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In viaggio verso l'avventura!

In viaggio verso l'avventura!

Il 14 agosto, con il volume 131 della Collezione Storica a Colori, ritornano le storie del "rinascimento zagoriano": Moreno Burattini approfitta per fare una panoramica su tutti i viaggi di Zagor!

di Moreno Burattini

Era l’aprile del 1994 quando in Italia uscì l’albo di Zagor intitolato “L’esploratore scomparso”. È un numero in qualche modo “storico”, perché segna uno spartiacque: giunge a compimento il progetto di un “rinascimento zagoriano” (la definizione è dei critici Angelo Palumbo e Giampiero Belardinelli), con l’inizio di un nuovo, lungo viaggio fuori da Darkwood e l’arrivo di una serie di avventure, collegate fra loro, certo sempre inserite nel solco della tradizione ma destinate a portare delle innovazioni e a lasciare il segno negli anni a venire. Questo ciclo di storie inizia a essere ristampato nei volumi di Zagor Collezione Storica a Colori, in edicola ogni settimana con Repubblica, a partire dal n° 131 (disponibile dal 14 agosto).

Presentando quella trasferta sulle pagine della Collana Zenith, Sergio Bonelli scriveva: “A dispetto della mia fama di pessimista, posso dire di essere veramente soddisfatto del processo di rinnovamento della serie dello Spirito con la Scure. Anni fa, Zagor e Cico attraversarono l’America, nel corso di una lunga e appassionante peregrinazione. I lettori non l’hanno dimenticato, quel mitico viaggio verso terre lontane. Per anni ci hanno chiesto: quando ripartirà Zagor per una nuova odissea? Ebbene, cari amici, il sogno si avvera. Zagor intraprende un nuovo, grande viaggio, ricco di azione, intrighi, pericoli, sorprese e incontri avventurosi. Realizzarlo ci è costato tempo, impegno e fatica, e senza i nuovi sceneggiatori e disegnatori, non ci saremmo riusciti. Ma eccolo, finalmente, con lunghe storie appassionanti collegate fra di loro, con nuovi e vecchi personaggi, tra amici e nemici e con tanti ambienti avventurosi che ancora mancavano alla saga dello Spirito con la Scure! Per realizzare questa nuova odissea americana, i due sceneggiatori Mauro Boselli e Moreno Burattini hanno scartabellato svariati libri e carte geografiche e tutti i disegnatori dello staff hanno sfogliato decine di volumi per rappresentare al meglio costumi e paesaggi”.


(cliccate sull'immagine per ingrandirla)

Il primo, lungo viaggio di Zagor lontano da Darkwood a cui fa riferimento Sergio Bonelli è quello iniziato con una delle più classiche avventure realizzate dalla coppia Ferri & Nolitta, vale a dire “Odissea Americana” (1972): una serie di peregrinazioni aveva portato lo Spirito con la Scure dalla costa atlantica degli Stati Uniti fino ai Carabi e poi in Messico e quindi in Louisiana e poi di nuovo a casa, dove lo attendeva Hellingen. E anche la seconda odissea, iniziata appunto con “L’esploratore scomparso”, avrebbe avuto un ritorno a Darkwood coronato da uno scontro con Hellingen. Bonelli accennava anche a nuovi disegnatori. C’erano stati infatti dei nuovi arrivi. Fermo restando il caposaldo dell'inossidabile Ferri e i validi collaboratori di sempre Pepe e Donatelli, una schiera di nuovi artisti del pennino e del pennello venne posta al servizio di Zagor: Carlo Marcello, Stefano Andreucci, Mauro Laurenti, Alessandro Chiarolla, Raffaele Della Monica, Gaetano Cassaro, Massimo Pesce e il redivivo Marco Torricelli portarono alla serie entusiasmo e nuove idee. Insomma, con la seconda odissea si gettarono tutte le premesse per far tornare lo Spirito con la Scure sulla cresta dell’onda. Da questo viaggio, e da nuovi personaggi quali (solo per fare dei nomi) Nat Murdo, Honest Joe, Marie Laveau, sarebbero scaturite tante avventure successive.

La testimonianza di Boselli

In un suo articolo a commento di quel ciclo di storie, Mauro Boselli scrive: “In quel periodo era impressione comune che Zagor avesse esaurito un ciclo narrativo. L’eroe di Darkwood, come Sergio Bonelli ebbe a dire in alcune interviste, sembrava non avere più niente da dire. In realtà, io ero convinto che Zagor avesse ancora molto da dare sul versante della Grande Avventura, ed ero ansioso di cimentarmi con sceneggiature di soggetti epici e ricchi di colpi di scena che avevo da tempo nel cassetto. L’esordio mio e di Burattini avvenne quasi contemporaneamente, nel 1991: Decio Canzio pensava che forze nuove, sia ai testi che ai disegni avrebbero potuto gettare le basi di un rilancio della serie e, di comune accordo con lui, pensammo di mettere in cantiere un secondo ‘viaggio’ sulla falsariga di quello, ormai mitico, scritto da Guido Nolitta anni prima, con una stretta continuity narrativa fra un episodio e l’altro, espediente non insolito nell’epoca nolittiana.


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L’itinerario venne da se: bastò prendere in mano una cartina geografica e stabilire le possibili tappe dell’avventura itinerante. Guadagnammo quindicimila copie in più, un notevole successo, e per almeno quattro o cinque anni vivemmo di rendita con quell’incremento. Naturalmente, il tutto non fu solo un escamotage pubblicitario bensì un progetto in cui credevamo e penso che realizzammo delle buone storie. Mi fa piacere sottolineare che in successive interviste anche Sergio Bonelli dovette ammettere, mostrando gentilmente sorpresa, che eravamo riusciti, in fondo, a trovare nuove idee per dare una seconda giovinezza al suo fantastico personaggio. Uscendo dal mondo fantastico di Darkwood per andare in luoghi storico-geografici più precisi e reali, abbiamo dovuto sforzarci di dare una patina di autenticità alle nostre storie. A quei tempi non esisteva Internet, ma per fortuna potevamo contare sulla sterminata biblioteca di Sergio Bonelli e sulla sua fornitissima sezione americana”.

Dalla Scozia all’Africa

Dopo il successo dell'“odissea”, iniziata con l’albo “L’esploratore scomparso”, io e Mauro Boselli pensammo che valeva la pena di continuare a spedire Zagor fuori da Darkwood, ogni tanto. Perciò, fu subito organizzata un’altra breve trasferta avventurosa, che portò lo Spirito con la Scure prima nel Mar dei Sargassi, poi in Scozia e quindi in Groenlandia, ma subito dopo (nel 2000) mettemmo in cantiere un viaggio assai più lungo: la destinazione sarebbe stata l’Africa! Pensare al continente africano fa subito venire in mente l’Avventura, perché sono tanti gli scenari possibili (il deserto, la savana, la giungla, le isole), tante le popolazioni, tanti gli animali, tante le leggende. Del resto, Zagor è, per certi aspetti, un tarzanide e in Africa vive Tarzan...

Il viaggio in Africa ha mescolato spunti reali (come la fondazione di Monrovia e la nascita della Liberia) a quelli fantastici (i regni perduti nella giungla, le vestigia di Atlantide) e ha portato alla ribalta personaggi vecchi ("Digging" Bill, Marie Laveau, Liberty Sam) e nuovi (Jean Lafitte, Denise, Van Setter). In seguito, sarebbero giunti brevi viaggi in Groenlandia e in Scozia e quindi la trasferta sudamericana che si è appena conclusa.

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