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Intervista Lukas

Massimiliano Bergamo: Obbiettivo Lukas!

Il terzo numero della miniserie di Medda e Benevento è arrivato in edicola e noi abbiamo voluto farci portare dietro le quinte dal disegnatore dell'albo, al suo esordio in casa Bonelli.

Da oltre un decennio, il padovano Massimiliano Bergamo lavora nel mondo della grafica e del fumetto, ma solo oggi, con l'arrivo in edicola di "Sacrificio" – numero 3 di Lukas – fa il suo debutto tra i collaboratori delle nostre collane. Sfogliando le pagine dell'albo, abbiamo conosciuto un segno curato, dinamico e incisivo; intervistando Massimiliano, abbiamo incontrato un disegnatore estremamente focalizzato sul suo lavoro, attentissimo ai dettagli e severo (severissimo!) giudice di sé stesso. Ecco cosa ci ha raccontato, di sé, dei suoi trascorsi e del numero di Lukas attualmente in edicola.

► Come è iniziata la tua carriera nel mondo del fumetto e qual è stato il percorso che ti ha portato fino all'ingresso nello staff di Lukas?


Autoritratto

Per come intendo la parola “carriera”, la mia è cominciata esattamente il 23 Maggio 2014, qualche giorno fa, con l'uscita del numero di cui stiamo parlando. Prima di questo, sono passato per esperienze di realizzazione di fumetti digitali animati, formazione informatica/grafica/web, insegnamento e coordinamento in diverse scuola di fumetto nel veneziano e a Padova. A un certo punto però, ho mollato tutto il superfluo, e ho cominciato a disegnare e basta.

Da quel momento in poi ho realizzato "Malasorte", per Arcadia (che mi è valso il Premio Boscarato, “Autore Rivelazione dell'Anno”, al Treviso Comic Book Festival 2011), il quarto numero di "The secret" e il secondo di "Legion75", entrambi per Star Comics. Lungo il percorso ho incontrato Davide Aicardi, che al tempo sapeva del work in progress di Lukas da poco avviato.

Davide conosceva Michele Medda; ci ha messi in contatto. A tradimento. Sono stato incastrato!

Lo dico perchè io non mi sentivo ancora pronto ad un passo del genere, avevo bisogno di fare ancora pratica, prima di propormi a una casa editrice come Sergio Bonelli Editore. Ma quando sei al telefono con Michele Medda che ti chiede di disegnare una sua serie, mica gli puoi dire di no; ero un adolescente quando Nathan Never uscì in edicola e mi segnò nel profondo, quindi capite la mia situazione...

Quindi, ripeto: sono stato incastrato!

► Quali sono gli autori che influenzano maggiormente il tuo gusto, quelli che ti hanno aiutato nella maturazione del tuo tratto?

Quelli che mi hanno impressionato di più sono Sergio Toppi, Giorgio Cavazzano, Moebius, Frank Frazetta, Bill Sienkiewicz; a seguire Jorge Zaffino, John Buscema, Kent Williams, Dave McKean, Simon Bisley, Claudio Villa, Pino Rinaldi e Claudio Castellini, il primo Nicola Mari, Piero Dall'Agnol, Roberto De Angelis, Corrado Roi, Adam Hughes, Travis Charest... senza dimenticare Bonvi.


Cliccate sull'immagine per visualizzare lo sviluppo della tavola
dalla bozza, passando per la matita, fino alla china.

Poi altri meno, ma ce ne sarebbero ancora tanti. Un autore che non credo mi abbia influenzato nel gusto, ma che mi ha indicato chiaramente quale dovrebbe essere la strada su come fare fumetti, è Jacovitti.
Lui è, e sempre sarà, il mio numero 1.

La maturazione del tratto invece è avvenuta con il lavoro, soprattutto da quando sono su Lukas. Perché ho dovuto adeguarmi al livello qualitativo della Casa editrice, da un lato, e dall'altro conciliarlo con la mia intransigenza per i miei stessi risultati. Ho dovuto studiare un po' di storia della Casa editrice, e per quanto possibile analizzare l'approccio di alcuni disegnatori sul Bianco&Nero Bonelli; ho preso a riferimento nello specifico alcuni aspetti di Giovanni Ticci, Corrado Mastantuono, Dall'Agnol e Massimo Carnevale, e li ho messi a confronto incrociato con due autori storici che ho fissato come cardini fondamentali per questa ricerca, cioè Alex Raymond e Alex Toth. Inevitabilmente, questo mi ha costretto a rimettere in discussione tutto il mio disegno, e a ri-analizzarlo a raggi X da capo a piedi; ne avevo una visione molto ingenua. Tutt'ora quindi, sono all'inizio di un percorso.

► Negli scorsi mesi, preparando il sito del personaggio e le notizie riguardanti il lancio di Lukas, mi sono imbattuto in molti tuoi disegni preparatori. Mi sembra che ti sia fatto particolarmente coinvolgere da questo lavoro...

