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Frequently Asked Questions

Dampyr FAQ

Dampyr FAQ

Rispondono Mauro Boselli e Maurizio Colombo

Tutto quello che c'è da sapere su Dampyr

PERCHÉ AVETE SCELTO DAMPYR COME TITOLO DELLA VOSTRA SERIE? A PRIMA VISTA SEMBREREBBE LA DEFORMAZIONE DI UNA PAROLA
CHE È RICORSA SPESSO NEL VOCABOLARIO DI CERTO CINEMA ORRORIFICO E FANTASTICO…

In effetti, è un nome singolare, che sicuramente richiamerà alla memoria degli appassionati del genere la parola "vampyr", ovvero il termine di origine slava con cui, in certa letteratura o cinema dell’orrore, si è definita spesso la figura del vampiro. Non nascondiamo che c'è una relazione diretta con il mito del vampiro, anche se ci siamo presi la libertà di cambiare un po' le carte in tavola. Il dampyr protagonista della nostra serie non è una figura inventata da noi. Appartiene al folklore slavo e viene usata nella tradizione per indicare il figlio di un vampiro e di una donna umana. L'idea ci è venuta rileggendo una frase scritta in un Almanacco della Paura di Dylan Dog di qualche anno fa, che ospitava, nella sezione monografica, un manuale del vampirologo da me compilato (Mauro Boselli, ndr). All'interno di questo dossier, citavo dei testi sui vampiri, della scrittrice Ornella Volta e di altri autori, e parlavo della singolare figura di questo cacciatore di vampiri, probabilmente un ciarlatano, che dice di avere il potere di uccidere le creature della notte e che vaga per i villaggi dell'Est facendo il guaritore. Questa figura era presente in certi paesi fino al primo dopoguerra. Ecco, è proprio da questo spunto che è germogliata l'idea di fondo di Dampyr: sullo sfondo di tante guerre contemporanee piccole e grandi, i vampiri, razza di predatori alieni, sfruttano astutamente i mille conflitti disseminati nel globo per esercitare il loro sinistro potere senza essere scoperti dall’umanità. Contro di loro si muove un eroe che, nella migliore tradizione degli eroi di un certo genere di fantascienza (penso al protagonista dei romanzi di Philip José Farmer, "I fabbricanti di universi", o al "Thor" di Stan Lee), scopre in realtà di non essere un semplice essere umano ma un uomo con un mistero alle spalle, dei poteri molto particolari e un destino da compiere. Il nostro eroe si chiama Harlan Draka, ed è veramente un dampyr: lo scoprirà nella prima storia e ne prenderà coscienza nella successiva, per trasformarsi in un eroe metà umano e metà alieno, che lotta per la salvezza dell’umanità contro i vampiri e, più in generale, contro il Male che anima sia le guerre che gli incubi di ciascuno di noi. Siamo sempre stati affascinati dai vampiri e dall’orrore, dal mistero e dal soprannaturale in genere. Il vampiro ha attraversato mille incarnazioni. Quella più recente, che è stata definita come "il vampiro post-moderno", è sicuramente interessante ma non ci rappresenta completamente, nel senso che non siamo né per i vampiri gentiluomini né per quelli con problemi esistenziali. I vampiri protagonisti di Dampyr sono sì degli esseri superiori, carismatici e affascinanti, ma anche totalmente malvagi. E sono i cattivi della serie, insieme ad altri personaggi che hanno sempre rappresentato il Male nella  dimensione dell’avventura in genere, ovvero mercenari, signori della guerra, gangster, mostri di varia natura, psicopatici. Seguendo una certa tradizione, non soltanto bonelliana e non soltanto fumettistica, ma comune a tutta l’avventura, il nostro eroe è accompagnato da un paio di pards. Queste figure di comprimari sono emblemi di un campionario di umanità e servono a creare intorno alla figura dell'"eroe tutto d'un pezzo" un catalogo di altre caratteristiche psicologiche che ne arricchiscono la personalità e il fascino. Harlan non è né totalmente umano né totalmente alieno, ma ha al suo fianco la figura del tutto umana di un ex mercenario di nome Kurjak e quella di una vampira, Tesla, un personaggio femminile che ha la fibra del vero combattente e una personalità molto spiccata. I vampiri loro avversari sono creature molto particolari. Si dividono in due categorie: i Maestri e il Branco. I Maestri possono sopravvivere di giorno, circolare tranquillamente alla luce del sole. Hanno dunque poteri straordinari molto superiori a quelli finora conosciuti, che i nostri lettori impareranno a scoprire gradualmente, nel corso delle varie storie.

