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Intervista Julia

Julia raccontata da Berardi!

Julia raccontata da Berardi!

Seconda parte dell'intervista a Giancarlo Berardi: il "papà" dell'Investigatrice dell'Animo ci porta dietro le quinte della creazione delle storie di Julia, in occasione dell'uscita del numero 200 della collana!

Prosegue la chiacchierata con Giancarlo Berardi, realizzata in occasione dell'arrivo in edicola del numero 200 di Julia.

► Julia è senza dubbio un fumetto urbano, inserito fortemente nella metropoli in cui si svolgono gran parte delle storie, segnate dai rumori della città, dalle voci che si sovrappongono, dalla presenza umana costante. Come hai affrontato l’ambientazione della serie?

Mai avrei pensato di giungere a tanto. Un'esperienza unica, che ha cambiato la mia vita. In meglio.

Cambiando stile. Mi sono distaccato dal mondo poetico e silenzioso delle praterie kenparkeriane, infittendo la scrittura e ponendo la protagonista al centro degli avvenimenti. Il ritmo è più martellante, i personaggi più dissociati, il clima più torbido. Noir.

Sempre pensando alle voci dei personaggi, ora frequenti ora più rarefatte, legate strettamente all’ambiente cittadino, mi viene da pensare a una cura particolare che metti nella musicalità dei tuoi testi, proprio a come “suonano” i dialoghi. E d’altra parte la musica è l’altra tua grande passione.

Ho vissuto esperienze di musica e di recitazione fin da ragazzino. Sono salito spesso sui palcoscenici, sia come attore che come cantante-musicista. Recentemente ho doppiato tutti i personaggi di un corto accluso a "Welcome to Springville", una raccolta di racconti western scritti dal sottoscritto e disegnati da Renzo Calegari. E ho appena dato alle stampe un CD con quattordici canzoni. Questi talenti, inevitabilmente, si sono riversati nel mio lavoro.


Una striscia metareferenziale tratta da Julia 200.

Negli anni hai creato un rapporto speciale con i lettori di Julia, ne hai parlato diverse volte, ma colpisce sempre, leggendo la posta degli albi e non solo, la forte complicità che lega i lettori al personaggio, ben oltre la semplice passione da fan. Come te la spieghi? Dipende forse anche dalla prevalenza di lettrici tra gli appassionati di Julia?

Dipende dal rapporto di fiducia che si è creato. I lettori hanno capito che il mio interesse per le loro vicende è genuino, che possono propormi qualsiasi argomento senza ricevere una risposta superficiale o scontata, e men che mai giudicante. In una società sorda ai motivi dell'altro, provo a rendermi utile, anche solo ascoltando, e magari suggerendo un punto di vista diverso, in punta di piedi.

E tornando alla tua scrittura, come sei riuscito a entrare così a fondo nell’animo di un personaggio femminile? Come uomo, senti la responsabilità di dare voce a una donna?

Sono cresciuto in un'enclave familiare di donne, dove mi sono compenetrato, preferendolo di gran lunga a quello degli uomini.


Un bel primo piano di Julia realizzato da Cristiano Spadoni,
colori di Arianna Florean (Julia 200).

In seguito, ho sempre cercato di allargare la mia parte femminile, invece di rifiutarla com'era tipico nei maschi della mia generazione. La identifico con la sensibilità, l'accoglienza, la capacità d'ascolto e la creatività. Tutte doti spiccate dell'altra metà del cielo.

Il traguardo dei duecento numeri è una soglia molto importante, cosa rara non solo nel fumetto italiano. Lasciando da parte i bilanci, quanto ha significato per te Julia?

Mai avrei pensato di giungere a tanto. Un'esperienza unica, che ha cambiato la mia vita. In meglio. Per la quale devo ringraziare Sergio Bonelli, che mi ha dato fiducia nel lontano 1973, tutti i miei collaboratori, che mi sopportano da quarantadue anni, e soprattutto i lettori che mi seguono con tanto affetto.

► C’è qualcosa che non hai ancora fatto e che vorresti sperimentare con il tuo personaggio? Qualche formato editoriale diverso, qualche avventura particolare, o altro.

Sarebbe un elenco lungo, ancora una volta. Non ho mai smesso di ricercare, e Julia offre un terreno ideale per la sperimentazione. Nel frattempo, mi piacerebbe vedere una selezione delle sue avventure, in formato più grande e a colori, sugli scaffali delle librerie.

A cura di Giovanni Mattioli

"Duecento volte Julia", la prima parte dell'intervista a Giancarlo Berardi.


La videorassegna delle copertine più rappresentative della serie.
Disegni di Marco Soldi e Cristiano Spadoni.