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Frequently Asked Questions

Jonathan Steele FAQ

Jonathan Steele FAQ

Risponde Federico Memola

Tutto quello che c'è da sapere su Jonathan Steele

COME È NATA L’IDEA DI JONATHAN STEELE?
È un progetto che stavo cullando fin dal 1991. L’opportunità di concretizzarlo si è però presentata soltanto nel 1997, dopo che ho iniziato a lavorare per la Sergio Bonelli Editore, in un primo tempo come redattore e poi come curatore e sceneggiatore della collana Zona X. Il progetto originale di Jonathan Steele aveva caratteristiche un po’ diverse da quelle attuali, mentre erano già stati definiti l’aspetto grafico dei personaggi e il tono delle storie.

PERCHÉ QUESTA SCELTA DI UN FUMETTO AVVENTUROSO SOLARE E IRONICO IN NETTO CONTRASTO CON I TONI CUPI E DRAMMATICI CHE CARATTERIZZANO LA MAGGIOR PARTE DEI FUMETTI ATTUALMENTE PUBBLICATI?
Per gusto personale. Per carattere, prediligo le atmosfere solari a quelle cupe e angoscianti. E poi, secondo me, è un bene, per una Casa editrice, proporre una vasta gamma non solo di ambientazioni e tematiche, ma anche di atmosfere.

TU SEI ANCHE UN RICONOSCIUTO APPASSIONATO DI MANGA E DI CINEMA D’ANIMAZIONE GIAPPONESE. TI HANNO INFLUENZATO NEL PROGETTARE JONATHAN STEELE?
È vero: ho amato molto cartoons come "Goldrake", "Capitan Harlock" e "Lupin III", e apprezzo anche i maestri del moderno fumetto nipponico. Forse è rimasta traccia di questa passione nel mio modo di scrivere, in particolare nel ritmo della narrazione e in un certo modo di caratterizzare i personaggi. Ma la serie di Jonathan Steele, pur distaccandosi per molti aspetti dalla tradizione bonelliana, non la tradisce affatto. La novità più appariscente introdotta da questa serie è che il personaggio principale è molto giovane. Jonathan ha ventiquattro anni ed è il più giovane degli eroi bonelliani, dopo Gea. Inoltre, al posto della classica "spalla", Jonathan ha due ragazze che sono vere e proprie coprotagoniste.

C’È L’INTENZIONE DA PARTE TUA DI RIVOLGERTI A UN PUBBLICO PIÙ GIOVANE DI QUELLO CHE ABITUALMENTE SEGUE I PERSONAGGI BONELLIANI?

Direi di sì. L’uscita sul mercato di Jonathan Steele esprime la volontà da parte della Casa editrice di creare un contatto con quelle fasce di pubblico giovanile che generalmente si mostrano poco interessate alle nostre testate. E la mia scelta della giovane età dei protagonisti è coincisa con il desiderio di dare corpo a personaggi più giovani e freschi, con i quali io stesso, come sceneggiatore, mi trovo molto più a mio agio.

JONATHAN, MYRIAM E JASMINE. PERCHÉ LA SCELTA DI UNA «SQUADRA»?
Perché mi piaceva l’idea di tre individui, ciascuno dotato di particolari capacità, che riuniscono le loro energie per ottenere i massimi risultati. Jonathan è un uomo d’azione, ma soprattutto un tipo molto pragmatico. La prima delle ragazze, Jasmine, è un’esperta in esoterismo e in archeologia. È lei a intervenire in prima persona quando si tratta di indagare su particolari casi di carattere magico, mentre Myriam è dotata di poteri magici.

IN JONATHAN STEELE, C’È UNA PARTICOLARE ATTENZIONE ALL’ABBIGLIAMENTO DEI PERSONAGGI. È UNA SCELTA CONSAPEVOLE?
Assolutamente sì: abbiamo cercato di prestare grande attenzione alle tendenze attuali della moda femminile, anche perché mi ha colpito la vena molto "fantasy" che anima le recenti sfilate di certi stilisti affermati.

GENERALMENTE I PERSONAGGI A FUMETTI DELLA BONELLI SONO ISPIRATI, NELLE FATTEZZE, AD ATTORI FAMOSI. VALE ANCHE PER JONATHAN STEELE?
Soltanto Jasmine è ispirata a un personaggio reale, la top-model di origini pachistane Yasmeen Ghauri, che ho scelto come modello di riferimento non soltanto per le sue caratteristiche fisiche, ma anche per un certo tipo di fascino che riesce a trasmettere. Per quanto riguarda Jonathan e Myriam, invece, non c'è stato un modello preciso: li ho descritti a Teresa Marzia come li avevo in mente e lei li ha disegnati.