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Intervista Dampyr

Il fumettaro dalle suole di vento

Il fumettaro dalle suole di vento

Si avvicina l'uscita del quinto Maxi Dampyr, per l'occasione vi proponiamo una doppia intervista con gli autori. È la volta di Giovanni Di Gregorio.

Mauro Boselli intervista per noi Giovanni Di Gregorio, sceneggiatore del quinto Maxi Dampyr, in edicola dal 30 luglio.

Il Rimbaud dei fumetti Bonelli compare in Redazione inaspettato e logorroico, reduce da qualche luogo lontano e bizzarro (Marrakesh, i Pirenei, il GR 20 della Corsica), con abiti non adatti alla stagione e un minizainetto che al massimo può contenere uno spazzolino da denti...  Adesso dove sei stato, Giovanni?

In Normandia con un’amica, alla ricerca delle tracce di una sua vita passata. Spulciavamo i microfilm dei giornali di settant’anni fa e battevamo le stradine di Saint-Aubin-sur-mer : “Ti ricordi se sei morta qui? In quella piazzetta pittoresca, magari?” D’estate preferisco il viaggio fisico: arrampicare, nuotare, pedalare, fare trekking. Quando traversiamo insieme i Pirenei?

Preferirei il pellegrinaggio a Santiago di Compostela, per far benedire entrambi! Ma perché non ti fermi mai? Hai vissuto in Inghilterra, Francia, Spagna, Kosovo, Nicaragua, Botswana. Vai a caccia di ragazze straniere?

E tu credi che mi stia solo a divertire? Sono stato tra i rifugiati in Albania, nei campi minati in Kosovo, con gli zapatisti in Chiapas... Ho fatto un master in Cooperazione Internazionale e un corso con le Nazioni Unite: volevo diventare peacekeeper.

Di te ho trovato una ricerca incomprensibile su Internet, piena di simboli... Sembra interessante, ma che cos’è ? Chimica?

Ho un dottorato in chimica quantistica.

Allora ti chiamerò il Primo Levi del fumetto! Ti piace Primo Levi?

Soprattutto “Il sistema periodico”. Ne ho regalato una copia alla biblioteca del London Science Museum dove lavoravo come storico.

Però! Insomma, sei uno dei tanti “cervelli in fuga”... Ma come mai, alla fine, hai scelto le “nuvole parlanti”? Il fumetto ti rende libero?

Fegato in fuga, semmai!  Sì, il fumetto ti permette il cambiamento continuo: oggi sei a San Cristobal, domani all’Inferno, nel Rinascimento, tra gli khmer rossi. Nello stesso albo puoi essere astronauta, poliziotta e vampiro. Puoi cambiare genere, ritmo, registro. E poi scrivere mi appassiona. Scrivere, comunque scrivere. Anche la lista della spesa!

Parli tanto (quest’intervista è un riassunto!) e non stai mai fermo. Ma avrai delle tue radici, no? In Sicilia?

La mia città natale è Palermo. Ma non sono mai stato più di due anni in uno stesso posto! Con la mia famiglia  ho vissuto in Canada, a Napoli e in Calabria. Sono toscano per un quarto. Ma le ho, delle radici? È importante? Il Mediterraneo, forse. Di sicuro mi trovo più a mio agio a Essaouira che a Exeter.

E ti sei trasferito a Barcellona. Ti ha conquistato la guerra civile spagnola o la gastronomia locale, con il suo pan amb tomaquet?

Ci avviciniamo al settimo anno: se lo superiamo, tra me e Barcellona è vero amore. In Catalogna si vive bene, è l’Italia come potrebbe (e dovrebbe) essere. Non per niente noi italiani siamo la comunità internazionale più consistente. Mi ha raggiunto qui anche Claudio Stassi, con cui stiamo finendo un Dampyr ambientato tra le viuzze del Barri Gotic. Finiremo come i nostri bisnonni emigrati, in un baretto polveroso, a commentare, tra una partita a biliardino e un caffé “comediocomanda”, tra una tarantella e una foto ingiallita, l'ultimo rigore della Salernitana!

Che immagine deprimente! E io che credevo avessi seguito le orme di Orwell, Vasquez  Montalban o alla peggio Ruiz Zafòn!  Che cosa leggi, tra una donna esotica e l’altra... pardon, tra un viaggio e l’altro?

Ultimamente mi interessano i libri di esoterismo. Secondo me, Tex ha un problema palese al terzo chakra: per questo indossa sempre la camicia gialla. Kinesiologia e reiki a parte, amo le storie grottesche, surreali, che rivoltano la realtà come un calzino e ce la restituiscono più leggera. Spiazzare, mostrare le cose sotto un’altra prospettiva è la grande forza dell’ironia, Per questo mi piace Groucho: la sua follia è un antidoto alla nuda verità.

Fermiamoci qui, al fumetto. Le tue storie migliori?

 “Brancaccio. Storie di mafia quotidiana”, realizzata con Claudio Stassi. Di Dylan la breve “Per una rosa”. Il numero 19 di Monster Allergy. Un’avventura in cui Paperino è alle prese con un centro commerciale. Il primo episodio della serie animata RAI Spike Team. Tra i Dampyr l’albo ambientato a Palermo (La camera dello scirocco n.d.r.), ovviamente. Personaggi? Adoro Tesla: un mostro protagonista è uno spunto geniale.

Bene! Spero che i lettori apprezzeranno il tuo Maxi Dampyr, che dà la misura del tuo delirio fumettistico. Se non è così, dove devono venirti a cercare?

Sto partendo per la Turchia!...  Con un po’ di fortuna riesco ancora a partecipare alle sommosse di piazza!