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Intervista miniserie

Estate ai tropici!

Il 25 giugno, esce in edicola il primo numero della miniserie in tre albi che ci terrà compagnia nei mesi estivi. Abbiamo intervistato Luigi Mignacco, per farci raccontare come nasce Tropical Blues!

Da Mister No a Zagor, da Dylan Dog a Dampyr, fino a (in ordine sparso) Legs Weaver, Saguaro, Martin Mystère, Nick Raider e Zona X: Luigi Mignacco è uno sceneggiatore polimorfo, capace di adattarsi e mettersi al servizio di ogni genere narrativo e di tutti (o quasi) i personaggi bonelliani. Il 25 giugno, arriva in edicola "Il mare degli uomini liberi", prima delle tre uscite che compongono la miniserie Tropical Blues. Scopriamo con lui cosa racchiudono le pagine del suo romanzo grafico in tre parti, disegnato da Marco Foderà e impreziosito dalle evocative copertine di Pasquale Frisenda, di cui vi diamo un'anteprima nella nostra gallery.

► Sei un autore abituato a spaziare tra personaggi e location, geografiche e temporali, molto diversi tra loro. Dove ci porti, questa volta? Quali sono i luoghi dell'avventura raccontata in Tropical Blues?

Per questa miniserie ho scelto la Nuova Guinea e il Mare degli Arafura (gli Uomini Liberi dai quali prende il titolo il primo albo), luoghi selvaggi e orizzonti poco conosciuti, ricchissimi di echi avventurosi e tutto sommato non troppo visitati nei fumetti bonelliani.

Sono partito da un tragico e misterioso fatto di cronaca per raccontare un'avventura, risfogliando le affascinanti pagine di romanzieri come William Somerset Maugham e Dashiell Hammett, ma cercando anche le atmosfere di autori come Nolitta.

Ambientazioni che mi hanno affascinato attraverso la lettura di romanzi, saggi e fumetti, ma che non ho mai visitato di persona. Io sono un "viaggiatore da biblioteca", ho ambientato storie quasi in ogni angolo del mondo, ma non sono stato (quasi) da nessuna parte. Tropical Blues si svolge negli anni Venti del secolo scorso. E quella di "viaggiare nel tempo" è un'esperienza che si può fare solo attraverso lo studio di libri e documenti storici, anche su internet. Un tipo di ricerca e un genere di "turismo" che a me piace molto, e che pratico abbastanza spesso!

► L'impianto del racconto mi sembra includere anche una bella porzione di indagine e mistero, legato alla scomparsa di un personaggio particolare: è questo il motore della tua storia?

Sì, l'avventura s'ispira a un vero fatto di cronaca, avvenuto nei primissimi anni '60: la misteriosa sparizione di Michael Rockefeller, ultimo figlio di Nelson, giovane esploratore, collezionista e antropologo. La sua raccolta di arte primitiva è esposta al Metropolitan Museum di New York. I fatti accaddero più o meno come raccontato nelle prime pagine del fumetto. E pare che la famiglia abbia anche mandato un detective sulle sue tracce. Ma questo è solo uno spunto. Tropical Blues è una storia di fantasia e non una delle tante ipotesi sul mistero del giovane Rockefeller.

Certe ambientazioni possono riportare alla mente alcune avventure di Mister No, un personaggio per cui hai scritto sceneggiature per tanti anni. I lettori troveranno anche un pizzico di Jerry Drake, tra le pagine della nuova miniserie?

Certo! I ritmi della storia, le ambientazioni, i personaggi e certe situazioni ricorderanno quelli del fumetto di Guido Nolitta, perché quando si parla di avventura in luoghi esotici è quasi inevitabile. E la cosa vale ancora di più per me, che Mister No l'ho letto con passione, e poi ho anche avuto la fortuna di scriverlo a lungo, con la supervisione personale dello stesso Nolitta/Bonelli, un grande maestro nel far vivere l'avventura. Il fatto che questo "romanzo grafico", a cui lavoro da più di tre anni, esca proprio in corrispondenza con il quarantennale del suo Mister No mi sembra una significativa coincidenza, un vero onore e un ottimo augurio.


