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Intervista

Un futuro Stellato!

Un nuovo tratto caratterizza l'albo di Nathan Never in edicola a maggio: quello della disegnatrice salernitana Lucilla Stellato, al suo esordio bonelliano.

Dopo numerose esperienze nel mondo del fumetto nostrano, Lucilla Stellato è pronta a esordire in Casa Bonelli, con l'albo di Nathan Never in uscita il 17 maggio, "Sulle orme di Temujin". Nell'occasione della pubblicazione di questo ultimo capitolo della trilogia dedicata al Clan Dayma, architettata da Alberto Ostini, abbiamo incontrato la disegnatrice salernitana, per conoscerla meglio e farle svelare qualche segreto del suo mestiere.


► Presentati ai nostri lettori, raccontaci come ti sei avvicinata al fumetto e quali sono stati gli artisti che più hanno influito sul tuo modo di disegnare?


Autoritratto

Sono una lettrice di fumetti da sempre e, sicuramente, gli artisti che mi hanno più influenzata sono i disegnatori realistici e dalla cosiddetta “linea chiara”. Un tratto il più possibile pulito e una certa attenzione ai dettagli sono due caratteristiche del mio stile di disegno che credo dipendano dal mio modo di osservare e interpretare la realtà. Inevitabile, quindi, che trovassi dei forti punti di riferimento in alcuni miei stimati colleghi e concittadini, come Roberto De Angelis, Bruno Brindisi e molti altri esponenti della cosiddetta “Scuola Salernitana”, o in maestri come Vittorio Giardino ed Ernesto Garcia Seijas, giusto per fare qualche nome… In realtà, l’elenco è lungo e comprende anche altri bonelliani, alcuni autori che lavorano per il mercato francese e qualche mangaka.

► Quali sono le tue esperienze nel mondo dei fumetti e come sei arrivata a lavorare per Nathan Never?

Dopo la fine dei corsi alla Scuola Italiana di Comix di Napoli e durante gli anni in cui lavoravo per le edizioni scolastiche, mi dedicavo con continuità a realizzare diverse tavole di prova per alcune serie finché non sono entrata nello staff di "Unità Speciale" per l'Eura Editoriale. In coppia con Daniele Statella, ho realizzato il quinto e il decimo albo della serie. Contemporaneamente cominciai anche a lavorare per Giuseppe di Bernardo (disegnando due albi de "L'Insonne", pubblicato da Edizioni Arcadia). In seguito ho avuto modo di mostrare i miei disegni a Federico Memola e, per le Edizioni Star Comics, ho collaborato alla realizzazione di una storia per l’Extra 3 di "Jonathan Steele" e ho disegnato un episodio per "Agenzia Incantesimi". Sempre con Memola ai testi, ma per le Edizioni Arcadia, ho disegnato una storia de "La Stirpe di Elan" apparsa su "Arcadia Presenta" numero 1.


Nathan, May e Branko nell'intepretazione di Lucilla
(cliccate sull'immagine per ingrandirla)

Successivamente, ho partecipato al progetto "Nero Napoletano", per la Scuola Italiana di Comix, Corriere del Mezzogiorno e Napoli Comicon, quindi sono entrata nello staff della serie Kepher, di nuovo per Star Comics.

Nel mentre, ero già entrata in contatto con Antonio Serra, al quale inviavo, di tanto in tanto, studi sui personaggi principali di Nathan Never, finchè non ho realizzato le tavole di prova e sono stata accolta nello staff.

► È stato difficile avvicinarti all'Agente Speciale Alfa? C'è stato qualche autore in particolare che hai usato come riferimento per visualizzare il "tuo" Nathan?

Innanzitutto devo dire che sono contenta di lavorare per una serie di fantascienza, dal momento che si tratta di un genere letterario e cinematografico che mi ha sempre appassionato tantissimo.
Si tratta di una serie caratterizzata da un universo complesso e da una continuità serrata, quindi adesso, più di prima, mi tengo aggiornata sui vari avvenimenti e le varie dinamiche in cui vengono coinvolti tutti i personaggi. Sicuramente mi ci è voluto un po’ di tempo per familiarizzare con il protagonista. Nonostante già conoscessi abbastanza bene sia lui che la sua storia, nel momento in cui mi sono trovata a doverlo interpretare l’ho dovuto anche un po’ “riscoprire” e comprendere meglio.

