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Intervista Le Storie

Io e Mercurio!

Il disegnatore Matteo Mosca ci racconta la lavorazione di "Mercurio Loi", ventottesimo albo di Le Storie (in edicola dal 10 gennaio), nel quale ha portato in scena un curioso Sherlock Holmes italiano...

Il 10 gennaio è arrivato in edicola "Mercurio Loi", numero 28 della collana Le Storie. L'albo racconta le avventure, ambientate nella Roma dei primi decenni dell'800, di un curioso professore/detective, alle prese con macchinazioni diaboliche, sette segrete e fantasmi!

Per creare questo protagonista, dalla personalità spiccata quanto il suo acume da investigatore, si è riunita la coppia formata dallo sceneggiatore Alessandro Bilotta e dal disegnatore Matteo Mosca, già vista all'opera nei numeri 5 e 16 di Le Storie.

Proprio a Mosca abbiamo voluto domandare qualche curiosità riguardo quest'albo, la sua lavorazione e i suoi protagonisti. Ecco cosa ci ha raccontato.

► Sfogliando "Mercurio Loi", le tue tavole lasciano intravedere non solo la perizia con cui le hai realizzate, ma anche il divertimento con cui hai animato il personaggio creato da Bilotta per questa storia. È così? Come ti sei trovato a dare vita a un detective così particolare?

Effettivamente, Mercurio è un personaggio molto divertente da disegnare. Eccessivo, sia caratterialmente che esteticamente, mi ha permesso di calcare sull'espressività del volto e di utilizzare una gestualità quasi teatrale. Un'intelligenza esuberante, un'ampia preparazione culturale e un carattere tutt'altro che modesto potrebbero renderlo insopportabile e antipatico, ma, proprio perché così prorompente, alla fin fine risulta estremamente accattivante. In lui, però, si percepisce anche una vena più malinconica e sommersa che, speriamo, potrà essere raccontato in una storia futura...

Poi c'è la sua "spalla", Ottone, diverso in tutto: bello, pacato, contenuto... il bilanciamento naturale a Mercurio. Apparentemente quello con i piedi per terra, destinato a contenere l'esuberanza del compagno… forse! Ottone è il personaggio dove Alessandro esprime meglio (a parer mio) il suo stile, concentrandosi sullo sviluppo psicologico del personaggio, con tutte le sue sfaccettature e contraddizioni.

► Riguardo queste caratterizzazioni, lo sceneggiatore dell'avventura aveva già un'idea precisa?

Sì, ho ricevuto indicazioni precise: Alessandro è molto scrupoloso. In partenza, i visi sono ispirati a personaggi realmente esistenti, anche se, come sempre, lavorandoci, hanno acquisito una propria dimensione autonoma. Tra le ispirazioni riguardanti la loro caratterizzazione, inoltre, c'è anche un goccetto di spirito supereroistico che traspare qua e là nel corso dell'avventura.

Studi per i protagonisti (cliccate sull'immagine per ingrandirla).

► Oltre a un eroe particolare, il racconto prevede anche un "setting" storico intrigante: quali sono state le fonti a cui hai attinto per portare in scena la Roma di inizio '800, città ricca di atmosfera e di inquietanti fantasmi?

Partiamo dal presupposto che, come si dice dalle mie parti, nella mia vita ho girato come una zucca nell'orto e a Roma non sono mai stato… ma che comunque Roma è li da un po', vicina ed eterna. Quindi, per risultare fedele, ho incrociato le indicazioni che mi ha fornito Alessandro e gli scorci scelti da "street view" con le incisioni di Vasi e Piranesi, i quadri dei pittori Danesi e un paio di libri fotografici con immagini di metà/fine diciannovesimo secolo (un'operazione che ha richiesto un po' d'impegno, devo ammetterlo). Più o meno tutti gli scorci cittadini che vedete tra le pagine dell'avventura sono reali o realmente esistiti.

► C'è una scena in particolare che ti sei più divertito a portare sulla carta o una che ti ha fatto più dannare?

Mmm... non saprei dirti, in verità. In generale, mi diverto a disegnare un pò tutto (la sfida di visualizzare qualcosa che non ho mai disegnato prima mi piace!). Certo, anche con fatica, ma accompagnata, indubbiamente, dal piacere di farlo.

► Rispetto ai precedenti racconti di Le Storie che avevi realizzato, in questa occasione mi pare di intravedere, da parte tua, la ricerca di un segno più netto e pulito. Come funziona il tuo processo di adattamento, nettamente visibile osservando i vari albi?

I racconti che ho illustrato per la collana "Le Storie" sono fortemente emotivi e in quanto tali il mio tratto si è conformato alle sensazioni che mi arrivavano leggendo la sceneggiatura.
Angosciato ed espressivo per "Il lato oscuro della Luna"; freddo, desolato e imbruttito per "Friedrichstrasse". "Mercurio Loi" è più avventuroso, più canonico, per certi versi. Alessandro aveva in mente un segno molto pulito ispirato a quello di "Tom Strong" (il personaggio di Alan Moore, splendidamente illustrato da Chris Sprouse, NdR). Da parte mia c'è, da qualche tempo, la volontà di trovare una linea più immediata, di più facile lettura. "Mercurio Loi" è la prima prova in quel senso.
Spero di riuscire a proseguire in questa direzione, cercando di trovare un giusto equilibrio tra semplicità ed emotività


Un suggestivo scorcio.

► E qual è il tuo modo di lavorare? Quali sono le fasi che portano alla versione finale di una tua tavola?

Caotico. Per ogni storia parto con un metodo differente, alla ricerca di quello più rapido più efficiente. Dalla tavola unica (sulla quale realizzo layout, matita e china), alla matita su di un foglio a parte e china definitiva su tavolo luminoso, fino al layout rifinito e ingrandito con ripasso a china su tavolo luminoso… E poi i materiali: china a pennello, china con pennino, pennarelli, pennarelloni, carta ruvida, liscia… non sono ancora passato al digitale ma sarà una delle prossime tappe. Non utilizzo prodotti particolari, quelli che trovo facilmente nelle cartolerie.


Razo, il protagonista del prossimo albo della collana
disegnato da Matteo Mosca.
(cliccate sull'immagine per ingrandirla)

Tendo anche a non usare molti "trucchi del mestiere", per una sorta di sfida con me stesso. Preferisco rifare un disegno piuttosto che fotocopiarlo o disegnare un palazzo anche con qualche magagna, invece che adattare una fotografia, con la convinzione che, dai e dai, il prossimo verrà sempre meglio!

► Siccome, evidentemente, punti al titolo di "disegnatore più presente sulla collana", so che sei già al lavoro su di una nuova Storia, ideata da Fausto Vitaliano, ambientata nella Russia dei primi del Novecento. Dacci qualche anticipazione, riguardo questa "gelida" avventura…

Beh, uno si deve porre degli obiettivi, nella vita, e il titolo di "disegnatore più presente sulla collana" non è cosa da poco, in effetti! Scherzi a parte, se per raccogliere la documentazione su Roma del diciannovesimo secolo ho fatto fatica, per trovare un minimo di materiale visivo sulla Russia imperiale di inizio novecento sto impazzendo: spulciare su Internet siti in cirillico è un incubo, per me!

A fare da sfondo alla storia sceneggiata da Vitaliano c'è una guerra misconosciuta, come quella Russo-Giapponese del 1904-1905. In questo contesto si animano intrighi e manovre ammantate di patriottismo e si muovono eroi piccoli, improbabili e dal grande cuore. Cosa si può chiedere di più?

a cura di Luca Del Savio