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Frequently Asked Questions

Greystorm FAQ

Greystorm FAQ

Rispondono Antonio Serra e Gianmauro Cozzi

Tutto quello che c'è da sapere su Greystorm

LA STORIA DEI FUMETTI BONELLI È COSTELLATA DI ANTI-EROI, MA QUESTA VOLTA CI TROVIAMO DI FRONTE A UNA SAGA RACCONTATA DALLA PARTE DEL "CATTIVO". È STATO DIFFICILE CREARE UN PERSONAGGIO DALLA CONNOTAZIONE NEGATIVA?
AS: Sono sempre stato un grande appassionato dei cosiddetti “villain” e, come sceneggiatore, trovo che sia stimolante cercare di capire le motivazioni di chi si schiera dalla parte del Male. D’altro canto, non volevo che le scelleratezze commesse da Robert Greystorm apparissero giustificate da un qualche passato tormentato. Spero, quindi, che ai lettori Robert risulti genuinamente cattivo e, anche per questo, affascinante.    
GC: Dal punto di vista grafico, ho cercato di rappresentare il carattere ambiguo e malvagio di Greystorm sia nell’aspetto esteriore (capigliatura, pizzetto, sguardo), sia nelle scelte di abbigliamento. Dovendo poi disegnare tutti i mezzi, volanti e non, creati dal nostro protagonista, ho cercato di trasmettere in essi il suo carattere ambizioso. Ecco, quindi, ali meccaniche da pipistrello, piuttosto che navi aeree imponenti e dotate di un gran numero di motori, a dimostrare la grandiosità dei suoi progetti.
 
MACCHINE VOLANTI, MOTORI A VAPORE, AMBIENTAZIONE VITTORIANA... POSSIAMO INSERIRE GREYSTORM NEL COSIDDETTO FILONE "STEAMPUNK"?
AS: Dal punto di vista narrativo direi di no. Quello in cui si muove Robert Greystorm non è un mondo alternativo in cui l’umanità ha scelto il vapore come fonte primaria di energia, ma la nostra realtà storica, nelle pieghe della quale si inserisce il racconto della nostra miniserie. Progetti e idee di cui si parla tra le pagine degli albi si basano su testimonianze reali dell’epoca che abbiamo quel tanto “romanzato” per poter portare avanti l’avventura. Insomma, siamo più dalle parti di Jules Verne che di William Gibson e Bruce Sterling, autori di uno dei più famosi romanzi “steampunk”, “La macchina della realtà”.
GC: Per quanto riguarda gli elementi visivi della serie, invece, la ricchezza dell’universo “steampunk” è stata per me un’importante fonte di riferimento. Quando ho cominciato a lavorare a questo progetto non avrei mai creduto di trovare tante persone che amano sia l’estetica del genere che la sua filosofia. Pensate, c’è persino chi fa andare il suo computer a vapore!

MINISERIE COME LA RECENTE CARAVAN HANNO PRESENTATO UN'AVVENTURA DI TIPO CORALE, NON FOCALIZZANDOSI ESCLUSIVAMENTE SU UN SOLO PERSONAGGIO. CON GREYSTORM DOBBIAMO ASPETTARCI UN RITORNO A UN PIÙ CLASSICO PROTAGONISTA PRINCIPALE?
AS: Robert Greystorm è certamente il perno su cui ruota tutta la storia. Sicuramente, però, altri (e non pochi!) personaggi giocano un ruolo importante, in un racconto che è articolato per capitoli come un unico, grande romanzo. Alcuni di questi protagonisti li vedremo nascere, crescere e persino morire nel corso dei più di vent’anni durante i quali si sviluppa la trama. Trama, la cui sequenza principale di eventi era già definita all’inizio del progetto, che è andata arricchendosi di nuovi elementi i quali, in fase di “montaggio finale”, hanno trovato la loro giusta collocazione in ogni singolo albo.
GC: Sì, è interessante, infatti, sottolineare che di ogni personaggio che appare nel corso della miniserie ho dovuto realizzare disegni che ne rappresentassero le varie età e che molto altro lavoro su questa linea è stato poi svolto dai singoli disegnatori che si alternano nella realizzazione delle storie.

DODICI USCITE, DI CUI L'ULTIMA DECISAMENTE PIÙ CORPOSA DEL SOLITO (SONO PREVISTE PIÙ DI DUECENTO PAGINE!). IL FINALE DELLA STORIA VI HA PRESO LA MANO E SIETE STATI COSTRETTI AD AUMENTARE LA FOLIAZIONE DELL'ALBO FINALE?
AS: Lavorando a questo progetto come si lavora a un film, non abbiamo iniziato a scrivere e a disegnare dal numero 1, ma, pensate un po’, da quello che allora era il decimo episodio! Nel corso di quasi quattro anni di sviluppo, i caratteri dei personaggi e le loro scelte si sono molto modificati. Ci siamo ritrovati, così, ad avere delle storie cominciate anni prima di altre, molto belle dal punto di vista grafico e narrativo, ma che ci sembrava, alla fine, che interrompessero la sequenza drammatica degli eventi principali. Inoltre, e Gianmauro potrà confermarlo, in tutto questo lasso di tempo sono stati prodotti decine e decine di disegni preparatori e studi di ambienti, mezzi e personaggi. Io stesso, come sceneggiatore, ho raccolto una grande quantità di materiale curioso, indagando sul vasto arco temporale che va dal 1897 fino al 1919, periodo nel quale si dipana il racconto di Greystorm. Il dodicesimo albo, quindi, conterrà una lunga avventura a fumetti, che noi chiamiamo “il capitolo perduto”, che rivelerà ai lettori dettagli nascosti degli eventi raccontati nei numeri precedenti, ma anche dei veri e propri “extra” come considerazioni e interventi degli autori, disegni, schizzi, studi e “scene tagliate”. Un vero numero speciale, insomma.
GC: Confermo: lavorando giorno per giorno a un progetto a così lunga scadenza, non ci si rende conto di quante cose si disegnino, elaborino e creino prima di giungere alla visualizzazione finale di un oggetto, un mezzo o un personaggio. Speriamo che questa avventura finale, accompagnata da un ricco “dietro le quinte”, incuriosisca i lettori e li premi per averci seguito fino alla conclusione della serie.