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Intervista Lukas

Lukas: secondo atto!

Il 21 marzo arriva in edicola il primo numero di Lukas Reborn: Michele Medda, Michele Benevento e Lorenzo De Felici ci portano alla scoperta della seconda stagione del Ridestato bonelliano.

È trascorso quasi un anno dal debutto in edicola di Lukas ed ora è tempo di ricominciare da capo! Dal primo albo della seconda stagione del Ridestato creato da Michele Medda e Michele Benevento, per la precisione... dal numero 1 di Lukas Reborn, in uscita il 21 marzo! La curiosità è tanta, così come la carne al fuoco messa dagli autori, almeno stando a quanto ci hanno raccontato in questa intervista, alla quale ha partecipato anche il colorista delle copertine, Lorenzo De Felici.

► La prima stagione delle avventure di Lukas si è conclusa in modo violento ed esplosivo, lasciando, in qualche modo, terra bruciata dietro di lui. Senza svelare nulla del finale del primo ciclo, da quali pilastri narrativi parte la seconda stagione?

Michele Medda: La seconda stagione partirà “in medias res”. Vedremo Lukas di nuovo in città, ma inserito in un altro ambiente, in cui non sappiamo com’è arrivato. Naturalmente, il passato tornerà a presentarsi davanti a lui, stavolta sotto forma di qualcuno che gli propone una sorta di scambio, un do ut des.

► Sfogliando il primo albo, "Nell'arena", mi sembra di vedere nuovi arrivi nel cast della serie, così come qualche ritorno... Ci presenti i nuovi personaggi che ci accompagneranno in questo secondo ciclo di avventure?

MM: Fatti i conti, tra nuovi arrivi e rentrées mi sono reso conto che i personaggi di Reborn sono una vera e propria folla, quindi limitiamoci ai nuovi protagonisti... Stavolta Lukas non è braccato dalla polizia metropolitana, ma da una speciale squadra della polizia federale che si occupa di “casi misteriosi” e che si è rivelata in passato poco efficiente. Ma ora a guidarla è arrivata Myra Cabot, una poliziotta giovane e grintosa. Con lei c’è Amos Plosker, più o meno suo coetaneo, un bravo ragazzo assegnato a quella sezione da una semplice casualità burocratica. Successivamente faremo la conoscenza di una Ridestata molto particolare, Barbara Paul, che fa la scrittrice e si troverà ad aiutare Lukas, pur non condividendone affatto l’empatia con i comuni mortali. E infine c’è George Smiley, un vampiro che più che sete di sangue ha sete di potere. Perciò si dà alla politica, contravvenendo alla regola non scritta che prevede che i vampiri restino nell’ombra. Ovviamente, la sua strada incrocerà quella di Lukas.


Una parte del nuovo cast (cliccate sull'immagine per ingrandirla).

► Troveremo qualche location inedita o Lukas rimarrà nei dintorni di Deathropolis? 

Michele Benevento: Posso anticipare che sì, saremo sempre nei dintorni della città soprannominata Deathropolis, ma ci sarà un sostanziale cambiamento, sarà una Deathropolis diversa. Quasi irriconoscibile, ma pur sempre la “città degli Oscuri”. Di più non credo si possa dire.

Michele B., firmi i disegni del numero 1 di Lukas Reborn, così come hai firmato quelli dell'esordio del personaggio: come hai affrontato questo doppio onere? Eri un "papà" apprensivo con il tuo primogenito e ora sei più sciolto e rilassato con il secondo, oppure la tensione creativa è stata la medesima?

MB: Come e forse più di Lukas numero 1, il primo episodio di Reborn mi ha dato il suo bel da fare. Non mi considero un genitore apprensivo, ma tendo a essere esigente e pignolo. “Sciolto e rilassato” io non so neanche cosa significhino. 
Facezie a parte, avere alle spalle già due albi e l’aver trovato il “mio” Lukas, un Lukas per me definitivo almeno per come l’avevo in testa, è stato un bell’agio. Disegnarlo barbuto e indurito dalle vicende passate e (vedrete) presenti è stato divertente e corroborante. La storia e i suoi sviluppi (e non mi riferisco solo al n.1 di Reborn) hanno fatto il resto: io e i ragazzi dello staff abbiamo lavorato (e stiamo lavorando) con una lena e una voglia rinnovate. Per tutti, non solo per Lukas, questa è una nuova stagione.


Un Lukas... barbuto (cliccate sull'immagine per visualizzare la pagina intera).

► Da un punto di vista grafico, Lukas Reborn presenterà delle novità? 

MB: La serie di Lukas è stata da subito fortemente connotata da una precisa scelta grafica: bianchi e neri netti, forti e contrastati, un’oscurità che pervade ogni tavola, complici anche le vignette nere dedicate alle didascalie dell’oscura “voce narrante”. L’apporto artistico dei disegnatori Bergamo, Borgioli, Casalanguida, Detullio, Maresta, Volante e Acunzo è stato fondamentale per tradurre questo aspetto, quindi lo staff rimarrà pressoché lo stesso. Abbiamo però deciso che qualche cambiamento a questo punto poteva essere fatto: non volendo rinunciare al mood generale, si è cercato di movimentare la gabbia “bonelliana” a tre strisce. Abbiamo lasciato libera scelta a ciascun disegnatore e ciascuno ha ragionato secondo le proprie peculiarità narrative. Cambiare non solo per il gusto di cambiare, ma ricercando una coerenza e una congruità del racconto, nel rispetto della fruibilità della storia.

