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Lukas

Scopriamo i segreti di Lukas n.3

Scopriamo i segreti di Lukas n.3

Terzo appuntamento con il "dietro le quinte" della prima stagione di Lukas. In questo articolo sveleremo alcune curiosità relative all'albo "Sacrificio".

In collaborazione con la pagina Facebook ufficiale di Lukas, ogni mese, all'uscita di un nuovo albo di Lukas Reborn, vi proporremo un dietro le quinte relativo al corrispettivo numero della prima miniserie del Ridestato.

Dal 22 maggio sarà in edicola "In trappola", numero 3 della seconda stagione dell'eroe creato da Michele Medda e Michele Benevento; ed eccovi, dunque, le cinque curiosità legate a "Sacrificio" (che potete recuperare tramite il nostro servizio arretrati), terzo albo della prima stagione di Lukas.

5 COSE CHE FORSE NON SAPEVATE DI... LUKAS 3 – SACRIFICIO
a cura di Michele Medda e Michele Benevento.

1) La storia è ispirata alla leggenda del Minotauro, l’archetipo delle storie con “il mostro nel labirinto”. Gli autori lo dichiararono esplicitamente fin dall’inizio: con Lukas non si erano proposti solo di raccontare una storia thriller, ma di rivisitare diversi tòpoi del fantastico, dai miti più remoti ai mostri del B–movie.


Il "labirinto del mostro" (cliccate sull'immagine per visualizzare la tavola intera).

2) L’ambiente delle carceles, benché di pura invenzione, è ispirato alle cisterne romane di Cagliari, tanto spettacolari quanto poco conosciute. Come nella storia di Lukas, le cisterne del capoluogo sardo sono adiacenti all’orto botanico cittadino. Ma mentre l’orto botanico di Lukas è abbandonato per ragioni, diciamo, “di copione”, quello di Cagliari è regolarmente aperto ai visitatori, come potete vedere in questa pagina.


Cliccate sull'immagine per visualizzare la tavola intera.

3) La “mutazione” del mostro è ispirata a diverse malattie genetiche esistenti. La deformità del corpo e le dimensioni “elefantiache” sono un chiaro rimando alla sindrome di Proteo, resa celebre dal caso di Joseph Merrick (Elephant Man). La particolare conformazione della pelle suggerisce, invece, una grave disfunzione della pelle conosciuta come Ittiosi Arlecchino, con l’ulteriore aggravante presenza di melanomi sparsi su tutto il corpo.


Il mostro disegnato da Massimiliano Bergamo.

4) Notate qualcosa di strano nel disegno qui sotto? Il mostro delle caverne ha due braccia identiche! E infatti, questa è la prima versione della creatura, diversa da quella definitiva. Medda e il suo supervisore Antonio Serra discussero a lungo la modalità con cui il mostro preleva le sue vittime dalla caverna. Alla fine ritennero inverosimile che un mostro così pesante si potesse calare in perfetto silenzio nella caverna, uccidere e poi risalire fino all’imboccatura del tunnel tenendo il corpo della vittima in braccio. Serra, da sempre affascinato dai mostri “ibridi” dei manga, propose che il “prelievo” avvenisse con un tentacolo estensibile, senza che il mostro si calasse nella caverna. D’altronde, con una creatura così bizzarra, nessuna mutazione era troppo improbabile. Per scegliere quale braccio cambiare, si adottò un criterio molto pragmatico: verificare per quante vignette compariva ogni braccio e con quale tipo di inquadratura, in modo che fosse richiesto il minor numero possibile di interventi.


Cliccate sull'immagine e scoprite le differenze! Il tenero Lukas vi rimanda all'ultima pagina.

5) Medda decise di chiarire fin dai primi episodi come si nutrono i Ridestati. Dato che vivono in segreto tra gli umani, molto difficilmente si procurano il cibo attraverso omicidi casuali, ma hanno locali appositi dove mangiano carne umana con coltello e forchetta. Ironicamente, l’autore battezzò il locale preferito da Wilda Chez Polyphéme, in omaggio al famoso gigante cannibale dell’Odissea.
A pagina 18 il cuoco Klaus parla delle “fattorie di Westfork”, suggerendo al lettore che esistono veri e propri “allevamenti” in cui gli umani sono tenuti come manzi da macello.


Cliccate sulla tavola per ingrandirla.

Appuntamento, tra un mese, alla prossima rubrica dedicata al numero 4 di Lukas: "Segreti".

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