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Lilith

Ucronia - 3a puntata

Evidenze del passaggio di Lilith nella Storia dell’umanità - Parte 3

UCRONIA, dal greco ou-chronos – “nessun tempo” – indica la narrazione letteraria, grafica o cinematografica di quel che sarebbe potuto succedere se un certo avvenimento fosse andato diversamente. Le azioni che Lilith compie, nella sua corsa su è giù per lo spazio tempo, provocano inevitabilmente delle variazioni nel corso della Storia come noi la conosciamo. Questi cambiamenti possono essere minimi, impercettibili oppure macroscopici ed epocali e questo indipendentemente dalla volontà dalla protagonista. Essi possono limitarsi a venir raccontati in un articolo su un giornale o a essere citati negli annali; oppure possono entrare nel mito, ispirare le arti dei posteri e influenzare il destino di interi popoli. In questa rubrica vi presento le prove che evidenziano il passaggio di Lilith nella Storia dell’umanità, elementi che potranno aiutare il lettore a capire la natura di tali cambiamenti, comprenderne le cause e individuarne le conseguenze nel mondo futuro.

Luca Enoch

Fuga disperata è un film del 1972 diretto da Francesco Rosi, liberamente ispirato alla vera e tragica vicenda dell’alpino Silvio Matiz, in fuga dalla condanna per decimazione con la sua fidanzata e ucciso dal capitano Piero Ciofi sui monti al confine con l’Austria. 


Di chiara impronta pacifista e antiautoritaria, l'opera denuncia la follia della guerra e gli abusi delle autorità militari ai danni dei semplici fanti.

Ambientata negli scenari della Prima Guerra Mondiale tra i monti della Carnia e l'altopiano del Carso, alla vigilia della disfatta di Caporetto, la pellicola ripercorre le vicende di Silvio Carlevaris (Gian Maria Volonté), un alpino reduce della guerra di Libia e decorato al valore, condannato alla fucilazione secondo la pratica della decimazione, dopo un attacco andato male. Matiz viene liberato dalla sua giovane fidanzata Floriana (Stefania Sandrelli) e scampa al plotone di esecuzione con una rocambolesca fuga che lo porterà fino al confine con l’Austria, dove viene raggiunto dal suo inseguitore, nonché nemico giurato, il capitano Armando Mazzoni (Vittorio Gassman); questi, in preda alla follia, uccide gli altri disertori e lo affronta in un drammatico scontro all’ultimo sangue. La giovane fidanzata di Carlevaris vendicherà la morte del suo amato, precipitando l’assassino in un baratro per poi darsi a sua volta la morte. Testimone di questi drammatici eventi è il cappellano militare Antonio Barazzutti (Giampiero Albertini), amico d’infanzia del Carlevaris, che, benché ferito dal Mazzoni, riuscirà a scendere a valle e a raggiungere i soccorsi.

La tragica storia di Silvio Matiz divenne molto popolare nell’immediato dopoguerra, soprattutto per la figura della giovane fidanzatina – rimasta anonima (la vedete ritratta, nella gallery, nella locandina del film) - la quale, per raggiungere il suo amato in fuga, non esitò a indossare l’uniforme del Regio Esercito e a camuffarsi tra i fanti, dividendo con loro la grama vita di trincea. Le vennero dedicate diverse canzoni, la più famosa delle quali è senza dubbio “M’han tagliato i miei biondi capelli”; il canzoniere della Grande Guerra si compone di molti canti ispirati a questo fatto, in cui la “ragazza guerriera” si traveste da soldato per restare al fianco del suo primo amore.

Al Festival di Cannes del 1972, la giuria presieduta dal regista britannico Joseph Losey assegnò all’opera di Rosi il Grand Prix per il miglior film, ex aequo con La classe operaia va in paradiso di Elio Petri, attribuendo anche una menzione speciale all'attore protagonista di entrambi, Gian Maria Volonté.