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Anteprima Zagor

Ciao, Ade!

In occasione del primo anniversario della scomparsa di Ade Capone, giunge in edicola la sua ultima storia di Zagor. Moreno Burattini ci parla di "Il ritorno dei Lupi Neri" e dell'amicizia con l'autore piacentino.

A cura di Moreno Burattini

Un anno fa, il 4 febbraio 2015, ci ha lasciato Ade Capone. Tutti lo ricordiamo come un grande sceneggiatore di fumetti (di tante storie di Zagor, ma anche di molto altro ancora), ma nella sua vita è stato anche parecchio altro: scrittore, editore, imprenditore, libraio, talent scout, autore televisivo. Soprattutto, per il sottoscritto, era un grande amico. Lo era anche per Paolo Bisi, il disegnatore dell’albo della collana Zenith datato febbraio 2016 – "Il ritorno dei Lupi Neri" – in cui comincia l’ultima avventura dello Spirito con la Scure firmata da Capone. Abbiamo deciso di pubblicarla, postuma, nell’anniversario della sua morte, come un saluto a qualcuno che non scorderemo mai.

"Il ritorno dei Lupi Neri" è l'ultima avventura di Zagor firmata da Capone. Abbiamo deciso di pubblicarla, postuma, come un saluto a qualcuno che non scorderemo mai.

Non ricordo l’ultima volta che ho visto Ade Capone, o in cui l’ho sentito al telefono. Non la ricordo perché era impossibile prevedere che dopo quella non ce ne sarebbero state più. Ad averlo saputo, che cosa avrei potuto dirgli? Grazie per essermi stato amico, forse? No, meglio aver vissuto quel momento come uno dei tanti trascorsi insieme, in attesa di una nuova occasione di incontro. Del resto, con Ade avevo la serena consuetudine di chi sa di poter sempre contare sull’aiuto dell’altro, senza il doversi sentire in debito nel restituire un favore con gli interessi, senza appuntamenti a scadenza fissa, senza l’obbligo di doversi scambiare visite dovute o telefonate di circostanza. Ci si vedeva quanto capitava, là dove succedeva di essere. Nella maggior parte dei casi era lui che, trovandosi per lavoro a Milano, passava da me nella redazione della Sergio Bonelli Editore: del resto, la stanza dove si allestiscono tutti i numeri di Zagor era come casa sua, viste le tante storie con cui ha contribuito alla saga dello Spirito con la Scure. E dalla mia scrivania di curatore di testata, ricordo le tante telefonate di lavoro fatte per concordare i particolari delle sceneggiature che ha scritto sotto la mia supervisione.

Il nostro primo incontro avvenne proprio in Via Buonarroti, nel 1990, nell’ufficio dell'allora Direttore Editoriale Decio Canzio, dove entrambi eravamo stati convocati insieme per un brainstorming sul futuro del Re di Darkwood, nel cui staff io ero stato appena arruolato. Lui aveva 32 anni, io 28. Naturalmente, ai miei occhi, e anche nella realtà dei fatti, Capone era un affermato professionista e io un debuttante che da lui avevo soltanto da imparare. Ade mi dimostrò subito grande simpatia e da quella prima stretta di mano nacque la nostra venticinquennale amicizia. Prima di quell’incontro, di Ade io ero un lettore e un ammiratore. Tre anni prima, avevo letteralmente divorato “Il tempio del sacrificio”, la storia in cui compare il sacerdote del male Stephan. Leggendo quell'episodio, lo trovai emozionante come se a scrivere Zagor fosse tornato Nolitta (nonostante mi rendessi perfettamente conto che la calligrafia era quella di un altro, e a quei tempi l’autore dei testi non era indicato). In seguito, mi sono trovato a insistere a lungo con lui perché scrivesse il ritorno di Stephan. Quando scriveva mi telefonava spesso per chiedermi se, secondo me, una certa sua idea poteva essere quella giusta per risolvere una situazione, e ci intendevamo perfettamente sul modo di procedere perché ci accomunava la stessa passione per l’eroe di Nolitta e Ferri.


Un particolare della copertina di Zagor n.316, realizzata da Gallieno Ferri,
sceneggiato da Ade Capone (cliccate sull'immagine per visualizzare l'intera cover).

Una delle ultime volte che l’ho visto è stato a Salsomaggiore, la sua città, dove era stato organizzato un incontro pubblico, in una piazza, per parlare di fumetti. Ci siamo trovati a cena, un paio di anni fa, con il disegnatore Paolo Bisi, piacentino e dunque vicino di casa di Capone, che aveva lavorato con lui a Lazarus Ledd. Ho dunque proposto a tutti e due di fare una storia insieme, e il vulcanico Ade disse subito: “È da tanto che vorrei far tornare sulla scena i Lupi Neri”. “Portami un soggetto, e lo potrai fare”, ho risposto. Così è nata la sceneggiatura intitolata “Iron Wolves” che Bisi ha disegnato ed è stata la sua ultima, destinata a uscire postuma.