Con il vento nei capelli e lo sguardo su orizzonti sconfinati...

Quali sono le suggestioni che hanno dato vita al racconto? Come sei riuscito a calare nella giusta atmosfera Marco Foderà? L'hai tempestato di documentazione?

Sono partito da un tragico e misterioso fatto di cronaca per raccontare un'avventura, risfogliando le affascinanti pagine di romanzieri come William Somerset Maugham e Dashiell Hammett, ma cercando anche le atmosfere di autori come Nolitta. La sceneggiatura ho cominciato a scriverla prima di avere un disegnatore. E l'ho riempita di immagini e di riferimenti anche per visualizzare quello che stavo scrivendo. Fotografie dell'epoca, mappe, divise, barche, armi, animali e piante, arte tribale, spiagge fiumi e foreste eccetera. Anche molte pagine di fumetti leggendari, come noterà il lettore più attento...

Poi ho incontrato Marco Foderà, che ha disegnato una mia sceneggiatura di Saguaro (La tribù del cielo), e insieme a Michele Masiero ho deciso di affidare la storia a lui. Che l'ha interpretata con le giuste atmosfere e caratterizzando molto bene i personaggi, con i volti e le espressioni giuste per la grande avventura. Con il vento nei capelli e lo sguardo su orizzonti sconfinati e dentro giungle di tenebra. Ma non solo. Le forti personalità dei protagonisti sono efficacemente tratteggiate in scene d'azione e di dialogo, secondo la tradizione del fumetto bonelliano.

► Sarà colpa del mare o di un'atmosfera un po' sonnecchiante, tipica dei caldi e umidi tropici, ma sfogliando le belle pagine dell'albo mi è parso di riconoscere un certo spirito "prattiano" nel tuo racconto... Mi sbaglio?


Saggezza marinara.

No, anzi! Prima ancora di avere un disegnatore, ho immaginato molte scene della storia come alcune sequenze di fumetti prattiani che amo.

Non è un gioco di "citazioni" intellettuali e un po' fredde, è l'omaggio sincero alle opere di un autore che mi ha emozionato molto, il tentativo di ritrovare quelle sensazioni.

È anche uno dei metodi che usava Hugo Pratt: leggendo i fumetti di Milton Caniff si trovano inquadrature, personaggi, atmosfere che lui poi ha ricreato in Corto Maltese e in altre sue opere.

► Tornando a Mister No, so che c'è in cantiere un'iniziativa celebrativa del personaggio, pensata per festeggiare i quarant'anni dell'antieroe creato da Nolitta. Ci puoi anticipare qualcosa in proposito?

A settembre, nella collana Avventura Magazine, uscirà un volume dedicato al personaggio forse più amato da Sergio Bonelli. O comunque all'eroe che noi lettori, a torto o a ragione, più identifichiamo con il suo autore.

L'idea è quella di raccontare la biografia di Mister No come un avvincente romanzo d'avventura, con sequenze narrate in prosa dalla viva voce del protagonista, alternate a scene tratte dalle storie a fumetti in cui lui rievocava episodi della sua vita. Le parti a fumetti saranno riproposte "in technicolor", mentre io ho scritto il racconto biografico facendo parlare Mister No.

Ci sarà anche una piccola cornice a fumetti inedita, in cui Michele Masiero e Roberto Diso ci riporteranno a Manaus per inquadrare il racconto di Jerry. Il tutto confezionato in un volume che gode della regia e l'attenta cura di Graziano Frediani, Maurizio Colombo, Luca Crovi e Tiziana Forni. Ripercorreremo la vita di Mister No dalla sua prima giovinezza a New York fino all'arrivo a Manaus.

Quando iniziarono le sue avventure, proprio quarant'anni fa...

a cura di Luca Del Savio