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Intervista Zagor

Lo Zagor di Barison

Dalla Disney a Diabolik, dalla Francia a Darkwood: abbiamo incontrato Emanuele Barison, disegnatore che fa il suo esordio bonelliano tra le pagine del ventiseiesimo Speciale!

Il 26 marzo arriva in edicola lo Speciale numero ventisei dello Spirito con la Scure. La sceneggiatura di Moreno Burattini, ricca di atmosfera e di situazioni dal sapore horror, viene portata sulla tavola da disegno da un artista al debutto in casa Casa Bonelli: Emanuele Barison. Nato a Pordenone nel 1963, è attivo in campo fumettistico fin dai primi anni Ottanta. Nella sua lunga carriera ha creato Alex il Britanno (in coppia con il nathaneveriano Romeo Toffanetti), e vanta collaborazioni con Disney e Astorina, oltre alla pubblicazione di molti volumi realizzati per il mercato francese. In occasione dell'uscita dell'albo, abbiamo incontrato Barison che ha accettato di buon grado di rispondere a qualche nostra domanda.



Raccontaci come è nata la tua passione per i fumetti e come hai deciso di diventare un disegnatore.

Ti avverto, la risposta sarà lunga... Dunque, a casa mia sono sempre circolati i fumetti che allora si chiamavano "giornaletti". Mio padre e i suoi amici erano accaniti lettori di Tex, Diabolik e qualche fumetto di guerra, tipo "SuperEroica" e altri di cui non ricordo il nome. Quindi per me, allora ragazzino, era abbastanza facile ritrovarmi in mano qualcuno di questi albi e passare i pomeriggi a fantasticare. In più, ho sempre avuto un'accesa passione per il disegno e quindi mi mettevo a ricopiare le vignette o le varie copertine, in particolare quelle di Tex e alcune scene del mio preferito l'Uomo Ragno. Un bel giorno, mi arrivarono tra le mani alcuni albi di Zagor! Fu una folgorazione, finalmente avevo trovato il mio eroe! Lo vedevo come un misto tra Tarzan e l'Uomo Ragno stesso, oltretutto calato in un'ambientazione meravigliosa, Darkwood. E poi c'era anche il simpatico Cico, che serviva a sdrammatizzare alcune situazioni. Erano dei racconti di avventura allo stato puro, magistralmente disegnati da Gallieno Ferri... davvero mitiche, poi, le sue copertine! Iniziai così a pensare che, se qualcuno realizzava questi albi, lo faceva sicuramente come mestiere e se qualcuno dei miei amici voleva diventare pompiere, astronauta o addirittura sindaco, io volevo diventare disegnatore di fumetti!

Tra le tue varie esperienze professionali, vanti una lunga frequentazione del mercato francese. Come sei arrivato a Zagor?

Qui entra in campo Sergio Bonelli. Nel corso di ormai quasi trent'anni di carriera (sigh!), ho avuto modo di incontrare Sergio molte volte, spesso in Francia durante alcuni festival. L'argomento delle nostre conversazioni il più delle volte riguardava Tex. Si parlava infatti di realizzare uno speciale, ma, per un impegno o un altro, dovevamo sempre rimandare. Un bel giorno, qualche anno fa, lo anticipai dicendo che il personaggio "bonelliano" che avrei voluto disegnare in realtà era "nolittiano". Lui mi sorrise e capì...

Data la tua passione e la tua lunga frequentazione di Zagor come lettore, ti sei fatto un'idea di quali siano i segreti della sua longevità?

Zagor, assieme ai già citati Tex e Diabolik, è uno dei personaggi più longevi del fumetto italiano. Le sue storie presentano un giusto connubio tra vari generi, oltre al classico western di Frontiera propongono anche l'horror, il giallo e addirittura la fantascienza. Insomma, è un personaggio che può spaziare in tutte le dimensioni dell'avventura ed è questo, per me, il segreto del suo successo duraturo.

Il tuo segno è molto dinamico e la caratterizzazione dei tuoi personaggi è molto "muscolare": c'è stato un autore che più di altri ti è servito come riferimento per portare il "tuo" Zagor sulla tavola?

I disegnatori sono molti, sarebbe troppo lungo citarli. In questo momento mi vengono in mente Frank Frazetta, Neil Adams e naturalmente Gallieno Ferri, ed è proprio al Ferri dei primi dieci numeri che il mio Zagor fa riferimento; la caratterizzazione è sostanzialmente quella, con i capelli non troppo lunghi e un'ambientazione decisamente dark, che è la dimensione che mi è più congeniale.

A cosa stai lavorando, attualmente? Lo Speciale di quest'anno è stato un una tantum oppure gli appassionati zagoriani rivedranno il tuo tratto anche prossimamente, magari tra le pagine del mensile?

Dopo l'uscita in francia del mio albo "Orfea", pubblicato da Dargaud, sto terminado lo speciale estivo di Diabolik, che curo ormai da tredici anni. Ho iniziato, sempre sui testi di Moreno Burattini, un'altra storia di Zagor e vi assicuro che ne vedrete delle belle...

a cura di Luca Del Savio