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Anteprima Martin Mystère

Oscar Wilde ad Altrove!

Torna l'annuale appuntamento con le storie ambientate nel passato della "mysteriosa" base segreta e dei suoi agenti. Abbiamo intervistato Carlo Recagno, pronto a svelarci tutti i segreti del nuovo albo!

Il 26 settembre, arriva in edicola il diciassettesimo albo di Storie da Altrove, la collana dedicata alle tante avventure che hanno caratterizzato il passato dell'ormai celeberrima base, i cui agenti si trovano ad affrontare l'ignoto, il soprannaturale e l'inesplicabile! Carlo Recagno, autore dei testi di "Coloro che vivono di morte" (questo il titolo della nuova uscita), ci racconta cosa ci attende tra le pagine del racconto di quest'anno.

► Domanda di rito: dove e quando ci porti, stavolta, con la nuova uscita di Storie da Altrove?

Quest’anno Storie da Altrove ci porta negli Stati Uniti, nell’anno di grazia 1882, dove un giovane Oscar Wilde sta tenendo un giro di conferenze.


Oscar Wilde.

Non è ancora uno scrittore famoso, la sua carriera letteraria è appena agli inizi, tuttavia in Inghilterra è uno dei rappresentanti più in vista del movimento degli Esteti, ed è già un personaggio popolare, grazie anche alla sua assidua frequentazione dei salotti che contano (se fosse un personaggio dei nostri tempi, sarebbe uno di quegli ospiti frequenti dei talk show televisivi che tutti conoscono ma nessuno ricorda cosa fa nella vita).

La sua notorietà ha appena raggiunto anche il Nuovo Mondo, e l’impresario teatrale Richard D’Oyly Carte, fiutando l’opportunità, gli ha proposto un tour; Wilde ha subito risposto: “Perché no? Se il prezzo è buono!”. Doveva essere un giro di pochi mesi, e invece durerà quasi un anno, poiché Wilde era un istrione, sapeva reggere bene il palcoscenico, ed era diventato subito richiestissimo in tutti gli stati dell’Unione, nonché in Canada.

► Come è nata l'idea di coinvolgere Oscar Wilde in un'avventura ai confini dell'impossibile come "Coloro che vivono di morte"?

Wilde è uno di quei personaggi che, nel corso degli anni, sono diventati “multimediali”, e sono diventati protagonisti di opere di fantasia. È comparso assieme a Sherlock Holmes in alcuni “apocrifi sherlockiani”, una volta ha fatto da “guest star” in un noto telefilm western negli anni Cinquanta (“Have Gun, Will Travel”), e di recente ha assunto i panni del detective in una serie di romanzi in cui compaiono anche altri personaggi del suo tempo (come Sir Arthur Conan Doyle).

In fondo, era il candidato ideale per una “Storia da Altrove”; anzi, in realtà ho avuto una mezza idea di usarlo sin da quando l’avevo inserito in un’avventura di Martin Mystère (“Homunculus”, n. 293). È un personaggio per certi versi “larger than life”, e molto divertente da scrivere.

► Sfogliando le tavole dell'albo, qui in redazione, ci sembra che l'avventura sia infarcita di numerosi elementi fantastici, di diversa origine e ispirazione... Ci abbiamo trovato un po' di Lovecraft, ma abbiamo notato anche la presenza di una misteriosa squadra di agenti mascherati: chi sono?

Alcune atmosfere e creature, in effetti, sanno un po' di “lovecraftiano”, soprattutto nel teaser all’inizio dell'avventura, ma quanto basta, senza esagerare.


Una creatura "lovercraftiana".
(cliccate sull'immagine per vederla interamente)

Gli agenti di cui parli sono una squadra speciale di commandos specializzati nel sovrannaturale, e che hanno un abbigliamento molto steampunk. In questa storia agiscono da appoggio per il vero agente di Altrove che fa da coprotagonista del racconto, ovvero Olimpia, l’affascinante donna-robot – comparsa già due volte nella serie, prima al fianco di Van Helsing contro Dracula (SdA n.9), e poi assieme ad Albert Einstein (albo n. 12). È un personaggio al quale sono affezionato, e non ho resistito alla tentazione di usarlo una volta anche in Martin Mystère (n. 292, per la cronaca).

► Stai sviluppando una sottotrama che unisce i vari racconti, oppure gli albi di Storie da Altrove rimangono certamente in continuità, ma non poi così stretta?...

La seconda che hai detto. Ci sono albi collegati tra loro, come i primi tre dedicati a Sherlock Holmes, che costituivano una vera e propria trilogia (e, parlando di Holmes, prima o poi ci sarà un seguito del suo incontro con Arsenio Lupin), ma nessuna sottotrama.

