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Intervista Dampyr

Dampyr: il ritorno di Amber!

Riflettori puntati sulla storia doppia in uscita ad agosto e settembre: Mauro Boselli ci accompagna a scoprire i segreti della saga arturiana di Dampyr!

Sono passati ormai dodici anni da quando, sui numeri 43 ("La leggenda di Amber") e 44 ("Il sigillo nero") di Dampyr, ci è stata raccontata una parte della lunga, avventurosa esistenza della bella Maestra della Notte Amber Tremayne nella Britannia del quinto secolo, ossia l’epoca passata alla Storia come quella del mitico Re Artù. Finalmente è giunta l'ora di dare un seguito a quella storia doppia e, a quanto pare, nei numeri di agosto e settembre dell'Ammazzavampiri bonelliano, non solo ritroveremo Amber, ma verrà anche svelata l'identità del dampyr del passato! Per presentarci quest'avventura estiva, ricca di personaggi, azione, vampiri e colpi di scena, abbiamo intervistato Mauro Boselli, autore della sceneggiatura di "Il segreto di Amber Tremayne" e "Taliesin il bardo".

► Come mai c'è voluto così tanto per poter leggere il seguito della storia di Amber?

Ho puntato sulla ricostruzione storica il più possibile veritiera, con l'aggiunta dei vampiri, di un pizzico di scienze druidiche e di molto horror.

Posso rispondere con un detto oraziano? Ars longa, vita brevis! In soldoni: idee e voglia tante, ma la forza, il tempo e l'occasione per realizzarle a volte mancano. La nostra serie è già molto complessa e, nel corso degli anni, ha presentato ai lettori un vasto cast di personaggi e diversi cicli narrativi interni. Ho dovuto dedicarmi a Thorke e alla saga della Dimensione Nera, alle avventure di Jeff Carter e Ann Jurging. Abbiamo raccontato le vicende di Victor e Araxe e gli esperimenti di Draka per trovare un accesso ai mondi paralleli... i filoni dampyriani sono davvero troppi per poterli qui elencare tutti.

Il motivo del ritardo di questo seguito delle vicende di Amber, con annessa rivelazione sull'identità del dampyr del passato, è semplice: si tratta di materia così complessa da trattare che neppure io, noto, se non famigerato, per le mie trame assurdamente complicate, ero del tutto certo di essere in grado di dominarla. Temevo che tutti (dal direttore Marcheselli ai lettori) mi avrebbero cercato, forconi e torce alla mano, per farmi la festa.

► Perché ora, dunque? Cosa ti fa pensare che il momento buono sia finalmente arrivato?

Ci stiamo avvicinando al numero 200 della serie e non me la sentivo di rimandare ulteriormente. Inoltre, con il passare degli anni, penso di aver acquisito più saggezza e spalle larghe per affrontare le conseguenze di aver messo in cantiere (e in edicola) un'avventura del genere.

► Ma cosa ci aspetta, dunque, nei due albi di agosto e settembre?

Innanzitutto, questa storia doppia non sarà l'unica sul passato di Amber: l'anno prossimo sono previsti altri due episodi doppi che porteranno a compimento il variegato e spero appassionante intreccio. Tra i miei disparati interessi storici, ho una speciale predilezione per la cosiddetta Età Arturiana, al punto che spesso mi sono recato sui luoghi in cui si sono svolte le vicende: il vallo di Adriano, le montagne del Galles, le coste di Cornovaglia, la foresta bretone di Brocèliande, antiche città romano-britanne come York e Caerleon.


"Nipote" e "zia" a colloquio, disegno di Mauro Laurenti (cliccate sull'immagine per la tavola intera).

Di quei secoli, dopo l'abbandono della Britannia da parte di Roma, si sa poco o nulla. Possiedo ponderosi volumi storici i cui contenuti fattuali effettivi si potrebbero riassumere in non più di due paginette: nomi di personaggi realmente esistiti come Vortigern, Ambrosius Aurelianus, Marcus Cunomorus, lo stesso Artù, si alternano a scarsi riferimenti di date e luoghi. Il resto è solamente tenebra e congetture su cui, molto prima degli storici moderni, hanno ricamato autori di narrazioni epiche, cronache e leggende.

Esistono frammentari testi classici di letteratura gallese antica come il "Mabinogion" e poesie scritte in quella lingua quasi intraducibile, attribuite a Taliesin, Aneirin, Myrddin e altri leggendari cantori. Come molti sapranno, da quei rari testi, i poeti medievali successivi (dal XI al XV secolo) hanno ricavato le mirabolanti storie della cosiddetta materia di Bretagna, ossia le vicende e le gesta di Re Artù, dei suoi cavalieri e delle sue dame, come, per citare alla rinfusa, Galvano, Lancillotto, Tristano, Isotta, Ginevra e la Dama del Lago.

