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Auguri, Gallieno!

Il Maestro ligure, creatore grafico dello Spirito con la Scure, compie ottantacinque anni! Moreno Burattini, curatore di Zagor, ci racconta il suo rapporto speciale con Ferri.

UN MAESTRO PER AMICO
di Moreno Burattini


Il 21 marzo 1929 nasceva, a Genova, Gallieno Ferri. Il suo ottantacinquesimo compleanno lo vede ancora seduto al tavolo da disegno, intento a sfornare tavole e copertine di albi a fumetti. Anzi, proprio l’albo di Zagor datato marzo 2014 manda in edicola la sua copertina numero ottocento degli albi giganti Bonelli, a cui vanno aggiunte le centinaia realizzate per le serie a striscia.


La prima copertina di Zagor disegnata da Gallieno Ferri
(cliccate sull' immagine per ingradirla)

Nessun altro autore al mondo è stato ininterrottamente copertinista titolare di un personaggio per 53 anni di seguito, come Ferri per Zagor. Per non parlare della quantità straordinaria di pagine mandate in edicola, abbondantemente oltre le ventimila solo per lo Spirito con la Scure, dovendo considerare che quando Ferri iniziò, nel 1961, a disegnare le avventure del Re di Darkwood, era comunque già attivo dal 1949, avendo lavorato per l’editore De Leo in Italia e per Pierre Mouchott in Francia. Su quali e quanti siano i racconti della produzione francese non è mai stata fatta chiarezza, essendo così tanti da essere sfuggiti, per ora, a ogni tentativo di cronologia.

Non si tratta, però, soltanto di quantità. Ferri è anche il creatore grafico di un universo, quello zagoriano, che ha lasciato il segno nel cuore di tantissimi lettori in tutto il mondo. Tra questi, ci sono anch’io, che da bambino e da ragazzo sognavo a occhi aperti davanti alle copertine e alle tavole del Maestro ligure. “Non bisognerebbe mai conoscere di persona i propri miti”, suggerisce un luogo comune non del tutto infondato, dato che talvolta (per non dire spesso) gli artisti o i campioni dello sport, visti da vicino rivelano vizi e debolezze che l’aura di leggenda tiene nascosti.


Gallieno Ferri e Moreno Burattini stanno per intraprendere
una ardimentosa discesa in kajak.
(cliccate sull'immagine per ingrandirla)

Ma, fortunatamente, non sempre è così. A volte capita di incontrare in privato alcuni personaggi famosi che sono davvero come appaiono in pubblico, se non addirittura migliori. Uno di questi è appunto Gallieno Ferri. Oggi ho il privilegio di essergli amico e di poterlo considerare un secondo padre, ma già nel 1990, quando ebbi la fortuna di stringergli la mano la prima volta, ebbi l’impressione di conoscerlo da sempre.

Mi resi conto che Gallieno mi si era già presentato molti anni prima, quando avevo cominciato a leggere i suoi fumetti. Era accaduto attraverso i suoi disegni. Le sue tavole parlavano di lui, per lui, con lui. E lui incarnava Zagor, il mio personale eroe, la mia guida nel regno della Fantasia. L’amore per la natura, la disponibilità all’ascolto e al confronto, il fascino di un uomo dalle mille esperienze che vive sempre nuove avventure e a cui piace raccontarle, erano incarnate dal personaggio che avevo davanti e che si mostrava assolutamente cordiale, alla mano, semplice. Un atteggiamento che Ferri aveva con tutti. Ho avuto modo di frequentare il maestro di Recco andandolo a trovare a casa sua, ospitandolo, viaggiando insieme per il mondo per parlare dello Spirito con la Scure, ricevendo la sua visita in Redazione. E sempre, ogni volta, ho trovato conferma di quella prima impressione. Ferri dimostra la sua incredibile carica di umanità di fronte a chiunque incontri. Mi è successo così tante volte di vederlo dialogare come l’amico di sempre con dei perfetti sconosciuti, che dovrei smettere di meravigliarmene: non è così, perché ancora me ne stupisco.

Vederlo, poi, dà l’impressione di osservare lo Spirito con la Scure. La sovrapposizione iconografica di Ferri con il suo character è immediata, non ha bisogno di forzature. Da una parte c’è, inevitabilmente, la tendenza di ogni disegnatore di fumetti di dare alla sua creatura un po’ delle proprie sembianze. Aurelio Galleppini faceva invecchiare Tex insieme a se stesso, caratterizzandolo con le rughe che si vedeva nello specchio. Roberto Diso ha progressivamente trasformato Mister No in un suo sosia. Magnus ha fatto di Bob Rock la sua caricatura. Manara ha dato a Giuseppe Bergman il proprio volto. Nel caso di Ferri, però, c’è dell’altro e c’è di più. Gallieno assomiglia a Zagor anche nella purezza d’animo.