QUALI SONO I GUSTI E LE INFLUENZE CHE VI HANNO ISPIRATO?
Abbiamo, ovviamente, delle fonti di ispirazione. Però siamo contrari alla citazione diretta, che non amiamo molto, perché ci sembra un modo troppo facile, una scorciatoia, per superare certe difficoltà del racconto. In Dampyr, quindi, ci saranno certamente omaggi letterari e cinematografici, ma non saranno sfruttati in modo ripetitivo. Tornando alle nostre influenze, sono sicuramente a largo raggio, perché si estendono al di là dei fumetti e del cinema, e hanno anche origine da un certo tipo di letteratura. In questa serie, siamo partiti da un’idea originale e ci siamo, in seguito, allargati a includere un largo spettro di situazioni avventurose che, in parte, si rifanno alla letteratura fantastica europea o mitteleuropea. Il lettore delle nostre storie ritroverà  perciò atmosfere care a Franz Kafka o a Leo Perutz, ma allo stesso tempo vedrà recuperata anche la tradizione delle vecchie ghost-stories, alla Montague Rhodes James, tanto per intenderci. Per quanto riguarda, invece, l'azione pura, le nostre preferenze, pur essendo noi cultori dell'avventura classica e western, vanno all'action movie moderno e ai fumetti della corrente Vertigo DC. Pensiamo a "Sandman" per quanto riguarda una certa dimensione onirica, che esiste in Dampyr, e a "Preacher", per quel modo ironico di intendere l'azione e i rapporti tra i personaggi. Tutte queste sono assonanze significative ma casuali: non conoscevamo "Preacher" quando abbiamo iniziato a scrivere Dampyr. Il nostro stile di scrittura, pur mantendendo aperta la strada ai cambiamenti rapidi di scena, sarà uno stile molto meno onirico di quello di Dylan Dog e ci saranno molte meno trovate inspiegabili; le storie saranno decisamente logiche, con un finale e delle spiegazioni che non spingano il lettore a domandarsi che cosa è successo.

QUALI SARANNO GLI SCENARI DELLA SERIE?
Dylan Dog è stato il primo a recuperare certe atmosfere europee in un ambito fumettistico che, per lungo tempo, è stato legato esclusivamente all'America. I nostri personaggi si muoveranno anche in Inghilterra e in America, ma molte storie della serie saranno ambientate nella nebbiosa Mitteleuropa, in città come Praga e Berlino. La nefasta presenza dei  vampiri, tuttavia, copre come abbiamo detto, ogni parte del globo. Questo ci permette di trasformare Harlan e i suoi pards in veri e propri avventurieri dell'horror che agiranno anche in Africa e in Amazzonia. Abbiamo accennato poco fa a Dylan Dog. Il suo autore, Tiziano Sclavi, ha fatto una scelta molto fumettistica, costruendo intorno al suo personaggio una città avvolta (non soltanto meteorologicamente, ma anche in senso metaforico) dalla nebbia, e quindi un paesaggio dai contorni poco nitidi. Altri personaggi della tradizione bonelliana, come Tex, hanno sposato, invece, un’ambientazione più solidamente realistica e addirittura antropologica (le tribù indiane). Nel delineare lo scenario delle storie della nostra serie, noi crediamo di avvicinarci molto alla scuola di Edgar P. Jacobs e di altri autori moderni: se il set di una storia sarà Berlino o New York, il lettore potrà riconoscervi le tipiche strade o i tipici monumenti. Pensiamo che questa nostra scelta di estremo realismo potrà spingere i nostri lettori a un coinvolgimento più immediato e d’impatto nelle vicende di Harlan e dei suoi soci. Questo amore e questo interesse per il dato geografico derivano anche dalla grande passione che io (Mauro Boselli, ndr) nutro per i viaggi: quando sono in trasferta, mi piace osservare, prendere appunti, conoscere le mitologie del paese che sto visitando.

QUALE SARÀ IL TONO DELLE STORIE?
In Dampyr, verranno sviluppati argomenti legati sia alla realtà del passato che a quella del presente. Questa grande libertà di azione ci è permessa grazie a una delle caratteristiche peculiari più vistose dei vampiri: sono creature che hanno una lunga vita e hanno attraversato gli eventi della storia come testimoni privilegiati, del tutto particolari. Questo ci permette di sfruttare un gusto narrativo che si può ritrovare in tanta letteratura del mistero o poliziesca, in autori che vanno da John Dickson Carr a Ross MacDonald. Nelle loro storie, il passato ritorna e il mistero del presente viene spesso svelato risolvendo un enigma del passato. Nelle storie di Dampyr dove meno prevarrà l’azione pura, e quindi un approccio duro e realistico, emergerà una vena sotterranea quasi fiabesca, che manterrà, però, sempre connotazioni tenebrose, da incubo.