Ci sono sempre personaggi che ricorrono, e le cui apparizioni sono in genere collegate tra di loro, anche quando non sono in ordine cronologico. Per esempio, l’anno scorso ho fatto tornare Amanda e Bientot, i primi agenti di “Altrove”, e della loro avventura ho fatto a tutti gli effetti un “prequel” del precedente albo di cui erano stati protagonisti. Quindi si può dire che di sottotrame ce ne siano diverse, ma piccole, contenute.

Mi piacerebbe ripescare altri personaggi, come per esempio Svengali, il “cattivo” de “La Donna che Cambiò la Storia d’Italia”, che all’epoca non ho potuto sviluppare quanto avrei voluto, e che potrebbe avere ancora molte cose da dire.

► Dacci un indizio: a quali film, telefilm, fumetti o cartoni animati hai strizzato l'occhio, stavolta? È ben nota la tua passione per citazioni e inside joke: ce ne sveli in anteprima qualcuno?

Già, ormai le strizzate d’occhio sono un appuntamento fisso e irrinunciabile, e in giro per “Altrove” si trovano sempre personaggi e cose più o meno bizzarri che provengono da ogni angolo del tempo e dello spazio.

Quest’anno scopriremo che il professor Higgins di “My Fair Lady” è un consulente della base segreta, e che il comandante tiene nel suo ufficio un ritratto del Comandante Mark, più “trofei” insoliti come un'arma a raggi muviana, simile a quella di Martin Mystère, e la scure di Zagor, nonché un modellino della macchina del tempo di Wells (o, meglio, del film di George Pal del 1960).

Inoltre, se aguzzate la vista, da qualche parte dovrebbe esserci un Tardis. Come si fa a stare senza un Tardis?, dico sempre.


Il soggetto de "L'Urlo" di Munch in salsa d'Altrove.

Naturalmente, inoltre, Olimpia (personaggio "citazionista" fin dal nome di battesimo: andatevi a rileggere come si chiamava la bambola meccanica di cui si innamora il protagonista di "L'orco insabbia", di E.T.A. Hoffmann... n.d.r.) – nella sua forma robotica – è basata sulla Maria di “Metropolis”, di Fritz Lang; e, se ci fate caso, le creature che compaiono in copertina sono una versione “mostruosa” de “L’Urlo” di Munch.

► Ai disegni, troviamo l'inedita coppia formata da Antonio Sforza (alle prese con la sua storia bonelliana più corposa) e dal veterano di Martin Mystère Giovanni Romanini: come si sono divisi i compiti, nel corso della lavorazione?

L’apporto di Giovanni in realtà è limitato: ha dato una mano ad Antonio per stare nei tempi, ripassando a china una ventina di pagine. I loro stili, per fortuna, sono perfettamente compatibili, e tutto fila liscio come l’olio, senza che si noti nessuna differenza (anche se un occhio esperto probabilmente riconoscerà le tavole inchiostrate da Romanini).

► Per chiudere, l'immancabile domanda che apre una porticina sul futuro: a cosa stai lavorando, attualmente? E cosa accadrà, sulla serie del Detective dell'Impossibile, da qui a fine anno?

Come dicevo, prima o poi realizzerò un seguito all’incontro tra Sherlock Holmes e Arsenio Lupin, raccontando come il Detective e il Ladro Gentiluomo, dopo anni di scontri, si siano ritrovati a lavorare assieme durante un caso di spionaggio agli albori della Prima Guerra Mondiale. Vorrei includere nella vicenda anche un altro personaggio letterario, all’epoca ancora molto giovane, ma che in seguito si stabilirà a New York e diverrà un noto investigatore privato, amante delle orchidee e della buona cucina (si accettano scommesse sulla sua identità).

Sulle pagine di Martin Mystère vedremo, tra breve, il ritorno di un personaggio molto amato dai lettori, e cioè quel “Za-Te-Nay” che assomigliava incredibilmente a un noto Spirito con la Scure (e chi potrebbe essere? Mah!), e la cui vicenda è rimasta per anni irrisolta. Questa volta daremo le risposte, se non a tutte, a molte delle questioni lasciate in sospeso, sempre a opera di Alfredo Castelli e Franco Devescovi (con un aiutino di Mirko Perniola e del già menzionato Romanini).

Segnalo, inoltre, l’Almanacco del Mistero 2015 (in uscita a novembre), con una nuova storia “anni trenta” in cui Alfredo si è sbizzarrito, scatenando la sua vena comica (dal momento che da anni io l’ho “spodestato” dagli Speciali estivi); ai disegni, naturalmente, Giancarlo Alessandrini!

a cura di Luca Del Savio