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Musica

Tanti sogni a gettone

Tanti sogni a gettone

A cura di Stefano Marzorati

Sergio Bonelli acquistò il suo primo juke-box Wurlitzer alla fine degli anni Novanta, presso un negozio di modernariato torinese. Fu la realizzazione di un sogno che coltivava da tempo, e che si era alimentato non soltanto di musiche e canzoni, ma anche di immagini e situazioni cinematografiche inevitabilmente legate ai “favolosi anni Cinquanta”.

Non so se fosse stata la speranza di recuperare parte di quell'immaginario e parte di quei ricordi della sua giovinezza a spingerlo a questo acquisto.


Sergio Bonelli accanto ad uno dei juke-box Wurlitzer della
sua collezione (la foto è © Chiara Cadeddu).

Ma Sergio amava circondarsi di cose belle, di oggetti che avessero una “personalità”, uno stile, una storia. E il Wurlitzer, di sicuro, una storia – importante, affascinante – la possedeva. In particolare, il modello 1015, che Sergio aveva scelto, non era un semplice juke-box, era “il Re dei Juke-box”: creato nel 1946 negli Stati Uniti e lanciato con lo slogan “Wurlitzer is Juke-box!”, è un mito per i collezionisti, un caleidoscopio di colori, dal giallo al verde al rosso all'arancione, simbolo di speranza, di allegria e di ricostruzione dopo gli orrori della guerra.

Quando qualche giornalista veniva a trovarlo in redazione, conclusa l'intervista, Sergio puntualmente mostrava con malcelato orgoglio i due Wurlitzer (ebbene si, ne acquistò un altro, anzi vari altri) che campeggiavano nel corridoio. E, naturalmente, si affrettava a metterli in funzione, inserendo il classico “gettone” e scegliendo uno dei tanti dischi a 78 giri che aveva pazientemente recuperato nei mercatini e nelle fiere specializzate: Mr. Sandman delle The Chordettes, That's Amore di Dean Martin, The Great Pretender dei Platters, Rock Around the Clock di Bill Haley and The Comets, The 3.10 to Yuma di Frankie Laine (colonna sonora di uno dei film preferiti di Bonelli, Quel treno per Yuma), Heartbreak Hotel di Elvis Presley, Grands Boulevards di Yves Montand... Insomma, nei suoi juke-box c'era, e c'è tutto il catalogo delle sue passioni musicali, dal country al rock'n'roll, dalla canzonetta francese al jazz delle grandi orchestre. Dei suoi Wurlitzer, Sergio era “innamorato”. E non è un caso se la sua ultima immagine ufficiale, scattata nella primavera del 2011, lo ritrae in piedi proprio davanti a uno di quei juke-box dei quali andava tanto fiero...