Abbiamo lavorato insieme per anni a un personaggio immortale, Zagor, ma noi siamo tutti semplici uomini, accomunati dallo stesso destino.

Ma non era soltanto Zagor a legarci. Nel corso degli anni Novanta, insieme a due amici, mi imbarcai nell’avventura di aprire una fumetteria nel centro storico di Prato: Capone mi aveva preceduto, essendo già prima di noi divenuto uno dei promotori di una fumetteria di Salsomaggiore, che fungeva anche da agenzia di distribuzione. Io e i miei soci andammo dunque a trovare Ade che ci spiegò come funzionava la gestione di un negozio come quello che ci accingevamo a inaugurare, aiutandoci a fare dei conti e dandoci delle fondamentali dritte. Anche se negli ultimi anni il suo nuovo lavoro di autore televisivo lo aveva un po’ allontanato dal fumetto, passava spesso in redazione e mi parlava di quello che stava facendo. Mi ha personalmente portato i suoi due libri nati dall’esperienza di “Mistero”, la trasmissione di Italia 1 di cui era una delle colonne. Insomma, il nostro rapporto andava ben oltre quello professionale. Condividevamo tante idee sul mondo, sulla letteratura, sulla musica, sul modo di fare fumetto e sulla vita. Lo ammiravo per la sua capacità imprenditoriale (ha creato e gestito da solo un'etichetta indipendente come la “Liberty”), per la sua versatilità e la capacità di muoversi su più fronti, sceneggiando anche personaggi storici diversissimi fra loro, tra cui addirittura il mitico Conan. La notizia della sua morte, avvenuta per un improvviso attacco di cuore nel febbraio del 2015, mi ha colto del tutto impreparato. Abbiamo lavorato insieme per anni a un personaggio immortale, Zagor, ma noi siamo tutti semplici uomini, accomunati dallo stesso destino. Penso a lui facendo tesoro di quello che mi ha insegnato, felice che il destino ci abbia permesso di incontrarci.

Uno degli incontri più belli e commoventi di Lucca Comics 2015 è stato quello dedicato al ricordo di Ade, nel corso del quale è stato presentato un volume (Dedicato a... Ade Capone) con le immagini e i pensieri di suoi amici e colleghi che ne ripercorrono la carriera (ne vedete in questa pagina la copertina). Il libro si può richiedere scrivendo a questo indirizzo mail oraprocomics@gmail.com oppure collegandosi a questo link. L'iniziativa è a cura di OraProComics, un’associazione di Piacenza (la città natale di Capone) che di recente ha organizzato un concorso per giovani sceneggiatori che porta il nome dell’autore scomparso.


Dettaglio della copertina del volume "Dedicato a... Ade Capone" edito dall'associazione OraProComics
(cliccate sull'immagine per vederla ingrandita).

Ecco cosa racconta Paolo Bisi, disegnatore dell’ultima avventura scritta da Ade – in uscita sugli albi di febbraio e marzo: “Pensando ad Ade, inevitabilmente ripercorro la mia carriera professionale nel mondo del fumetto. L'ho conosciuto negli anni Ottanta, quando, poco più che ventenne, giravo con la mia cartellina piena di disegni in cerca di qualcuno che credesse nel mio lavoro, e lui mi ha dato subito fiducia facendomi entrare nello staff del suo personaggio, "Lazarus Ledd". C'era stima reciproca e amicizia, non era semplice rapporto di lavoro. Spesso, durante la lavorazione di Lazarus o di "Requiem", un altro suo progetto in cui sono stato coinvolto, passava a casa mia per vedere come procedeva la realizzazione delle tavole e ne discutevamo insieme. Era una collaborazione informale, ma che ha prodotto buoni risultati e mi ha aiutato a crescere professionalmente. L'occasione di riunirci su una storia di Zagor è nata spontanea parlandone con lui e Moreno Burattini durante una cena a tre dopo un incontro a Salsomaggiore Terme, dove Capone viveva, un paio di anni fa. Così è nato il ritorno dei Lupi Neri, protagonisti di un classico di Nolitta & Ferri. Avevo realizzato una cinquantina di tavole quando la notizia della sua scomparsa mi ha raggiunto come un violento colpo di scure. La responsabilità di terminare al meglio quella che sarebbe diventata l'ultima sua storia dell’eroe di Darkwood, si è fatta più forte. Spero di essere riuscito nell'intento. Grazie, Ade”.