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Intervista Nathan Never

Nathan Vs. Legs: dietro le quinte!

La disegnatrice Patrizia Mandanici racconta il suo lavoro e ci conduce alla scoperta del secondo volume di Le Grandi Storie di Nathan Never – in edicola dal 17 marzo!

Il 17 marzo arriva in edicola il secondo volume di Le Grandi Storie di Nathan Never (scritto da Giovanni Eccher): un racconto teso, drammatico e ricco di azione che pone i due più celebri Agenti Speciali Alfa l'uno contro l'altro! Per presentarci l'albo abbiamo pensato di incontrare chi si è occupata di visualizzare le duecentoventi pagine della storia. Conosciamo dunque meglio Patrizia Mandanici e lasciamo che sia lei a parlarci del suo lavoro e a condurci "dietro le quinte" di "Nathan contro Legs"!

Ridendo e scherzando, sono passati quasi vent'anni dal tuo esordio su Legs Weaver: come ti eri avvicinata all'incarico di realizzare il numero 11 della serie? Quali erano state le precedenti esperienze che ti avevano condotto fino alla collaborazione con la nostra Casa editrice?

Non riesco a credere siano passati 20 anni! Certamente la me stessa che affrontò il n. 11 di Legs era ancora acerba stilisticamente e desiderosa di migliorare, ma per certi versi mi sembra di continuare a lavorare con quella stessa sottile incertezza, la sensazione di dovere fare degli sforzi a ogni numero per dare qualcosina di più. Sarà per questo che vent'anni non mi sembrano così tanti: ad ogni nuovo albo devo affrontare una sfida con quelli che ritengo i miei limiti, un passo dopo l'altro.

Prima di arrivare alla "corte" di Antonio Serra avevo lavorato sotto le ali di Marcello Toninelli: prima aiutandolo in alcuni suoi progetti, poi disegnando per "L’Intrepido" (tre storie di "Billiteri", scritte dal creatore, Giuseppe De Nardo) e per la miniserie "Ossian", per Star Comics. In quello stesso periodo, tra l'altro, Toninelli aveva anche varato altre due testate, in formato pocket: una, "Shanna Shokk", scritta e disegnata da lui stesso e l’altra da Luca Enoch (la famosa "SprayLiz"). Proprio grazie agli albi di "Ossian", Serra già conosceva il mio modo di disegnare quando arrivai da lui attraverso il classico appuntamento chiesto tramite segreteria (spinta da Toninelli, tengo a precisarlo, perché io non avrei forse mai preso l’iniziativa di propormi alla Sergio Bonelli Editore).


Nathan contro Legs: ha inizio lo scontro!
(cliccate sull'immagine per ingrandirla).

Cosa ricordi di quell'esordio: il panico del debutto? L'entusiasmo di lavorare per un personaggio esplosivo come Legs?...

Panico no, ricordo la mia timidezza e la mia emozione mentre affrontavo le tavole di prova che mi erano state affidate, tanta voglia di disegnare, di imparare. Antonio non è solo uno sceneggiatore, ma anche un disegnatore mancato, e quindi molto bravo a spiegare tante cose sul disegno, sulla composizione delle tavole, in generale sull’approccio al lavoro.

La Legs Weaver di quella testata era un personaggio che amavo per il suo essere sopra le righe e per le libertà e le commistioni stilistiche del disegno che caratterizzavano i suoi albi. Ho sempre apprezzato il fumetto nella varietà dei suoi stili: manga, linea chiara, underground, realistico, espressivo – qualsiasi cosa. La serie di Legs è stata un tentativo particolare (e difficile) di fare qualcosa di diverso, e per me che non avevo il classico stile realistico bonelliano è stata una vera fortuna poter iniziare su una collana del genere: ho lavorato divertendomi.

Da un punto di vista tecnico, nel corso della lavorazione di quel primo albo passai dall’uso esclusivo del pennello e della china a un uso maggioritario dei pennarelli graduati: iniziava il mio percorso alla ricerca di una tecnica che nel corso del tempo sarebbe servita anche per un segno che doveva diventare più realistico e meno grafico.

Hai accompagnato Legs anche dopo la chiusura della sua collana, lavorando alle storie di Squadra Fantasma, pubblicate su Universo Alfa: come avevi dovuto adattare il tuo stile a una serie che riprendeva il personaggio, presentandolo, però, sotto una luce un po' meno scanzonata?

Sì, la Legs della Squadra Fantasma era più simile alla Legs della serie regolare di Nathan Never, ma conservava ancora una forza e una indipendenza che Stefano Vietti ha saputo rendere bene. Le storie erano più avventurose, drammatiche, ma i personaggi del team erano ben definiti e hanno permesso una varietà di interazioni con Legs, tra le altre, anche modalità da “commedia” (quelle che amo di più).