Il Maestro ritratto nella sua casa di Recco.
(cliccate sull'immagine per ingrandirla)

Se Nolitta aveva trasferito nello Spirito con la Scure il lato più ribelle (e talvolta collerico) del suo carattere, Ferri controbilancia addolcendo l’eroe con il suo sguardo aperto e il sorriso. Ma anche dotandolo di una fisicità che deriva non soltanto dalle letture del Tarzan di Burne Hogarth o del Flash Gordon di Alex Raymond, ma pure dalla propria passione per lo sport, il mare, la montagna, la natura.

Nato a Genova, praticamente su uno scoglio, il futuro maestro ha passato l’infanzia tuffandosi come i folli di Acapulco, e si è dedicato prestissimo alla vela, passando poi al canottaggio e al windsurf, senza tralasciare lo sci, altra sua grande passione. Gran camminatore, pagaiatore instancabile, ha lavorato una vita di fronte a una finestra da cui si godeva uno spettacolare panorama del golfo Paradiso, davanti a Recco. Gli bastava vedere le onde increspate dal vento giusto per piantare lì matita e pennello e scendere in spiaggia a tirar fuori il kayak o la tavola da surf. Durante uno dei suoi giri avanti e indietro da un capo all’altro della baia è persino stato inseguito dalla pinna di un pescecane ed è accorsa la guardia costiera per intimargli di rientrare e mettersi in salvo (il fatto è stato riportato sui giornali). Dopo il salto di una cascata nella discesa in canoa di un torrente, si trovò capovolto sotto il “rullo” dell’acqua alla base della cataratta e soltanto spingendosi con la pagaia contro il fondo riuscì, con fatica, a uscirne vivo.

Aneddoti del genere Gallieno ve ne potrebbe raccontare a decine, se vi sedete accanto a lui su una panchina. È anche un instancabile e affascinante narratore: non si smetterebbe mai di ascoltarlo. Ed è pure un uomo simpatico: nessuna meraviglia che abbia saputo essere maestro anche nell’arte di far ridere, con le gag del suo Cico (in questo, sulla stessa lunghezza d’onda di Sergio Bonelli, straordinario umorista).


Moreno Burattini e Gallieno Ferri a Cartoomics 2014

Per finire, è padre di quattro figli, nonno di nove nipoti: l’ho sentito spesso ricollegarsi a questa sua dimensione “domestica” per sottolineare il suo coinvolgimento emotivo nel dramma della morte dei genitori di Zagor e nel ribadire i “valori positivi” che caratterizzano l’eroe e che lui stesso ritiene (indubbiamente a ragione) di aver ereditato da suo padre (maresciallo dei carabinieri) e da sua madre (il classico angelo del focolare).

Una delle ultime volte è accaduto durante una kermesse fumettistica in cui entrambi eravamo stati invitati come ospiti: si è fatto avanti un lettore, giunto apposta per conoscerlo, che di fronte al maestro lo ha abbracciato dicendogli: “Maestro, lei è una persona importante nella mia vita: ogni evento che ho vissuto posso accostarlo a una delle sue copertine, che hanno scandito mese dopo mese i miei anni”. La parola “Maestro” può voler dire tante cose. Indubbiamente Ferri è un maestro perché in tanti lo hanno preso come punto di  riferimento artistico nel loro modo di  disegnare, di raccontare, di fare fumetti. Ha creato uno stile originale e immediatamente riconoscibile, quasi un marchio di fabbrica. Ma è anche un Maestro nel dirigere la fantasia dei suoi lettori, nel forgiarne i sogni, nel creare universi in cui fuggire aprendo i suoi albi. Ed è un Maestro di vita: di umanità, di umiltà, di disponibilità, di sorriso. E non so quale di queste accezioni sia la più importante.

Auguri, Maestro! Auguri, Gallieno!

Omaggio al Maestro.

L'albetto che raccoglie gli omaggi di alcuni autori zagoriani (cliccate sull'immagine per ingrandirla), un'iniziativa messa in piedi dagli appassionati del forum ZTN, allegato al ricco "Gallieno Ferri Photobook", realizzato da Marco e Stefano Grasso. Nella gallery in apertura vi presentiamo tre dei sedici disegni-omaggio al Maestro ligure, sorpresa di compleanno consegnata nelle mani di Ferri in occasione dei recenti festeggiamenti tenutesi a Cartoomics. Per maggiori informazioni e per sapere come entrare in possesso dei due volumi, vi rimandiamo alla pagina interna al forum.