► Per la prima cover di Lukas Reborn, avete subito scelto come soggetto il primo piano del personaggio che campeggia sull'albo oppure siete arrivati a questa soluzione dopo aver percorso anche altre strade?


Genesi di una copertina.
(Cliccate sull'immagine per vedere l'animazione)

MB: La gestazione della prima cover è stata piuttosto sofferta. Avevo realizzato addirittura una matita quasi definitiva di quella che poi sarebbe stata scartata. Lukas a torso nudo, nell’arena, circondato da vecchi e nuovi comprimari. Nonostante tutto mi sembrava ancora poco potente, un po’ già vista (mi ricordava la locandina di un vecchio film di Van Damme).

Per rompere gli indugi ci siamo rivolti alla redazione (nello specifico parlo di Michele Masiero e Mauro Marcheselli), sottoponendo i bozzetti di quelle che ci sembravano le alternative più papabili.

Devo confessare che sebbene la cover col “faccione” fosse la nostra preferita, nutrivamo qualche dubbio sulla possibilità che fosse approvata. I capi hanno entusiasticamente confermato le nostre preferenze e il resto, come si dice, è storia.

► Sempre riguardo le copertine, dando un occhio a quelle dei prossimi due mesi, mi pare di intravedere una certa continuità nella scelta dei colori che le caratterizzano: cosa avete architettato, tu e Lorenzo De Felici?

MB: Per quel che riguarda le cover di Reborn, ci si è posto il problema di segnalare anche graficamente che si trattava a tutti gli effetti di una seconda stagione, prosecuzione della prima, ma anche un vero e proprio nuovo ciclo di storie. Nella vostra videointervista, Michele Medda anticipava il fatto che la struttura della serie sarebbe stata compartimentata in tre minisaghe da quattro episodi ciascuna, nonostante la presenza di una macrotrama utile a unire tutte le vicende e tutti personaggi. A quel punto (non essendo in programma, per mia fortuna, un cambio di copertinista) ho cercato di capire come far sì che questo fosse già più che evidente fin dalla “confezione”. Ho chiamato il mio "partner in crime", il sempre scettico ma provvido Lorenzo De Felici, e gli ho esposto un paio di idee. Grazie ai suoi dubbi e alle sue certezze siamo giunti alla fatidica decisione che ciascun gruppo di cover (4+4+4) si sarebbe dovuto distinguere dagli altri, sia per scelte cromatiche che per impostazione grafica.

Lorenzo De Felici: Per le prime quattro (e dalle anteprime lo si è già potuto intuire) abbiamo optato per una soluzione semplice e a prova di bomba: tutta la cover è in mezzatinta bianca e nera, tranne gli elementi di interesse che vengono caratterizzati da un violento rosso.


La copertina di Lukas Reborn n.2.
(cliccate sull'immagine per ingrandirla)

Quella che in teoria potrebbe apparire come una semplificazione del mio lavoro, è in realtà una vera e propria sfida. È come dire all'idraulico "ok, adesso riaggiustami il lavandino (lo stesso che ha rotto Michele cadendoci sopra – vedi qui di seguito N.d.R.), ma fallo usando solo una brugola 8 e un cacciavite a stella". Per la seconda quartina l'idea di Michele Benevento è stata diametralmente opposta, ma preferirei non entrare maggiormente nel dettaglio e lasciare sia una sorpresa per i lettori. Dirò solo che, per uno come me che si annoia facilmente a fare lo stesso lavoro, le cover di Lukas sono un vero e proprio sollievo. Lasciamo un po’ di mistero sulla seconda quartina, dunque, mentre…

MB: …per l’ultima quartina mi è balenata un’idea più o meno folle: ne porto ancora in fronte la cicatrice, fin da quando, cadendo dal water mentre attaccavo un orologio, ho sbattuto la testa sul lavandino! Oltre a concepire il flusso canalizzatore che renderà possibile i viaggi nel tempo, ho pensato che sarebbe stato divertente se le quattro cover fossero andate a comporre un’unica immagine. Per semplificarmi le cose ho anche deciso proditoriamente di non ricorrere a un’immagine “stroboscopica”, dove Lukas attraversa con la sua presenza le 4 sezioni dell’immagine complessiva fino a “giungere” a quella finale. Volevo piuttosto un’istantanea, un momento preciso, congelato in un “ora”  e in un “qui” ben definiti. Quindi, Lukas non poteva essere fisicamente presente in tutte le cover. Accidenti, mi son detto, Marcheselli e Masiero stavolta mi licenziano. Come fare? Cosa inventare? Per scoprire come sono andate le cose non vi resta che aspettare i numeri dal 9 al 12 di Lukas Reborn!…

► Dopo “Nell'arena”, so che sei già al lavoro sul finale della seconda stagione del nostro ridestato. Oltre alle atmosfere oscure del personaggio creato da te e Michele Medda, pensi ti cimenterai nuovamente anche con Tex, prossimamente?

MB: Ho appena cominciato la fase avanzata dei lavori del ventiquattresimo episodio della saga lukasiana (il dodicesimo della seconda stagione), che ha impegnato questi ultimi cinque anni della mia vita. Più che altro, la mia preoccupazione è di consegnare in tempo (eh!eh!eh!)! Da un lato, non vedo l’ora di finire, ma confesso di aver provato una certa malinconia nel leggere le ultime pagine della sceneggiatura di Michele. 
Credo di poter confermare che, conclusa questa lunga e per me formativa esperienza, mi aspetta un guado non meno impegnativo eppur lusinghiero sulle pagine di Tex. Non so bene cosa mi attenda esattamente... posso solo dire che non vedo l’ora (e ho tanta paura!).

A cura di Luca Del Savio.