Sono arrivata su Universo Alfa dopo aver già disegnato alcuni albi di Nathan Never e quindi dopo aver già avviato un cambiamento nel mio modo di disegnare: sia dal punto di vista del realismo, sia da quello tecnico, con un ritorno parziale all’inchiostro delle Pentel Pen con ricarica. L’esigenza di un maggior realismo mi ha impegnato molto, non è stato facile, confesso. È stata anche questa necessità che ha portato Serra a suggerirmi di usare i retini nel primo albo de "La Squadra Fantasma": pensavamo che avrebbe dato un tocco di “realismo” in più al mio segno, ancora un po’ troppo “morbido”.

Nella prima uscita, le tavole erano state scansionate e i retini ottenuti con la conversione dei grigi in Photoshop; non avevo idea di cosa sarebbe venuto fuori, in stampa, e infatti l’effetto complessivo è risultato meno efficace di quel che speravo. Dal secondo albo in poi ho iniziato a usare il programma Manga Studio, per i retini, con risultati migliori; dal terzo, invece, sono passata all’inchiostrazione digitale totale delle tavole, pur continuando a disegnare le matite su carta.

E il passaggio a Nathan Never: come hai affrontato le pagine del "musone”?

Passare su Nathan, la testata principale, è stato quasi più emozionante del mio esordio su Legs: seguivo il personaggio sin dal numero 1, con molto entusiasmo. Ho adorato la fantascienza fin dal 1977, folgorata dalla visione di "Guerre Stellari", al cinema. Ammiravo tanti dei principali disegnatori di Nathan, per me erano degli esempi un po’ irraggiungibili: esordire quindi su questa testata non è stato facile, tenendo conto anche del realismo stilistico che Antonio Serra (sempre lui!) giustamente mi chiedeva.


L'arrivo ad Haga Navir.
(cliccate sull'immagine per ingrandirla).

A ogni albo temevo sempre un po’ di deludere i lettori, abituati magari ad altri tipi di disegno. Col tempo, penso di aver trovato forse una mia strada, qualcosa che mi permette di disegnare la fantascienza senza risultare troppo “aliena”. Ho cercato di guardare e riguardare gli albi di Nathan dei disegnatori che reputavo più utili per me, in quel momento; e poi guardavo molti film di fantascienza, per calarmi un po’ in quelle atmosfere, per prendere spunto da veicoli, armi... insomma, per documentarmi.

Ora, nel secondo volume di Le Grandi Storie di Nathan Never, due pilastri del tuo recente passato di fumettista si incontrano e, soprattutto, si scontrano! Cosa succede? Perché, nella storia di Giovanni Eccher, troviamo "Nathan contro Legs”?

Non voglio lasciarmi scappare troppo di questa lunga e variegata storia di Giovanni, il motivo dello scontro tra i due amici e colleghi non posso rivelarlo, è quello che costituirà il motore della storia: diciamo che c’è di mezzo una persona importante e una decisione fondamentale da prendere sul suo destino, partendo da due punti di vista diversi, ecco. Questo scatenerà una lunga sequenza di azioni che porteranno i nostri protagonisti in giro per mezzo mondo e a scontrarsi senza esclusione di colpi.

A proposito di "botte, l'albo è ricco di scene d'azione e, sfogliando le sue pagine, cade l'occhio, in particolare, su alcune sequenze di combattimento corpo a corpo: quali sono le fonti che Eccher ti ha fornito per coreografare al meglio quelle tavole, così realistiche e al contempo dinamiche?

Giovanni mi ha mandato diverso materiale, sia fotografico che video. Sia lui che gli altri sceneggiatori con cui ho lavorato in precedenza mi hanno sempre aiutato con tutta la documentazione necessaria. In caso di bisogno, le ricerche sono state integrate con mie scorribande sul web: ormai si trova qualsiasi cosa, per noi disegnatori internet è una manna dal cielo!

Preciso che dalle foto e dai video io prendo sempre spunto per visualizzare i movimenti e le posture corrette, ma poi non copio e ricalco quasi mai. Parto sempre dalle impostazioni e dalle sequenze delle vignette, e poi eventualmente vado a vedere come visualizzare un determinato movimento (ad esempio qualche mossa particolare di combattimento, oppure il tipo di manovre aeree da disegnare nelle lunghe scene con i flyer: ho imparato un sacco di termini che non conoscevo!).

Dopo questa fatica non da poco (duecentoventi pagine!), ora stai già lavorando a un nuovo racconto neveriano?

Quando ho saputo di dover realizzare il secondo albo de Le Grandi Storie di Nathan Never in realtà dovevo continuare una racconto di Mirko Perniola per Agenzia Alfa che avevo iniziato quasi quattro anni fa: è arrivato il momento di portarlo a termine! Nathan non è presente, ma protagonista è la famiglia May-Branko-Kay.


Un duello ad alta tensione! (cliccate sull'immagine per visualizzare interamente la tavola).

Un'ultima cosa. Confessa: in "Nathan contro Legs", per chi dei due facevi il tifo?

Mi spiace per Nathan, ma io tiferò sempre per Legs! Non posso dimenticare i miei esordi, sentimentalmente sono legata a quel personaggio così rude, ma anche ironico e diretto. Anche dal punto di vista del disegno mi sembra di esprimermi meglio con Legs che con Nathan (con mio rammarico, dato che il musone mi piace parecchio disegnarlo).

A cura di Luca Del Savio