Notizie Flash

Archivio Flash

Edicola

Agenzia Alfa n. 38 - Agenzia Alfa 38 cover
 
Speciale Dampyr n° 12 cover
 
Il segreto di Juliet - Morgan Lost 13 cover
 
Il viandante - Nathan Never 305 cover
 

Intervista Tex

Tex, Roberto e il West!

Il 6 agosto è il giorno del Color Tex estivo: 160 pagine "in technicolor", disegnate da Pasquale Del Vecchio e scritte da Roberto Recchioni. Abbiamo intervistato lo sceneggiatore romano, per farci raccontare il suo Tex!

Dopo il debutto con la storia pubblicata lo scorso autunno sul sesto Color Tex, Roberto Recchioni (sceneggiatore e curatore di Dylan Dog e creatore, con Emiliano Mammucari, di Orfani) torna sulle pagine del Ranger! "La strada per Serenity" – settimo Color Tex, in edicola dal 6 agosto – permette all'estroso autore romano di confrontarsi per la prima volta con un racconto lungo di Tex. Un'avventura, illustrata da Pasquale Del Vecchio, di cui ci parla lo stesso Recchioni, che abbiamo intervistato per l'occasione.

Nonostante le tue tante esperienze nel mondo del fumetto, hai provato un po' di "timore reverenziale" di fronte alla possibilità di scrivere per un "monumento" come Tex, oppure ti sei ritrovato come un bambino in una fabbrica di giocattoli?

Ecco cosa non dovrebbe mancare mai, per me, in una storia di Tex: l'azione, il ritmo, la minaccia, e un Tex sempre dalla parte del più debole e più forte di tutti.

Scrivere Tex è difficilissimo. Perché non sei tu a scrivere lui, ma lui a scrivere te. Se provi a raccontare una delle sue avventure con l'idea di non rispettarlo, Tex ti colpisce prima in faccia e poi allo stomaco. Quindi, mi ci sono approcciato non con timore (perché Tex non ama i pavidi) ma con rispetto.

► Nella storia breve del precedente Color Tex hai giocato molto con l'icona Tex, facendo sentire fortemente il suo peso, pur non presentandola in scena che per poche vignette. Come è andata, questa volta?

Questa volta volevo fare una "vera" storia di Tex. Piena d'azione, colpi di scena e con i pards al completo. Quello che mi premeva di più era dare alla vicenda un ritmo sostenuto e implacabile. Volevo che Tex non si fermasse mai, che fosse inarrestabile nella sua cavalcata.

► Aquila della Notte, dunque, non affronterà da solo "La strada per Serenity" ma si muoverà insieme ai suoi pards. Come ti sei trovato, alle prese con i personaggi creati da G.L. Bonelli?

Nel Color Tex, i quattro pards saranno uniti ma divisi. Comunque al completo. Da una parte Tex e Tiger (una coppia che adoro), dall'altra i due Kit (che sono un duo meno frequente sulle pagine del Ranger). E poi, grande riunione nel finale. Mi piacciono i quattro cavalieri che galoppano uno accanto all'altro. Il tipo di alchimia che si sviluppa da questi quattro personaggi quando li si fanno interagire credo che sia una delle ragioni del successo di Tex. Se mi capiterà di scrivere altre storie in futuro vorrei continuare a usarli tutti.

► Quali sono gli elementi che pensi non debbano mai mancare in una bella avventura western, quelli che non escluderesti mai da una tua storia del genere?

Tra una storia western e una storia di Tex c'è una bella differenza. In una storia western generica puoi mettere cose che ci starebbero benissimo ma che con Tex non funzionerebbero mai. Quindi, mi limito a dire cosa non dovrebbe mancare mai, per me, in una storia di Tex: l'azione, il ritmo, la minaccia, e un Tex sempre dalla parte del più debole e più forte di tutti.


I quattro pards riuniti (cliccate sull'immagine per visualizzare la tavola intera).

► Le tue sceneggiature sono caratterizzate anche da un uso molto consapevole delle frasi a effetto, di matrice molto cinematografica: come hai adattato questo tuo modo di scrivere al contesto texiano?

G.L. Bonelli era molto più bravo ed eccessivo di me in questo senso. Per assurdo, non mi sono dovuto contenere ma, per stare al passo di Tex, ho dovuto alzare i toni.

► Ci sono opere che hai tenuto ben presente, scrivendo la storia, o che hai fornito come suggerimento a Pasquale Del Vecchio per cogliere l'atmosfera che volevi donare alle pagine del racconto?

Ho un forte bagaglio western, sia per quello che riguarda il cinema che i romanzi e i fumetti. Ma per quest'avventura ho tenuto a mente solamente uno dei miei film preferiti in assoluto ("Sentieri selvaggi", John Ford, 1956) e un film che con Tex c'entra poco ma che mi ha dato lo spunto iniziale che è "Commando", un classico dell'action anni '80, firmato da Mark Lester.

► Dopo questo volume, ti vedremo nuovamente alle prese con il Ranger o i tanti progetti che stai seguendo ti porteranno lontano dal polveroso Far West?

Lentamente, molto lentamente, sto costruendo una storia che proporrò a Mauro Boselli. Poi vedremo.

a cura di Luca Del Savio