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Colombo vs Romero! LuccaFilmFestival 2016

Colombo vs Romero!

Al Lucca Film Festival, uno dei “papà” di Dampyr ha l’occasione di trovarsi faccia a faccia con il “papà” dei moderni zombi. Abbiamo incontrato Maurizio Colombo, a pochi giorni dall’evento!

La collaborazione tra la Sergio Bonelli Editore e il Lucca Film Festival prosegue. Quest’anno, dal 9 al 10 aprile, tra gli ospiti della kermesse lucchese spicca George A. Romero, leggendario regista, padre degli zombi moderni. Chi meglio di Maurizio Colombo, vero e proprio Signore delle Tenebre bonelliano, poteva rappresentare la Casa editrice? Con qualche domanda cerchiamo di scandagliare lo stato d’animo di Colombo alla vigilia dell’atteso incontro, fissato per le ore 21:00 di domenica 10 aprile, al Cinema Centrale di Viareggio.

► Maurizio, insomma, tra qualche giorno sarai faccia a faccia con Romero…

I morti cannibali che si muovevano da ubriachi, la bambina che squarta la madre e se la pappa, le notti di sonno perse. L’uomo che mi aveva fatto tutto questo, si chiamava George A. Romero. E gli sarò grato fino al giorno della mia non-morte…

La prima volta che ho visto “La notte dei morti viventi” avevo nove anni. Era una pellicola ovviamente vietata ai minori di diciotto. M’imbucai nella sala grazie a una zia che faceva la cassiera al cinema Castelli di Busto Arsizio, mitico luogo culto per noi cinefili, ormai morto e sepolto. Il film era firmato George Kramer, per motivi di distribuzione. A lui, in un primo momento imputai i miei incubi.

► Nove anni… Non eri un pochino giovane? Da là è nata la tua passione per l’orrore?

Devo molto del mio trasporto per i brividi di celluloide all’horror italiano, Dario Argento in primis. Ma quel bambino che ero, in quella notte del 1969, uscì dal cinema impressionato. Il mio mondo non fu mai più lo stesso. I morti cannibali che si muovevano da ubriachi, la bambina che squarta la madre e se la pappa, le notti di sonno perse. In seguito scoprii che l’uomo che mi aveva fatto tutto questo, in realtà si chiamava George A. Romero. E gli sarò grato fino al giorno della mia non-morte…

► Non ti passò di certo il vizio di vedere film vietati ai minori in quel momento, spero?

Giammai! Iniziai a frequentare assiduamente la sala buia e polverosa che tanto amavo e, dell’adorato George non mi persi “La città verra’ distrutta all’alba” (distribuito, come “La notte” dalla Fida cinematografica, grazie alla quale sono arrivati da noi classiconi anni settanta, come “Non aprite quella porta”, “L’ultima casa a sinistra” e altri). La storia d’amore continuo’ con “Zombi” (1978): ero presente il primo giorno della sua uscita italiana, al primo spettacolo al cinema Odeon di Milano. Avevo diciotto anni ed ero seduto vicino a Dario Argento che distribuiva la pellicola… ma non ebbi il coraggio di importunarlo.
Poi fu la volta di “Martin - Vampyr” una delle più originali riletture del mito vampirico mai viste. E di “Il giorno degli zombi” (finora il mio preferito della prima trilogia delle morte romeriana, il più splatter di tutti).
Da allora, grazie alle videocassette e ai dvd, ho recuperato anche le sue opere più rare come “La stagione della strega” (in originale “Hungry wifes”), e “Knight raider”.


Maurizio Colombo in compagnia della poco rassicurante famiglia Hewitt, ritratti da Luca Rossi.

► Ma non solo per il cinema e per Romero scendi in Toscana, vero?

Quasi dimenticavo… abbiamo un importante incontro di pomeriggio…

► Sabato 9 aprile, alle 17:30, a Lucca, in piazza San Martino, presso l’auditorium della Banca del Monte, con me (Giorgio Giusfredi) e Andrea Bernardini, per la precisione…

Giusto! Ci sono un sacco di cose da dire. Perché senza dubbio la mia scrittura è stata pesantemente influenzata dal cinema, come quella di chiunque scrive di fumetti. E, chi si intende di riprese e di montaggio lo sa, un fumetto è molto simile agli storyboard che fanno da canovaccio alla regia di un film. Inoltre io mi occupo sulle riviste bonelliane degli articoli a stampo cinefilo quindi presenteremo il Dylan Dog Magazine appena giunto in edicola dove c’è anche un piccolo omaggio che tu ben sai a Lucca…

► E Dampyr?

Ci stavo arrivando… ci tengo molto al personaggio che ho creato con Mauro Boselli. Anche se non sono presente come vorrei ai testi della serie, ho ripreso a scrivere. Sul Dampyr Magazine di quest’anno uscirà la prima storia di Tesla in solitaria che ho realizzato con Nicola Genzianella. Poi, all’incontro di sabato pomeriggio parleremo anche delle anteprime che aspettano il nostro ammazzavampiri. Sono davvero tante e pirotecniche, in attesa del numero 200. Per ora non dico niente: voglio che i lettori si presentino davanti alle mie zanne insanguinate per scoprirle!

► Ti ricordi che il sabato sera Harlan sarà presente a Lucca grazie anche a “Effetto Cinema Notte”?

Non vedo l’ora di vedere a Lucca il Dampyr insieme ai suoi pards e a orde di vampiri assetati...

► ...e a Dylan Dog, l’altro personaggio bonelliano che farà la sua splendida figura nella serata di sabato 9 aprile…

Non mi sono scordato di tutti gli incontri che ci aspettano. Ma, per fortuna, ci sarai tu a tenere il calendario di tutti gli impegni perché l’idea di incontrare George dal vivo mi atterrisce e mi esalta contemporaneamente. Ho molte cose da chiedergli. Credo proprio che, a costo di fare una delle mie solite magre figure, lo abbraccerò al primo incontro con affetto solo per ringraziarlo di avermi fatto restare spaventato per tutto questo tempo (stay scared è la frase che mette George nei suoi autografi).

A cura di Giorgio Giusfredi


Cliccate sull'immagine per visualizzare il programma completo degli eventi Bonelli al LuccaFilmFestival 2016.

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