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Lilith

Ucronia - 6a puntata

Evidenze del passaggio di Lilith nella Storia dell’umanità - Parte 6

UCRONIA, dal greco ou-chronos – “nessun tempo” – indica la narrazione letteraria, grafica o cinematografica di quel che sarebbe potuto succedere se un certo avvenimento fosse andato diversamente. Le azioni che Lilith compie, nella sua corsa su è giù per lo spazio tempo, provocano inevitabilmente delle variazioni nel corso della Storia come noi la conosciamo. Questi cambiamenti possono essere minimi, impercettibili oppure macroscopici ed epocali e questo indipendentemente dalla volontà dalla protagonista. Essi possono limitarsi a venir raccontati in un articolo su un giornale o a essere citati negli annali; oppure possono entrare nel mito, ispirare le arti dei posteri e influenzare il destino di interi popoli. In questa rubrica vi presento le prove che evidenziano il passaggio di Lilith nella Storia dell’umanità, elementi che potranno aiutare il lettore a capire la natura di tali cambiamenti, comprenderne le cause e individuarne le conseguenze nel mondo futuro.

Luca Enoch

Attorno al 1450, nell’emisfero nord iniziarono ad abbassarsi le temperature, dando l'avvio a quella che è conosciuta come “piccola glaciazione”  che seguì il “periodo caldo medievale”  il quale, nel corso di circa 500 anni, aveva permesso la colonizzazione di terre come la Groenlandia e Terranova, da parte dei normanni. A seguito dell’irrigidimento del clima, i coloni groenlandesi emigrarono in massa a Vinland dove si erano da secoli stabilite fiorenti colonie normanne in simbiosi con gli indigeni beothuk e micmac e alimentate da coloni islandesi, attratti dai racconti favolosi di coloro che tornavano dalla mitica “Terra della vite”. Il sovrano danese Eric di Pomerania (1412-1439) diede un forte impulso alla colonizzazione di Vinland, senza avere alcuna idea che si trattasse di un nuovo continente. I nativi aiutarono i coloni a sopravvivere, assistendoli nella caccia agli animali da pelliccia e venendo ricambiati con nozioni di metallurgia e con la fornitura di armi in ferro e acciaio.

La “piccola età glaciale” spinse i coloni normanni, ormai mescolati con i nativi, sempre più verso sud, fino al confine con il Maine, facendo loro perdere temporaneamente i contatti con la madre patria. Le armi in ferro e l’introduzione del cavallo dall’Europa, ne fecero in breve tempo l’etnia dominante della regione, soggiogando gli irochesi e costituendo con essi e con i Cayuga, i Mohawk, gli Oneida, gli Onondaga e i Seneca le Sei Nazioni, che diventeranno sette con l’adesione dei Tuscaroa nella prima metà del XVIII secolo. Le prime spedizioni francesi di Jacques Cartier (1534-1535), salpato alla ricerca di un passaggio occidentale per l‘Asia, si imbatterono nei discendenti dei coloni normanni, che avevano col tempo creato una nuova razza “halv-kaste” con i nativi e sviluppata un’originale religione sincretica tra cristianesimo e sciamanesimo indigeno. L’ostilità dei nativi e dei discendenti normanni vanificò ogni tentativo francese di colonizzazione del territorio ma attirò le preoccupate attenzioni della corona britannica, poiché la Danimarca, dopo aver ripreso i contatti con i coloni normanni – chiamati blandet (i “Misti”) - ambiva a stabilire un protettorato danese nel Nuovo Mondo e aveva fondato una città , Nye Copenhagen, sull’estuario del fiume Hòp. Le posizioni che i danesi e i blandet occupavano e le loro alleanze con le tribù indiane costituivano una seria minaccia per l’espansione verso nord delle colonie inglesi. Le frontiere non erano ben definite e la lotta per il territorio non era mai cessata, neppure quando la pace regnava in Europa tra le due potenze politiche.

La regione dei Grandi Laghi e le pianure dell'Illinois, dell'Ohio, del Missouri erano già note ai cacciatori blandet che rifornivano la Danimarca delle preziose pellicce di castoro, divenute ormai una rarità in Europa, respingendo ogni tentativo da parte dei cacciatori inglesi di introdursi nel territorio. Verso la metà del XVIII secolo, la Corona Danese rivendicò ufficialmente i territori di Markland (Terra delle foreste), Helluland (Terra delle rocce piatte) e la grande regione denominata Vinland (Terra della vite) come possedimenti danesi, in aperto contrasto con le ambizioni coloniali della Gran Bretagna. Durante la guerra dei Sette Anni il conflitto si estese in Nord America, ove danesi e inglesi avevano cominciato a darsi battaglia e dove i danesi, alleati con le sette nazioni e i blandet, avevano sconfitto le truppe di Re Giorgio, liberando completamente la regione dei Grandi Laghi dalla presenza britannica. Sull'onda emotiva delle sconfitte inglesi in terra americana, William Pitt assunse nel 1757 la guida del governo inglese. Con l'avvento di Pitt, le operazioni militari in terra americana subirono un netto rovesciamento; dopo le iniziali sconfitte, vi fu una lenta ma costante ripresa a favore della Gran Bretagna, soprattutto perché William Pitt, che considerava l’Inghilterra una nazione coloniale di matrice imperiale, riteneva che la potenza britannica dovesse esplicitarsi nelle terre d'oltre mare e non sul continente europeo.

Ripetuti invii di contingenti militari verso il Nord America portarono alla conquista dell'intera Vinland nel mese di settembre del 1759 e alla presa della città di Nye Copenhagen nel 1760, decretando, in tal modo, la definitiva uscita di scena della Danimarca da tutto il Nord America. La popolazione indigena delle Sette Nazioni e soprattutto i blandet non cessarono mai la resistenza armata nei confronti della Gran Bretagna, mantenendo una continua guerra a bassa intensità contro gli europei e impedendo la costruzione nella regione di insediamenti stabili da parte dei coloni inglesi.

La cosiddetta “stele di Leifur” è una pietra incisa con disegni e rune scandinave ritrovata nel Maine meridionale, nei pressi del Sebago Lake, sopra Portland. E' stata datata circa all'inizio del XI secolo d.C. e viene chiamata così perché nel testo inciso si fa riferimento a Lilith, la strega dei ghiacci compagna di Leifr Eirikson, personaggi che compaiono nella Saga dei Groenlandesi e, nello specifico, nel Carme di Leifur.  Il luogo della stele rappresenta il punto conosciuto più meridionale raggiunto dai coloni scandinavi provenienti dalla Groenlandia, che si stabilirono  nella regione di Vinland.