Coinvolgere non è la parola giusta; quello che faccio è impegnarmi per essere all'altezza dell'aspettativa di qualità che ho sull'albo, una volta che uscirà in edicola. Il mio obbiettivo è dare una netta soddisfazione visiva ed emotiva, a chi lo compra, esattamente come succedeva a me quando da ragazzo compravo un Nathan Never di De Angelis, o un Dylan Dog di Bruno Brindisi, o sfogliavo il Tex di Fabio Civitelli appena portato a casa da mio padre. Voglio che il lettore sia soddisfatto, e non che compri quello che faccio solo per non mancare uno dei numeri della miniserie.

► Cosa ti attrae maggiormente e quali pensi possano essere i punti di forza della serie di Michele Medda e Michele Benevento?

Quanto a quello che mi attrae in Lukas, non sono mai stato un grande fan di tematiche "zombesche"; sono più un amante della fantascienza, ma mi piacciono molto i lati fantastici e mostruosi della serie; credo che fonderli con un'ambientazione contemporanea (che potrebbe essere la nostra realtà) crei uno di quei cocktail che danno una precisa personalità a una storia, e questo mi piace.


I vari stadi di realizzazione della copertina

I punti di forza li abbiamo nella firma autorevole di Medda, nel taglio da Serie TV moderna che ha voluto infondere, e in un incastro narrativo a colpi di flashback che... acc... purtroppo non posso dire di più perché siamo solo al n°3! Poi abbiamo un team di disegnatori giovani, tutti con personalità diverse l'una dall'altra, e l'insieme ricchezza/bravura/modernità del tratto di Michele Benevento (col quale tutti noi altri siamo stati costretti a fare i conti). A Michele va anche il merito di aver realizzato copertine dal grande impatto visivo. E a Lorenzo De Felici quello di averle esaltate con una modernissima colorazione.

► "Sacrificio", terzo albo della collana, segna il tuo esordio bonelliano: com'è andata la lavorazione? Ti sei mosso con sicurezza o hai trovato difficoltà a entrare in sintonia con la storia?

La sintonia con la storia c'è stata subito, ma la lavorazione è stata molto impegnativa; per quasi tutto il lavoro sono stato accompagnato dall'ansia da prestazione da primo numero, complice la poca esperienza, da una parte, e il cambio di consapevolezza sul disegno di cui parlavo prima, dall'altra. Poi mi son dovuto – giustamente – limitare parecchio nel chiedere informazioni a Medda e Benevento (cosa che mi è pesata molto), perché sono sempre stati notevolmente impegnati a seguire tutti i disegnatori della serie; tranne uno o due, siamo tutti giovani e con poca strada alle spalle, quindi abbiamo bisogno di molte informazioni.

► Tra le pagine che hai voluto condividere con i nostri lettori, ce ne è una che mostra un netto cambio d'idea riguardo il mostro che Lukas si trova a sfidare nel corso della storia: a cosa è dovuto?

Il cambiamento sul mostro, dal braccio normale al tentacolo con occhio incorporato nell'”artiglio”, è legato a una incoerenza di cui ci si è accorti nella fase iniziale di revisione dell'albo. A pagina 54 dell'albo, vediamo un'apertura nella parte alta della cella dove vengono tenuti i prigionieri che Lukas deve liberare. Il mostro non avrebbe potuto passare per un'apertura del genere (nonostante il gioco prospettico dell'inquadratura), scendere nella cella e, senza fare alcun rumore, “prendere” un prigioniero di volta in volta. È stato necessario quindi trovare una soluzione e si è giunti al braccio-tentacolo, che il mostro può allungare attraverso l'apertura per afferrare un prigioniero, stritolarne le carni e frantumarne le ossa, ridurlo ad un informe ammasso sanguinolento... come potete vedere, Michele Benevento, che è notoriamente conosciuto per il suo sadismo, si è divertito ad inventarlo.


Il "mostro" visto da Michele Benevento, nella sua prima rappresentazione priva di braccio tentacolare.

► L'aspetto della città di Lukas è frutto di un cocktail di architetture urbane dalle origini più disparate: quali scorci possiamo riconoscere in questa terza uscita? Troviamo anche qualche angolo della tua Padova?

Di Padova non c'è assolutamente niente, ma le architetture sono state ispirate dalle città del Nord Europa, Oslo in particolare. Detto questo, ho cercato di disegnare case e palazzi estrapolando la maggior parte delle caratteristiche da scatti fatti con StreetView di Google (che mi ha dato una mano infinita), ma non ho copiato nulla in maniera “pari-pari”. L'intento era quello di trasmettere delle precise caratteristiche architettoniche, non di ambientare il numero a Oslo, o a Berlino, o un'altra specifica città... Volevamo solo che sembrasse una città del Nord-Europa, appunto. In questo senso, i tetti molto spioventi dovrebbero averci aiutato a raggiungere l'obbiettivo.

► Dopo la minaccia in "stile minotauro" di quest'albo, puoi svelarci quale mostruosa creatura stai animando nella storia a cui stai lavorando attualmente?

Non voglio né posso fare spoiler, perché sto disegnando proprio l'ultimo numero della prima stagione, il dodicesimo. Quindi dico solo che, nella piena tradizione di questa miniserie che i lettori stanno pian piano imparando a conoscere, ci saranno scene forti. Ma forse posso osare un po' di più e dire... A PIENE MANI!

a cura di Luca Del Savio

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Massimiliano Bergamo all'opera.