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Intervista Tex

L'ambasciatore texiano!

Abbiamo incontrato Pasquale Del Vecchio per farci raccontare un po' della sua carriera e dei suoi recenti viaggi in Europa, portando con sé il vessillo di Tex!

► Il tempo passa, caro Pasquale, e ridendo e scherzando è già qualche annetto che fai il mestiere di fumettaro... Quanto sembrano lontani i tuoi esordi e quale esperienza o quale incontro ricordi come fondamentale per la tua carriera?

Eh, sì, sono trascorsi più di vent’anni! Dal lontano 1992, quando ho cominciato con il mio primo albo di Nick Raider, ne è passato di tempo... In questi anni le persone che ho incontrato e hanno contribuito ad arricchirmi dal punto di vista professionale sono tante, ma fra tutti vorrei ricordare i componenti del Comix Studio. Entrare in uno studio di grandi professionisti e avere la possibilità di lavorare al loro fianco ha sicuramente giovato tanto alla mia formazione. Crescere con i consigli di Carlo Ambrosini, Enea Riboldi e Giampiero Casertano è stata sicuramente una bella fortuna.

► C'è una storia, delle tante realizzate per Nick Raider, Zona X, Napoleone o Tex, alla quale sei particolarmente attaccato?


Napoleone disegnato da Pasquale Del Vecchio.
(cliccate sull'immagine per visualizzare la tavola)

Sono molto affezionato al mio primo albo di Napoleone ("Il cavaliere senza nome"), sceneggiato da Ambrosini, che mi ha particolarmente stimolato dal punto di vista grafico. In generale, ho trovato tutta l’esperienza su Napoleone molto importante per la mia crescita professionale.

► Nel passaggio dalle ambientazioni urbane contemporanee di Nick Raider e Napoleone alla Frontiera del Ranger, cos'è cambiato nel tuo modo di disegnare? Quali sono state le maggiori difficoltà che hai incontrato, affrontando un personaggio come Tex?

La difficoltà principale è stata la gestione dei grandi spazi delle ambientazioni western. All’inizio, quei cieli bianchi e assolati, abituato a disegnare paesaggi urbani, mi davano un senso di vuoto. Poi anche un po’ tutto l’armamentario western: cappelli, cinturoni, selle, finimenti dei cavalli, stivali. Ben presto, però, mi sono trovato a mio agio, grazie anche alla mia vecchia e mai sopita passione per il genere, essendo cresciuto con i fumetti di Gino D’Antonio, Giovanni Ticci e Ivo Milazzo. Ho anche cercato di sporcare un po’ di più il mio segno, forse troppo pulito per le polverose praterie o per descrivere l’anatomia dei cavalli… ma non credo di esserci riuscito pienamente.

► Oggi, si può dire che Tex ti sia entrato quasi sotto-pelle, tanto che ti ritroviamo spesso ospite di manifestazioni internazionali, a interpretare il ruolo di "ambasciatore texiano": come è andata, quest'anno, al festival di Makarska, ad esempio? Com'è stata l'esperienza?

Si, è vero. Ultimamente, grazie a Tex, sto andando in giro per varie manifestazioni di fumetti. Incredibile constatare ogni volta la grande notorietà che riscuote il nostro Ranger. A Makarska (il Mafest festival stripa, svoltosi dal 19 al 25 maggio scorso) mi sono trovato davvero molto bene: un’accoglienza straordinaria, un pubblico molto caloroso, senza trascurare la bellezza del luogo. Davvero una bellissima manifestazione. Ringrazio ancora gli organizzatori per la loro gentilezza e la loro simpatia.

► E quale sarà la prossima tappa delle tue peregrinazioni europee?


Illustrazione per la locandina dell'evento portoghese.
(cliccate sull'immagine per visualizzarla interamente)

La prossima tappa è giusto dietro l'angolo: a ferragosto andrò in Portogallo, ad Anadia, dove si festeggia l’anniversario del Clube Tex Portugal. Ci sarà anche una mostra di disegni in un luogo molto bello e suggestivo.

► Quali pensi siano le caratteristiche che rendono Tex così amato anche in Paesi così distanti dal nostro?

Le stesse che lo hanno reso famoso e longevo anche qui in Italia: la sua simpatia innata. L’essere il paladino delle giuste cause, il rappresentare, in maniera originale, i topoi del classico cinema western degli anni d’oro, che credo abbia ancora un gran numero di estimatori.

► È un po' che non ti vediamo apparire sul mensile: a cosa stai lavorando, attualmente?

Ora, dopo la parentesi di un lavoro realizzato per Glènat in Francia, sono all'opera su di un Color Tex scritto da Roberto Recchioni. Una storia avventurosa e piena di colpi di scena!

a cura di Luca Del Savio