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Intervista Le Storie

Un Casertano... Speciale!

Il 10 luglio approda in edicola il primo Speciale Le Storie, interamente a colori! Abbiamo incontrato il disegnatore, Giampiero Casertano, per farci raccontare i segreti della lavorazione dell'albo.


Giampiero Casertano

Per i lettori appassionati da tanto tempo dei fumetti Bonelli, quello di Giampiero Casertano è un nome che evoca molti ricordi e tanti albi indimenticabili.

Dagli esordi, negli anni '80, su Martin Mystère (tra le cui tavole abbiamo assistito alla rapida maturazione del suo talento) fino alla consacrazione tra le pagine di Dylan Dog (una storia per tutte: "Memorie dall'invisibile") e all'ulteriore evoluzione del suo segno, che l'ha portato, in tempi più recenti, a essere scelto per inaugurare la collana Le Storie e persino per disegnare un'avventura del Ranger, pubblicata sul quarto Color Tex.

Oggi, Casertano è pronto per tenere a battesimo una nuova iniziativa, firmando i disegni di "Uccidete Caravaggio!", il primo speciale – interamente a colori! – della collana Le Storie!

► Ti sei sentito investito di una particolare responsabilità, nel realizzare i disegni dello Speciale o, ormai, data la tua lunga carriera, l'emozione del debutto non si sente più?

La responsabilità di cui mi sento investito la sperimento tutte le mattine di fronte al foglio bianco, quando dal nulla devo realizzare qualcosa di bello da vedere, coerente col testo ed efficace nella sua trama narrativa. Diciamo che è come un debutto sperimentato, ma sempre emozionante per la sfida che ti attende.

► Non sei nuovo alle storie in costume: ti piace realizzarle? Come ti documenti, per calarti nell'epoca che devi rappresentare?

Le storie in costume, ma in generale la Storia raccontata, sono argomenti che mi hanno sempre appassionato molto fin da bambino, forse perché sentivo che quei fatti c'entravano con me.


Un febbricitante Michelangelo Merisi
(cliccate sull'immagine per visualizzare la tavola)

Per realizzare fumetti di questo genere, la documentazione diventa fondamentale perché non posso improvvisare ciò che non conosco e poi è proprio l'occasione per imparare e arricchirsi. Si "ruba" da tutto: film, libri, stampe, quadri, fumetti...

► Nel caso di questa storia, scritta da De Nardo, che documentazione hai utilizzato per ritrarre Caravaggio? Come hai immaginato le espressioni e gli atteggiamenti del corpo di Michelangelo Merisi?

Dopo aver visionato alcuni film sull'argomento, mi sono ispirato principalmente allo sceneggiato Rai "Caravaggio" del 2008, interpretato da un bravo Alessio Boni, straordinariamente somigliante al grande pittore. Il tutto coadiuvato dalla visione dei celebri quadri, stampe eccetera, con l'aggiunta dei fumetti, principalmente quelli di Carlos C. Gomez. L'immaginazione ha fatto il resto.

► Sapendo che la storia sarebbe stata colorata, hai affrontato diversamente il lavoro su quest'albo?

In realtà, la storia è stata pensata fin dall'inizio in bianco e nero, ma credo che l'avrei realizzata così anche se avessi saputo in anticipo che sarebbe poi diventata a colori. Una menzione particolare la merita la brava colorista Arianna Florean che ha dato un contributo fondamentale per la riuscita del racconto: documentata, puntuale, efficace e personale nel taglio cromatico delle atmosfere e nelle invenzioni apportate. Di gran lunga il miglior lavoro a colori che le mie tavole abbiano sperimentato.


Colori di Arianna Florean
(cliccate sull'immagine per visualizzare la tavola)

► Lavorando per una collana come Le Storie, che permette di pubblicare avventure di vari generi, se potessi scegliere, che tipo di racconto ti piacerebbe visualizzare?

Mi stuzzicherebbe esplorare il periodo dell'antica Roma, oppure il seicento piratesco... ce ne sarebbero tante di storie...

► Cosa c'è adesso sul tuo tavolo da disegno? Sei alle prese con una delle storie del "nuovo ciclo" di Dylan Dog?

Attualmente sto lavorando a una storia che proietta il nostro Dylan nel futuro... chissà come sarà, fra una trentina d'anni...? Non farmi dire di più!...

a cura di Luca Del Savio