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Anteprima Dampyr

Que viva Mexico!

Il 22 ottobre arriva in edicola il decimo Speciale Dampyr, con un'avventura pensata per essere pubblicata in coincidenza con il centenario della rivoluzione messicana!

Lo Speciale Dampyr 10 è in uscita il 22 ottobre e, per ricordare la ricorrenza della Revoluciòn del Messico, contiene un'avventura – scritta dal giallista Antonio Zamberletti (già visto all'opera su Zagor) e visualizzata dal vigoroso segno del duo Marco Santucci/Patrick Piazzalunga – che porta Harlan sulle terre in cui hanno vissuto la loro epopea ribelle Pancho Villa e Emiliano Zapata!

Un racconto tutto da scoprire, che ci viene presentato dalle parole di Mauro Boselli.


Il Dampyr di Marco Santucci e Patrick Piazzalunga.

Su una delle pareti del mio studio, campeggia una grande fotografia in bianco e nero, raffigurante una splendente locomotiva a vapore coperta di uomini con grandi sombreros bianchi, cartucciere sul petto, fucili Mauser imbracciati e negli occhi gli sguardi seri dei contadini. La foto è di Augustìn Casasola e la didascalia recita “Cuernavaca, Morelos, 1914”. Ho sempre sentito con forza il fascino sovversivo e anarchico, vitale e confusionario della Rivoluzione Messicana. A differenza della quasi contemporanea Rivoluzione Russa – che aveva alle spalle il cosiddetto socialismo scientifico di Karl Marx, le complesse analisi sociali ed economiche di menscevichi e bolscevichi, le razionali intelligenze dei vari Kerensky, Lenin, Trotsky, con i loro occhialini tondi e i loro crani lucidi –, quella messicana appariva molto più sanguigna e calorosa, anzi, accaldata, come i peones al lavoro sotto il sole cocente del Messico.

I suoi simboli vitali non erano borghesi e intellettuali; il benintenzionato Madero non scaldò mai il cuore del popolo come fecero invece i due eroi più rappresentativi della Revoluciòn: Emiliano Zapata, il fiero e cocciuto campesino di Morelos, e Pancho Villa, il bandito dal gran cuore e dalla pistola pronta. Entrambi con sangue indiano nelle vene, entrambi più grandi del vero, seppure umani e persino troppo umani nelle loro virtù e nelle loro debolezze, erano però fatti della stoffa degli eroi, come Garibaldi e il Che: accesero la ribellione, ma anche l’immaginazione, fino ad assurgere al mito e all’epopea nelle canzoni popolari e nel cinema di Hollywood.

In questa storia, però, non li troverete. Antonio Zamberletti ha scelto, come spesso accade in Dampyr, un episodio marginale della grande Revoluciòn, raccontandolo con il giusto mix di commozione e grinta, e, soprattutto, con l’abilità nel mettere in scena l’azione che gli deriva dal suo passato di agente di polizia e di scrittore di romanzi gialli (meritevoli di lettura i suoi libri sul detective privato Torres, editi da Todaro). Nelle scene action, naturalmente, lo "Zamba" è stato brillantemente coadiuvato dalle dinamiche tavole della collaudata coppia Santucci-Piazzalunga, i quali, con questo Speciale, firmano forse il loro capolavoro dampyriano.

Viva Villa! Viva Zapata! Viva la Revoluciòn!

Mauro Boselli