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I creatori di Leo Pulp

Breve Biografia di Claudio Nizzi e Massimo Bonfatti

Chi conosce Nick Raider sa che il poliziesco è una delle passioni del suo autore. Ma le storie che vedono in azione l'agente della Squadra Omicidi newyorkese sono troppo cariche di azione e di colpi di scena per lasciare campo libero al sense of humour, anche se il più scatenato collega di Nick, Marvin Brown, non manca mai di alleggerire la tensione con scherzi, gags e battute demenziali. Oggi, con Leo Pulp, CLAUDIO NIZZI ha voluto togliersi la soddisfazione di architettare trame votate alla riscrittura ironica, e talvolta irresistibilmente comica, del genere giallo-noir. Ormai riconosciuto come un maestro del fumetto italiano, Nizzi è nato a Setif (Algeria) nel 1938. Il suo esordio come sceneggiatore avviene sulle pagine de "Il Vittorioso" con "Safari", serie disegnata da Renato Polese, che tiene banco dal 1963 al 1966. Nizzi si è cimentato poi con novelle e romanzi, per ritornare nel 1969 definitivamente alle nuvole parlanti, iniziando una lunga e proficua collaborazione con "Il Giornalino", sulle cui pagine ha affrontato con successo tutti i generi: dall'avventura africana ("Steve Damon") a quella di mare ("Capitan Erik"), dalle riduzioni dei grandi classici della letteratura ("I Promessi Sposi", "L'isola misteriosa", "Un capitano di quindici anni") al western (in particolare, "Larry Yuma"), e si è dedicato persino ai racconti rosa e umoristici. Nella sua carriera non sono mancati, naturalmente, i personaggi polizieschi, come il "Tenente Marlo" o i simpatici "Rosco & Sonny", protagonisti di imprese a volte più umoristiche che gialle. Nella metà degli anni Ottanta, Nizzi comincia ad alternarsi con Gianluigi Bonelli alla stesura delle sceneggiature di Tex, compito che continua a svolgere anche oggi con efficacia e maestria. Nel 1988, Nizzi crea Nick Raider, la prima serie poliziesca edita da Sergio Bonelli, di cui cura inizialmente anche la supervisione.

Il compito di affiancare graficamente Claudio Nizzi nella nascita di Leo Pulp spetta a un cartoonist già ben noto agli appassionati di fumetto umoristico italiano: si chiama MASSIMO BONFATTI, è nato a Modena nel 1960 e ha imparato il mestiere lavorando "a bottega" con Guido Silvestri (Silver), Franco Bonvicini (Bonvi), Roberto Ghiddi e Claudio Onesti (Clod). Oltre ad aver realizzato cartoni animati, merchandising, illustrazioni e vignette (pubblicate su "Autosprint", "Guerin Sportivo", "Fumo di China", "Smemoranda"), Bonfatti ha lavorato nel mondo della pubblicità, della pittura e della fotografia, ha ideato una strip su Totò e illustrato storie, scritte da François Corteggiani e altri, per la rivista francese "Pif". Nel 1988, ha dato vita, sia per i testi che per i disegni, a una serie tutta sua, intitolata "I girovaghi". Ma soprattutto, si è imposto all'attenzione del pubblico e della critica firmando storie e copertine per "Cattivik" e "Lupo Alberto", e collaborando con la rivista satirica "Comix" e con il "Corrierino". "La scomparsa di Amanda Cross" e "I delitti di Sunset Boulevard" - rispettivamente colorati da Cesare Buffagni e Alessandro Rossini - sono l'ennesima, definitiva conferma di uno stile grottesco e scanzonato, poetico e iper-realista (né "I delitti di Sunset Boulevard" ottenuto anche grazie alla preziosa collaborazione alle chine di Cesare Buffagni). L'ideale per rappresentare la particolare atmosfera che si respira nelle intricate vicende di Leo Pulp.