► Con queste storie ti inserisci nel canone leggendario arturiano o fornisci una tua versione dei "fatti"?

Non esiste un solo canone, anche se le vicende più celebri sono quelle codificate da Malory nella “Morte d’Arthur”, e, in seguito, da poeti romantici come Tennyson e da romanzieri come T. H. White (l’autore della “Spada nella roccia”). Come i più attenti lettori dampyriani sanno – avendo incontrato, tra le pagine della serie, un personaggio come il giovane storico della letteratura Timothy O'Brien – esiste un notevole numero di appassionati cultori e scrittori moderni che tuttora scrivono di cose arturiane, eredi in questo della tradizione medioevale della fantasiosa “materia di Bretagna”, precorritrice in qualche modo del moderno genere fantasy.


La corte di Britannia in un disegno di Mauro Laurenti (cliccate sull'immagine vedere la pagina intera).

Come nel Medioevo cavalleresco dopo l’Anno Mille, anche oggi tali autori si contano a decine, per non dire a centinaia. Ciascuno di loro – come Rosemary Sutcliffe, Stephen Lawhead, Anna Taylor, Bernard Cornwell, Robert Holdstock e innumerevoli altri – ha offerto una sua lettura del mito. Semplificando, ci sono due posizioni opposte da cui affrontare l'argomento. La prima è una ricostruzione il più possibile vicina alla Storia, immaginando come doveva essere la Britannia romanizzata del Quinto secolo (quella scelta per esempio dalla Sutcliffe o da un film come “King Arthur”, di Antoine Fuqua). L'altro punto di vista è quello della visione classica di Artù tramandata dai poemi, romantica e anacronistica, con i suoi cavalieri tardomedioevali, e ricca di magie, meraviglie e stregonerie, come nei libri di White o nei fumetti di Hal Foster.

Tra i due approcci esistono infinite vie di mezzo. Io ho puntato sulla ricostruzione storica il più possibile veritiera, però, come è naturale per Dampyr, con l'aggiunta dei vampiri, di un pizzico di scienze druidiche e di molto horror. Con l’aiuto dei disegnatori ho provato a ricreare ciò che realmente accadde (le guerre contro i Pitti, l'attacco dei Sassoni, l'abbandono di Londra, la resistenza di Galles e Cornovaglia), usando alcune figure storiche come Vortigern, Marcus Cunomorus, Artù e così via, ripescando però anche altre celebri figure a metà tra la Storia e il mito, riportandole alle loro più genuine origini celtiche.

► È tutto molto interessante, ma... e Dampyr? Che cosa c’entra?

Harlan c'entra solo relativamente, in effetti, se non come discendente di alcuni di questi personaggi. Ma in fondo la serie si chiama genericamente "Dampyr" e il protagonista di questa saga è un dampyr del passato... Si è già intravisto e alcuni lettori hanno già indovinato la sua identità. Non dirò di più per non rovinare la sorpresa a qualcuno, ma in fondo capire chi sia è semplice (lo vedete sulla copertina di agosto e l'ho già citato qualche riga più su...).


Disegno di Michele Rubini da un albo "arturiano" di prossima pubblicazione (cliccate per vedere la tavola intera).

Spero che la mezza dozzina di fanatici come me, appassionati di leggende medievali britanniche, abbia la pazienza di seguire l’intricato dipanarsi della vicenda. Sappiate che la saga non si esaurirà con questi due albi disegnati dal bravo Mauro Laurenti e che vedranno tra l’altro la nascita del dampyr del passato, la sua formazione e la lotta con i suoi perfidi genitori. Nella primavera del 2016, in altri quattro albi disegnati da Dario Viotti, Marcello Mangiantini e Michele Rubini (trovate qualche pagina di queste storie nella nostra gallery, NdR), scoprirete il seguito di quegli avvenimenti, con l’incursione del dampyr, di Artos e del figlio di Amber nell'oscuro regno di Annwn per affrontare Black Annis e per recuperare il magico calderone del Maestro della Notte Dagda. Assisterete, inoltre, alla discesa in campo dei cavalieri di Artos, scoprirete l'identità vampiresca della Dama del Lago e, insieme a quell’antico dampyr, sarete testimoni di altre vicende legate all’incandescente epica celtica.

Non mancheranno, come potete intuire dalle illustrazioni della gallery, azione, magia, orrore, mistero, violenza, avventura e innumerevoli soprese!

a cura di Luca Del Savio