vede D’Antonio nelle vesti di disegnatore, impegnato a realizzare la Storia di re Artù, su testi di Mario Leone. L’incontro con Rinaldo D’Ami risale al 1955 e apre a D’Antonio le porte del mercato d’oltre Manica, dove pubblica per la casa editrice Fleetway storie a sfondo bellico, riprese poi nel nostro paese dalla Dardo. Alle avventure di guerra della Fleetway, l’autore milanese affianca sporadiche collaborazioni con la rivista “Audace”, per cui realizza storie de “I Tre Bill” e “El Kid”. Il periodo britannico di D’Antonio dura più di dieci anni, concludendosi nel 1966 con la riduzione a fumetti di alcuni classici della letteratura come “Le due città”, di Charles Dickens, “Ventimila leghe sotto i mari”, di Jules Verne e “Moby Dick”, di Herman Melville, per conto del periodico “Tell Me Why”. Il 1967 è l’anno in cui Gino D’Antonio dà vita all’opera più importante (oltre che imponente) della sua carriera e a una delle più interessanti di tutto il panorama fumettistico italiano: la “Storia del West”, pubblicata da Sergio Bonelli (allora Editoriale Cepim), ovvero la cronaca dei giorni della Frontiera restituiti attraverso il punto di vista di una famiglia di pionieri giunti dall’Irlanda, i MacDonald, le cui vicende familiari si intrecciano con i grandi eventi storici dell’Ottocento americano. In questo lavoro D’Antonio è “spalleggiato”, per la parte grafica, da valenti professionisti come Renzo Calegari, Sergio Tarquinio e Renato Polese. Nel 1970 inizia una collaborazione con “Il Giornalino”, testata per cui mette in cantiere vari personaggi, come “Susanna”, “Jim Lacy”, “Il soldato Cascella” e, in tandem con Ferdinando Tacconi, una serie dedicata alla Seconda guerra mondiale, intitolata “Uomini senza gloria”, edita successivamente dalle Edizioni L’Isola Trovata. Ancora per l’editore Bonelli, allestisce un progetto di western atipico, che non di rado sconfina nel registro della commedia: “Bella & Bronco”. Collabora come sceneggiatore e disegnatore a vari albi della serie Un Uomo un’Avventura e, ancora con Tacconi, dà vita alla serie “Mac lo straniero” ospitata sulle pagine di “Orient Express”. Sul finire degli anni '80 e per tutti i '90 continua la collaborazione con Sergio Bonelli Editore, scrivendo numerosi soggetti e sceneggiature per “Nick Raider” oltre alla quattordicesima avventura di “Julia”. Nel 2006, oltre a venir insigito con il Gran Guinigi come Maestro del Fumetto dalla giuria di Lucca Comics & Games, completa "Bandidos!" un corposo volume, disegnato da Calegari, che esce nelle edicole nel luglio 2007 e sceneggia un’avventura, con protagonista Tex per un Albo Gigante che Lucio Filippucci illustra e che diviene il ventiduesimo "Texone", pubblicato nel 2008. Scompare a Milano il 24 dicembre 2006.

RENZO CALEGARI
Renzo Calegari nasce il 5 settembre 1933 a Bolzaneto (Genova). Matura le sue prime esperienze in campo fumettistico nello Studio D’Ami e, nel 1955, disegna "I tre Bill" (testi di Gianluigi Bonelli) e "El Kid", in tandem con Gino D’Antonio. Successivamente realizza "Big Davy" per le Edizioni Araldo, ma la vera consacrazione a maestro del fumetto western arriva con la Storia del West, cui prende a lavorare, ancora con D’Antonio, nel 1964. Dopo una parentesi di inattività fumettistica per dedicarsi alla politica, Calegari ritorna all’amato West con "Welcome to Springville", una miniserie scritta da Giancarlo Berardi per "Skorpio", ripubblicata poi in tre volumi da L’Isola Trovata (e, più di recente, in un libro edito da Le Mani). Altre collaborazioni si hanno con Orient Express e con "Il Giornalino", settimanale per cui Calegari realizza le serie "Boone" e "Gente di frontiera". Per Tex, Calegari ha esordito con "La ballata di Zeke Colter" (testi di Nizzi), apparsa sull’Almanacco del West 1994. Suo, in coppia con lo sceneggiatore Gino D'Antonio, "Bandidos!", one-shot pubblicato nell'Estate 2007.