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Lukas n.11: tutti i segreti!

Lukas n.11: tutti i segreti!

Il consueto approfondimento mensile sulla prima serie di Lukas, questa volta è dedicato a "Tenebre", undicesimo albo della collana.

In collaborazione con la pagina Facebook ufficiale di Lukas, ogni mese, all'uscita di un nuovo albo di Lukas Reborn, vi proporremo un dietro le quinte del relativo numero della prima miniserie del Ridestato.

Dal 22 gennaio sarà in edicola "Furia cieca", undicesimo numero della seconda stagione dell'eroe creato da Michele Medda e Michele Benevento; ed eccovi, dunque, le cinque curiosità legate a "Tenebre" (che potete recuperare tramite il nostro servizio arretrati), corrispettivo albo della prima stagione di Lukas.

5 COSE CHE FORSE NON SAPEVATE DI... LUKAS 11 – TENEBRE
a cura di Michele Medda e Michele Benevento.

1) A pagina 8, la Ridestata Jamie legge i nomi sui campanelli del palazzo dove abita Lukas. Tra i nomi, Frederic Volante ha inserito quello di tale “B. Ramella”. È uno scherzoso omaggio del disegnatore al collega, e maestro, Bruno Ramella, anche lui in passato, come Volante, nello staff di Nick Raider e Magico Vento. Ramella è decisamente in buona compagnia trovandosi a dividere i citofoni con altri nomi illustri che hanno segnato, in qualche modo, l'adolescenza di Volante, come Buster Keaton (attore e regista), Bruce Dickinson e Steve Harris (rispettivamente, cantante e bassista degli Iron Maiden), Kerry King (chitarrista degli Slayer), Ridley Scott (regista) e il disegnatore di fumetti Alan Davis.


Senso dell'ironia che non manca nemmeno a Frederic Volante (cliccate sull'immagine per visualizzare la tavola intera).

2) A pagina 41, Bianca e i suoi colleghi dell’agenzia pubblicitaria, tornati al lavoro dopo il week end, hanno una sgradita sorpresa. La porta dell’agenzia è chiusa. Il titolare è irreperibile, i suoi telefoni sono entrambi staccati. Insospettiti, i dipendenti si consultano tra di loro, decidono di forzare la porta, e scoprono che gli uffici sono vuoti. L’agenzia non esiste più. Per questa scena Michele Medda ha detto di essersi ispirato a quanto successe, una quindicina di anni fa, ai dipendenti di una casa editrice di fumetti. Presentatisi regolarmente al lavoro il lunedì mattina, trovarono la porta chiusa, e scoprirono che non esisteva più la casa editrice. L’editore si era volatilizzato. E si era volatilizzato anche il loro lavoro.


Una brutta sorpresa per Bianca (cliccate sull'immagine per vedere la pagina intera.

3) A pagina 49 viene mostrata, per la prima volta, Wilda in un momento di debolezza. La terribile Ridestata piange e si consola coi cioccolatini, come una bambina. Medda ha raccontato che nelle prime sceneggiature aveva rappresentato i Ridestati come esseri incapaci di provare sentimenti, sul modello degli androidi “disempatici” di Philip K. Dick. Dovette rinunciare all’idea, disse, perché la scelta di rappresentare i Ridestati sempre impassibili, senza espressione, non funzionava sotto il profilo grafico. Mentre, al contrario, era più efficace, anche narrativamente, rappresentare i Ridestati come gli dei della mitologia greca: esseri potentissimi, ma minati dalle debolezze umane.


Wilda in un momento di debolezza (cliccate sull'immagine per visualizzare l'intera tavola).

4) A pagina 71, nell’ultima vignetta, compare per la prima volta Alban Vass, il futuro capo dei Ridestati. Il suo look definitivo è frutto di un ripensamento degli autori. Il volto scelto come riferimento era quello di Rutger Hauer (cliccate qui per vedere gli studi prliminari realizzati da Massimiliano Bergamo). Ma, a disegni completati, Medda e Benevento si accorsero che Alban risultava troppo simile ad Alex Kaplan, il Ridestato ucciso da Lukas nel quarto episodio. Decisero quindi di provare una prima caratterizzazione con il personaggio calvo e, in seguito, di dotare Alban di una lunga chioma che lo rendeva più caratteristico, e identificabile a una prima occhiata.


La prima apparizione di Alban Vass nella sua caratterizzazione definitiva.
Cliccando sull'immagine potrete vedere tre vignette con il personaggio calvo.

5) La terribile fine di Zara non era affatto contemplata, al momento del concepimento della serie. L’intenzione originaria di Medda era fare sì che Wilda sequestrasse Bianca per attirare Lukas nel suo covo, nel tentativo di ucciderlo. Zara avrebbe mantenuto nella serie un ruolo di secondo piano. L’autore cambiò idea strada facendo. Il personaggio di Zara ebbe più spazio di quello previsto, ha dichiarato Medda, “grazie anche alla splendida caratterizzazione grafica fornita da Benevento. Uno di quei casi in cui una scelta grafica influenza le scelte narrative.” Data l’importanza acquisita da Zara, lo scrittore decise di sfruttarla fino in fondo. E reputò più forte l’idea di un regolamento di conti finale motivato non da un salvataggio, ma da una vendetta.


Per sapere quale sia stata la drammatica fine di Zara, non dovete fare altro che recuperare "Tenebre".

Appuntamento, tra un mese, alla prossima rubrica dedicata al dodicesimo e conclusivo albo della prima stagione di Lukas: "Mostri".

Per leggere gli articoli già pubblicati, cliccate qui.

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