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Anteprima Tex

Tex: mito o realtà?

Il 17 febbraio approda in edicola l'atteso Tex d'Autore firmato da Paolo Eleuteri Serpieri: una storia intinta nella leggenda, ospitata da un lussuoso volume, cartonato e a colori. Ce la presenta Mauro Boselli.

Grande formato (22,5 x 30,5 cm, per chi ama i numeri e la precisione). Cartonato, 48 pagine, interamente a colori! Queste, in sintesi, le caratteristiche con cui si presenterà in edicola, il 17 febbraio, Tex - L'eroe e la leggenda, primo volume di una serie che potremmo battezzare Tex d'Autore: una collana inaugurata da una storia e dai disegni di un maestro del fumetto, Paolo Eleuteri Serpieri. Il racconto intrecciato dall'autore veneziano (ma romano di adozione) non mancherà di sorprendere: grazie alle sue tavole ricche e dinamiche e alla particolarità dello stile narrativo con cui viene presentato, Tex - L'eroe e la leggenda offre ai lettori la possibilità di gettare uno sguardo inedito su Tex, mostrando l'eroe creato da Gianluigi Bonelli in veste di giovane scavezzacollo. Una storia davvero speciale e insolita. Lasciamo che a introdurvela siano le parole del curatore di Tex, Mauro Boselli, anticipandovi la prefazione al volume da lui firmata.

Tex: mito o realtà?
A cura di Mauro Boselli

Tex Willer cavalca ancora. Ha cavalcato più a lungo di Buffalo Bill, Wyatt Earp, Wild Bill Hickok, Calamity Jane e altri leggendari eroi del Vecchio West. Di questi nomi, tuttavia, c’è traccia in qualche libro di Storia. Sono davvero esistiti, anche se le loro imprese reali hanno ben poco a vedere con le gesta epiche di cui li ha ammantati la leggenda. Come faceva dire John Ford a un suo personaggio, nel capolavoro “L’uomo che uccise Liberty Valance”: “Nel West, se la leggenda incontra la realtà, vince la leggenda”.


Lunghi capelli al vento, sguardo fiero: il Tex di Eleuteri Serpieri!

Una frase emblematica. Gli uomini e le donne autentici che vissero in carne e ossa nel West sono pallide ombre rispetto ai loro “doppi” immaginari dallo stesso nome, ma con fattezze e biografie spesso selvaggiamente differenti, che popolano i film, i romanzi e i fumetti. Un’idea che, prima o poi, tutti noi abbiamo accarezzato è di supporre che anche Tex, il nostro Tex, sia in qualche modo esistito: un ranger con quel nome, o uno simile, che forse sposò una donna indiana e diede la caccia a razziatori di bestiame, comancheros e rapinatori di treni. Non è poi così impossibile. Ed è verosimile immaginare che qualche giornalista di Frontiera abbia ingigantito le sue imprese e qualche autore di romanzucoli popolari da strapazzo, i “dime novels”, ci abbia ulteriormente ricamato su, come fece Ned Buntline, rendendo in questo modo popolare Buffalo Bill. Oppure, al contrario, è romantico immaginare un Tex rimasto nascosto nell’ombra, con le sue eroiche imprese, su cui il tempo ha gettato la polvere dell’oblio, come sicuramente è accaduto a tanti uomini meritevoli dei quali si è purtroppo perso il ricordo.

Il Tex che conosciamo e di cui leggiamo ogni mese le avventure è dunque quello della leggenda? E la figura, invece, che ci appare in questa storia nel ricordo di un sedicente Kit Carson anziano?... Chi sarà? Il vero e autentico Tex originario, da cui tutto è nato? O un’altra versione del personaggio leggendario, disceso a noi attraverso altre fonti e altre memorie sbiadite, sino ad assumere proporzioni altrettanto epiche e favolose? Su questa ambiguità si fonda il fulminante e geniale racconto di Paolo Eleuteri Serpieri. Un racconto nato dall’inaspettato incontro-scontro tra due leggende del fumetto italiano. Vi chiariamo subito, senza equivoci, un importante dettaglio: il personaggio che appare in queste pagine non è il Tex canonico, l’eroe western che, da quasi settant’anni, vi viene narrato, tutto sommato immutato e immutabile, nelle edicole italiane. È un altro possibile Tex, visto attraverso la lente deformante della leggenda. Infatti, Tex è un eroe solare, protagonista di una serie a fumetti, ma carismatico e invincibile come solo sanno essere gli eroi della mitologia, del folklore, dell’epos. Il western è un genere popolare ed epico allo stesso tempo. E si sa che gli eroi epici e mitologici prendono diversi aspetti. Non c’è un solo Ulisse. Non c’è un solo Orlando. Non c’è neanche una sola Calamity Jane. Ce ne sono diversi. Eppure sono sempre loro, sempre gli stessi, perché l’eroe per antonomasia è variabile e indistruttibile. Quel che conta è il nucleo profondo, il cuore che batte dentro quelle figure, fantastiche, sì, ma più vere e necessarie del vero. In questa avventura, Tex si comporta da Tex, sullo sfondo delle selvagge praterie texane percorse dai Comanches, ed è anche capo dei Navajos.

L’autore si è preso qualche libertà cronologica, collocando la vicenda in un periodo precedente a quello canonico. Ma forse il vecchio Carson, dopo tanti anni, ha perso la nozione precisa del tempo. A patto, naturalmente di credere che sia proprio lui Kit Carson, che non si tratti di un simpatico impostore. E quel giornalista che ne raccoglie la storia? Lui è davvero...? Le storie più stimolanti sono in fondo quelle che chiedono una collaborazione al lettore, che lo invitano a entrare dentro il racconto, a farsene partecipe, a interrogarsi. Quelle che non danno precise risposte. Ma che emozionano e travolgono con la forza dei sentimenti, delle azioni, delle parole e delle immagini. Qui c’è tutto questo. E c’è anche Tex. Un Tex che non avevamo mai visto prima. Ma pur sempre Tex.