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Intervista Zagor

Uno sguardo diabolico!

Abbiamo intervistato Roberto Altariva, sceneggiatore di Diabolik che fa il suo esordio bonelliano con "La nuova follia di Verybad", il venticinquesimo Maxi Zagor, attualmente in edicola.

Tra i macchinari inventati da Hellingen ce n'è uno che Adolfo Verybad è riuscito a far funzionare e a mettere a disposizione del governo degli Stati Uniti. Peccato che la diabolica invenzione finisca nelle mani sbagliate e il professor Verybad venga catturato da un uomo d'affari senza scrupoli che lo costringe a utilizzarla per i suoi scopi criminosi... Questo l'incipit di "La nuova follia di Verybad", la lunga storia presentata nel venticinquesimo Maxi Zagor, in edicola dal 18 settembre, scritta da un autore al suo esordio nell'universo bonelliano. Abbiamo intervistato Roberto Altariva, per conoscerlo più da vicino e per farci raccontare qualche "dietro le quinte" del suo primo racconto per lo Spirito con la Scure.

 

Per i lettori di Diabolik sei un nome ormai familiare, mentre il venticinquesimo Maxi Zagor costituisce il tuo debutto in ambito bonelliano. Puoi presentarti ai nostri lettori, raccontando qual è stato il percorso che ti ha trasformato da appassionato lettore a sceneggiatore professionista?

Nel 2000, Mario Gomboli divenne direttore della Casa Editrice Astorina e sia in qualche incontro che attraverso la mailing list dedicata a Diabolik, evidenziò che era interessato a ricevere, anche da dilettanti, soggetti e idee per le serie. Io all’epoca già collaboravo con il Diabolik Club, fondato da mio fratello e due suoi amici e, invogliato da quelle richieste, decisi di provare a ideare una storia. Proposi quindi un soggetto, che piacque e venne sceneggiato da Patricia Martinelli;

La vicenda si collega a “Insetti assassini”, in cui è stato rivelato che Verybad ha avuto accesso ad alcune invenzioni del professor Hellingen recuperate dal governo.

la storia uscì l’anno seguente con il titolo “L’Ultimo Rubino”. In seguito proposi altri soggetti, alcuni dei quali vennero accettati e altri no. Poi, dopo qualche tempo decisi di smettere, anche perché avevo già un altro lavoro e altri impegni.

Qualche anno dopo, quando l’azienda per cui lavoravo fallì e mi ritrovai senza impiego, tornai a scrivere e provai a trasformare in un lavoro quello che prima era stato un hobby, proponendomi non più solo come soggettista, ma anche come sceneggiatore. È andata bene anche questa volta.

►Insieme a tuo fratello Lorenzo, ti sei sempre occupato di fumetti, con un occhio di riguardo per i supereroi Marvel e per il Re del Terrore. Quando ti sei avvicinato a Zagor per la prima volta? Ricordi qual è stato l'albo che ha fatto scattare la scintilla anche per lo Spirito con la Scure?

Il fumetto è sempre stata la mia principale passione. Avendo diversi fratelli più grandi di me, quando ero piccolo in casa mia di fumetti ne giravano parecchi; ho iniziato a leggere ancora prima di andare a scuola e gli albi di Zagor sono stati una delle mie prime letture, insieme ai super-eroi della Marvel. Il primo albo che ho letto è stato “Gli sciacalli della foresta”, il n. 34 della ristampa con la scritta “Zagor” in rosso sulla costa, che iniziava con la conclusione della storia “La casa del terrore”. Ero molto piccolo e la storia mi fece un’impressione incredibile.

Da lì nacque un amore totale per lo Spirito con la Scure, che per parecchi anni rimase il mio fumetto preferito, insieme a "L’Uomo Ragno". Zagor, quindi, l’ho conosciuto e amato prima di "Diabolik", anche se non passò poi molto tempo prima che scoprissi pure il Re del Terrore.

Come è nata "La nuova follia di Verybad"? Ti sei divertito a far tornare in scena lo squinternato quanto geniale scienziato folle zagoriano? Come si collega quest'avventura con le sue precedenti apparizioni?

La storia è nata mettendo insieme diverse suggestioni, tra cui la principale è l’invenzione intorno a cui ruota tutta la vicenda. Volendo inserire nell'episodio un macchinario fantascientifico, mi è venuto naturale utilizzare Verybad, e anche se il racconto è abbastanza drammatico, mi sono divertito davvero molto a riportare in scena lo stralunato scienziato nolittiano, in particolare nell’ideare un incontro anomalo fra lui e Cico.

La vicenda si collega all’episodio “Insetti assassini” (Zagor nn. 453-454) in cui ci è stato rivelato che Verybad ha avuto accesso ad alcune invenzioni del professor Hellingen recuperate dal governo, e in effetti, anche se in quest'occasione non appare, dietro al macchinario su cui è incentrata la storia c’è proprio la mano di Hellingen, come già è stato accennato nell’albo di Zagor di questo mese.

Zagor l’ho conosciuto e amato prima di "Diabolik", anche se non passò poi molto tempo prima che scoprissi pure il Re del Terrore.

Le storie dei Maxi Zagor sono ad ampio respiro, soprattutto se confrontate con quelle più asciutte di Diabolik: quali sono le differenze principali, nello scrivere per uno piuttosto che per l'altro personaggio?

Zagor e Diabolik sono personaggi totalmente diversi, praticamente in antitesi, e lo Spirito con la Scure richiede uno stile di scrittura molto differente rispetto al Re del Terrore. Per via del formato più ridotto e del fatto che le storie si chiudono sempre in un singolo albo, Diabolik necessita di una sintesi estrema, mentre Zagor, al contrario, funziona meglio in storie ariose, che si sviluppino in un numero di tavole non limitato alle 94 del singolo albo. Diabolik, poi richiede spesso che si dedichino diverse pagine alla costruzione dei complessi piani per i colpi del protagonista, mentre Zagor è avventura pura e occorre lasciare molto più spazio all’azione. Per non parlare poi del fatto che sulle pagine del nero criminale, l’umorismo è del tutto bandito e al massimo ci si può concedere un po’ d’ironia, mentre su Zagor abbiamo come co-protagonista un personaggio come Cico, dichiaratamente ispirato a Paperino. L’unica cosa che i due personaggi hanno in comune, in realtà, è un fedelissimo seguito di appassionati e collezionisti, ma devo ammettere che a me piace lavorare su entrambe le serie proprio perché mi dà la possibilità di scrivere cose differenti.

E ora? Ti ritufferai nelle strade di Clerville o hai ancora intenzione di frequentare la foresta di Darkwood?

Conto di continuare a scrivere per entrambe le serie, e infatti ci sono già altre mie storie dello Spirito con la Scure in lavorazione.

A cura di Luca Del Savio