Per quanto riguarda la caratterizzazione fisica ho cercato, quanto più possibile, di non avere un unico autore di riferimento per rendere al meglio la sua fisionomia. Ho cercato di trovare il “mio” Nathan attraverso la pratica continua e il disegnarlo ripetutamente, in diverse situazioni. Il mio obiettivo era riprendere un po’ l’aspetto “classico” del personaggio, l’impostazione iniziale. Inevitabile, quindi, l’aver dato un’occhiata al Nathan di Castellini, del primo De Angelis… apprezzo molto anche l'interpretazione di Ivan Calcaterra. Il suo Nathan lo trovo molto bello.

► Qual è il tuo approccio alla tavola e come organizzi il tuo lavoro (metodologia, tempi, strumenti)?


Cliccate sull'immagine per visualizzare l'animazione

I miei tempi di lavoro sono abbastanza variabili, influenzati da vari fattori (difficoltà della tavola in primis, eventuale documentazione da fare, altri impegni nell’arco della giornata).

Sono abbastanza metodica e generalmente preferisco procedere “per sequenze”: trovo sia il modo migliore per riuscire a raccontare una storia.

Dapprima leggo e rileggo bene le pagine di sceneggiatura corrispondenti a una certa sequenza e realizzo un layout veloce (solo indicativo e molto schematico) di tutte le tavole, in modo da farmi una prima idea su quali inquadrature usare e su come “organizzare” ogni tavola.
Poi procedo con la ricerca di eventuale materiale per la documentazione riguardante ambienti, oggetti, pose particolari eccetera. Dopodiché inizio a realizzare le matite. In caso di scene più complesse non disegno direttamente sulla tavola, ma su altri fogli, per poi ricalcare al tavolo luminoso.

Per inchiostrare i disegni faccio uso di svariati tipi di pennarelli e di penne-pennello con inchiostro di china. Inchiostro l’intera tavola in maniera tradizionale, quindi, per poi scansionarla e, tramite lavoro al PC, apportare eventuali ritocchi o correzioni nonché aggiungere dei particolari (scritte o qualche retino, laddove serva per ottenere certi effetti specifici).

► Come ti sei trovata alle prese con la sceneggiatura di Alberto Ostini?

Molto bene, direi! Ho letto anche le sceneggiature dei primi due albi della trilogia ("Operazione Luna" e "Il potere e la spada") prima di cominciare a lavorare al mio, proprio per aver un’idea più chiara dell’intera storia. La scrittura di Alberto mi è sembrata subito molto scorrevole, riuscivo subito a “visualizzare” chiaramente le scene descritte.

► Quali sono stati gli elementi del racconto che ti è più piaciuto disegnare? Quali pensi che siano i punti di forza di questa terza parte della trilogia dedicata al clan dei Dayma?

Probabilmente l’aspetto che ho trovato più interessante è stato l’aver dovuto tratteggiare vari tipi di personaggi femminili, donne più o meno giovani, con caratteri forti o ancora da formare, ma ognuna con un suo particolare vissuto personale alle spalle.


Una tavola con numerosi personaggi femminili
(cliccate sull'immagine per ingrandirla)

Mi sono divertita a disegnare le numerose scene in cui è presente Saikhan, ma anche le due sole tavole in cui compare Legs…

Senza contare poi la tematica della famiglia: credo che anche questo sia un elemento importante nella storia e non mi riferisco solo ai legami familiari tra i membri del clan, ai rapporti che intercorrono tra i personaggi di Branko, May e Kay o tra Nathan e la giovane Kezja…  non dico altro per non rivelare nulla!

► Ultima, classica domanda: a cosa stai lavorando, attualmente? Ti rivedremo presto alle prese con Nathan Never?

Sì, sono al lavoro su un albo sceneggiato da Mirko Perniola: si tratta di una storia quasi completamente ambientata nello spazio e trovo che la trama sia interessante. Come sempre, sto cercando di fare un lavoro al massimo delle mie possibilità per ottenere un buon risultato!

A cura di Luca Del Savio