QUALI SONO LE CARATTERISTICHE E LA PSICOLOGIA DEL PERSONAGGIO?
Diciamo, prima di tutto, che il nostro Harlan non è un detective, anche se chiaramente dovrà affrontare anche lui una sorta di indagine che lo condurrà a scavare nel passato. Non dimentichiamo che la sua ricerca è duplice: si imbatte in nemici per caso o per scelta ma, in fondo, sta cercando il padre. Lo sviluppo della personalità di Draka, così come viene presentato al lettore, avviene già a partire dal primo numero della serie. Nel secondo, lui apparirà come un personaggio ben definito, un tipo deciso, volitivo, alla Tex, tanto per intenderci. Anche i suoi pards non saranno da meno. Tuttavia, il lettore assisterà a una sorta di piccola commedia umana che si svolge tra i tre e che porterà a un’evoluzione dei loro rapporti grazie anche agli incontri con sempre nuovi personaggi. Nonostante la sua natura ambigua, mezza umana e mezza aliena, Harlan ha scelto di stare dalla parte del Bene. Lotta dunque contro i vampiri e li vince, pur sapendo di avere un'origine per metà legata al Male. Questo aspetto del personaggio viene inoltre accentuato dalla presenza, all'interno della serie, di un elemento sovrannaturale, da heroic fantasy: una lotta in atto nell'Universo tra il Bene e il Male. Se dovessimo sintetizzare la posizione morale del nostro eroe, potremmo affermare che Harlan è a metà di un guado, diviso tra due sponde. Ha scelto di combattere il Male, certo, ma la lotta si svolge su piani diversi e, nella serie, sarà assente un certo manicheismo di maniera, che riteniamo avrebbe potuto svilire e attenuare l’interesse del personaggio.

HARLAN POSSIEDE DEI POTERI O DELLE DOTI SPECIALI?
Il nostro eroe dispone di poteri che verranno svelati man mano nei primi numeri della serie. In parte, sono di origine sovrannaturale: Harlan, per esempio, è più longevo e più resistente dei comuni mortali, ma può essere comunque ferito e ucciso. Possiede anche qualche piccolo potere paranormale che però non vogliamo svelare troppo in anticipo.

PARLATECI DELLA FISIONOMIA DEL VOSTRO PERSONAGGIO...
Ci siamo ispirati per la fisionomia di Harlan Draka all’attore Ralph Fiennes (protagonista di "Strange Days", "Il paziente inglese", "Onegin"). La nostra scelta è stata motivata, però, non soltanto dall'aspetto fisico di questo attore, ma anche da quello interiore. In "Strange Days", un film che abbiamo amato molto entrambi, Fiennes interpreta il personaggio di un perdente che, alla fine, riesce a riscattarsi. Anche Harlan compare sulla scena, nel primo albo, con i panni del perdente, un po' cinico e tenebroso, ma, nel giro di una manciata di pagine, comincia a svelare la sua vera natura di eroe e combattente. Per quanto riguarda le figure dei suoi due pards, Kurjak ha l'aspetto del macho, del mercenario duro come una roccia, temprato nel fisico e nell'animo da mille drammatiche esperienze. Anche Tesla, la ragazza, è una combattente e il suo look a metà tra Annie Lennox (la cantante degli Eurythmics) e il punk ben si adatta al suo carattere.

DAMPYR E LA MUSICA: CITAZIONI, INFLUENZE… CHE PESO HA SU DAMPYR E SULLA VOSTRA SCRITTURA?
Amiamo entrambi il rock, ma non soltanto. Dei vampiri che hanno affollato la scena degli ultimi due decenni, grazie ad autrici come Anne Rice, ci è piaciuto particolarmente il tentativo di rivitalizzare la figura del vampiro, rendendola più attuale e al passo con i tempi. Questa operazione di restyling non è stata soltanto estetica, esteriore, ma ha coinvolto anche l'essenza stessa e la psicologia delle creature della notte. Il nostro Harlan Draka, pur non essendo una rockstar come il Lestat della Rice, risente ovviamente di queste suggestioni, che abbiamo ripreso e sviluppato, in forma di citazioni affettuose e di atmosfere. Ecco perché la musica avrà un ruolo importante nella serie, diventando una colonna sonora ideale che fa da sfondo e contrappunto alle vicende raccontate. In una storia ambientata in Louisiana, per esempio, ci siamo ispirati a un gruppo molto popolare e dalla storia travagliata, i Lynyrd Skynyrd. La band di rockers sudisti un po' particolare che è protagonista della storia assomiglia molto a loro. Ma la colonna sonora di Dampyr non incorpora soltanto il rock. Per le sequenze più tese, per esempio, sceglieremmo le cupe e angoscianti partiture di Bernard Hermann (compositore prediletto da Alfred Hitchcock), mentre per le storie di ambientazione balcanica il folk-rock di Goran Bregovic. Ci sono poi tanti altri nomi che riteniamo particolarmente ispiratori: Mozart, i Tamburi del Bronx con il loro impatto tribale e metropolitano, i Creedence Clearwater Revival. Ma non sono soltanto i suoni o le immagini cinematografiche a rappresentare la nostra fonte di ispirazione. Ci sono altre immagini, spesso frammenti dai contorni irregolari, che provengono e nascono da altri ambiti, i più svariati.
Dal teatro, per esempio, dove ci piace ricordare l'impatto emotivo devastante degli spettacoli de La Fura dels Baus. Dalla poesia: un verso tratto da una poesia di Boris Vian (che ha ispirato un'intera sequenza di una storia). E infine, da emozioni, visioni e appunti raccolti durante un viaggio (l'antica università di Friburgo ci ha fornito lo spunto per una storia di ambientazione universitaria).