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Intervista Adam Wild

Fumo di Londra

Nel numero in edicola dal 4 settembre, il primo anno di avventure di Adam Wild si conclude con l'inizio di un viaggio. Gianfranco Manfredi ci svela i retroscena della trasferta londinese del suo eroe.

Dopo undici mesi di avventure, siamo abituati a vedere Adam Wild affrontare con agilità gli spazi sconfinati dell'Africa, abile nel muoversi anche tra i contrasti che caratterizzano un territorio tanto affascinante quanto tormentato. Con "L'arca" – il dodicesimo episodio, in edicola dal 4 settembre –, la serie giunge a un punto nodale del racconto intessuto da Gianfranco Manfredi, narrando l'inizio di un viaggio che si rivelerà particolarmente importante per il destino di Adam e dei suoi compagni. Ci siamo fatti anticipare dallo stesso Manfredi alcuni elementi di questa trasferta londinese.

► Adam Wild festeggia il suo primo anno di vita editoriale con una trasferta londinese! Ma andiamo con ordine: sei soddisfatto di questa prima annata di avventure?

La trasferta è un punto di svolta delle avventure di Adam Wild, ponendo le premesse di una continuità più stretta tra gli episodi.

La cosa che mi ha soddisfatto di più è stata presentare ai lettori un manipolo di disegnatori che non conoscevano affatto. Forse si sarebbero aspettati una serie più "classica", ma siccome il protagonista è un esploratore, ho voluto essere esplorativo anche sul piano grafico, dando spazio a tanti stili diversi e offrendo la possibilità di esprimersi liberamente a molti nuovi talenti che si sono affiancati a Alessandro Nespolino, Darko Perovic e Paolo Raffaelli, gli unici con cui avevo già collaborato in passato.

Altra cosa che mi ha fatto piacere: è stato notato e apprezzato il filo conduttore narrativo di questa prima parte, cioè il profilo decisamente antischiavistico di Adam. Qualche sconcerto credo lo abbiano seminato i molti episodi incentrati sulla caccia. Sapevo che avrebbero potuto turbare la sensibilità animalista che, peraltro, condivido. Ma sotto questo profilo non si possono applicare criteri di giudizio contemporanei a quell'epoca. E credo avesse un senso mostrare diversi tipi di cacciatori, diversi atteggiamenti di fronte agli animali. Non volevo raccontare un'Africa disneyana e trovo dannosa e controproducente una visione che rischia di ridurre gli animali a pet domestici. Gli animali vanno rispettati anche quando sono feroci.

► Rispetto all'albo d'esordio, Adam ha subito una sottile trasformazione: mi pare che il suo rapporto con Amina lo abbia reso più... diciamo... responsabile, e un po' meno irruento. È così?

Non era nella classica tradizione bonelliana che l'eroe avesse una compagna fissa. Ho presentato con calma l'evoluzione del rapporto di Adam con Amina. Amina ha preso sempre più spazio e rilievo. È un personaggio di cui vado fiero. Ma anche il suo rovescio, la cattivissima Lady Gertrude Winter è un personaggio da cui i lettori possono attendersi molte sorprese. Credo che le donne, nel racconto avventuroso, non possano e non debbano più essere trattate come "compagne di...", ma come caratteri indipendenti, autonomi e forti.


Amina si interroga sul lungo viaggio che l'aspetta (cliccate sull'immagine per visualizzare la tavola).

► Proprio in compagnia di Amina e Narciso, Adam, nel numero in edicola a settembre, parte dal porto di Mombasa, diretto in Inghilterra. Cosa lo attende nella fumosa giungla metropolitana? Cambiando radicalmente ambientazione, cosa cambia nel tuo modo di scrivere: hai dovuto adattare il tuo racconto, tenendo conto che i personaggi si sarebbero mossi in una situazione estremamente diversa, rispetto al solito?

A Londra, la faccenda si fa gialla, nel senso che si intrecciano molti misteri e si svelano preziosi retroscena sul mondo che stava dietro le esplorazioni africane. Si presentano nuovi cattivi e gli intrighi della Londra vittoriana. Conosceremo anche il maestro di Adam, l'uomo che lo ha aiutato a diventare esploratore e che ha un enigmatico progetto su di lui. Ma presentare i personaggi dentro un ambiente completamente diverso, mi ha anche consentito di mostrarne un lato nuovo. Adam a Londra pare smarrire la sua gioia di vivere, si sente come in prigione. Amina, al contrario, acquista maggiore consapevolezza e impara a farsi valere anche fuori dalla savana, in un contesto metropolitano che le è anche più avverso. Su Narciso, non voglio anticipare niente, ma anche per lui Londra sarà un'esperienza fondamentale: si lascerà alle spalle molta della sua rigidità e si mostrerà assai più disinvolto e molto meno impacciato di come lo abbiamo conosciuto.

► Adam si fermerà a lungo, a Londra, o sarà presto preda del cosiddetto "Mal d'Africa"?

Adam avrebbe voluto fermarsi meno, ma sarà costretto a restare per tre episodi di seguito. Dopodiché dovrà affrontare una scelta molto difficile che riguarda il suo futuro...


London calling (cliccate sull'immagine per la tavola intera).

► Quanto è importante, narrativamente, questa trasferta? Si tratta soltanto di una parentesi o porta con sé alcuni semi di ciò che vedremo germogliare nella seconda annata di storie del tuo personaggio?

La trasferta non è una parentesi, è un punto di svolta delle avventure di Adam Wild. Pone le premesse di una continuità più stretta tra gli episodi. Apprenderemo gradatamente molti dettagli sul passato di Adam e lo vedremo impegnato su nuovi fronti: avventure con risvolti fantastici e poi... un'immersione totale in quel genere di scenario storico e bellico che i lettori credo si aspettassero da me, dopo i precedenti del ciclo delle guerre indiane di Magico Vento e delle serie epiche di Volto Nascosto e Shanghai Devil.

a cura di Luca Del Savio