Notizie Flash

Archivio Flash

Edicola

Agenzia Alfa n. 38 - Agenzia Alfa 38 cover
 
Speciale Dampyr n° 12 cover
 
Il segreto di Juliet - Morgan Lost 13 cover
 
Il viandante - Nathan Never 305 cover
 

Intervista Julia

Come nasce una copertina di Julia

Cristiano Spadoni racconta la sua esperienza nel mondo del fumetto e ci porta dietro le quinte della creazione delle sue illustrazioni per la criminologa di Garden City.

Cliccando sull'illustrazione in apertura potete sfogliare la gallery con le immagini relative all'articolo.

∙ ・ ・  •  ●  •  ・ ・ ∙

Da più di due anni è il copertinista del mensile dedicato alla criminologa creata da Giancarlo Berardi – subentrato allo storico autore delle cover dell'Investigatrice dell'Animo, Marco Soldi. Romano, classe 1974, Cristiano Spadoni sta regalando ai lettori, di mese in mese, illustrazioni sempre più belle, cariche di atmosfera e di fascino. Abbiamo voluto intervistarlo, per conoscerlo meglio e osservare da vicino – anche attraverso i suoi disegni inediti che trovate nella nostra gallery – la lavorazione di una copertina di Julia.

Raccontaci delle tue "origini": come sei diventato disegnatore di fumetti? Da quali esperienze arrivavi, quando hai fatto il tuo esordio?

A vent'anni ho iniziato a studiare disegno e illustrazione, e di lì a poco a pubblicare i primi lavori, nello specifico una serie di illustrazioni per due campagne abbonamenti del teatro “Il Sistina” di Roma. Durante questa fase della mia vita lavorativa ho anche frequentato la Scuola Romana dei Fumetti, dove ho conosciuto molti autori fondamentali per il mio percorso e la mia formazione, su tutti Massimo Rotundo, Corrado Mastantuono, Eugenio Sicomoro e Maurizio Di Vincenzo. Quindi il lavoro mi ha allontanato dal fumetto e dall'editoria in generale, e per qualche anno sono stato bozzettista di costumi per il cinema e la pubblicità. In particolare ho avuto la fortuna e il privilegio di lavorare per la costume designer premio oscar Milena Canonero su cinque produzioni, tra cui “Le avventure acquatiche di Steve Zissou” e “Marie Antoinette”. Intorno ai trent'anni ho reincontrato Maurizio Di Vincenzo, che mi ha convinto a mandare delle prove in redazione. Alla fine mi sono trovato a lavorare con lui come matitista sull'ultimo albo della miniserie Demian.

Nei tuoi primi lavori per la nostra Casa editrice (apparsi su Demian, appunto, e Magico Vento), il tuo nome veniva sempre affiancato a quello di un altro disegnatore. Come funzionava la vostra collaborazione?

Demian è stato il mio esordio nel fumetto (anche se il primo lavoro in assoluto in quest'ambito è stato come colorista per i tre volumi della serie "Lumière froide", disegnata da Sicomoro), avendo lavorato negli anni precedenti soprattutto come illustratore. Maurizio perciò è stato il mio tutor, a prescindere dalla divisione del lavoro: io le matite e lui l'inchiostro. La formazione è continuata come inchiostratore, invece, con Giuseppe Barbati alle matite, su Magico Vento 114, 118 e 122.

Oltre a quelli che hai già citato, quali sono i tuoi autori di riferimento, quelli che più hanno contribuito a formare il tuo gusto grafico?

Per circoscrivere il discorso al fumetto, durante l'adolescenza, come moltissimi della mia generazione, ho amato Frank Miller, anche se più tardi ho capito che ammiravo soprattutto il ripasso di Klaus Janson, poi David Mazzucchelli, Mike Mignola e Hugo Pratt. Più tardi ho iniziato ad apprezzare, tra gli altri, Ivo Milazzo, Nicola Mari, Angelo Stano, Luca Vannini, piuttosto che Jordi Bernet, o grandi maestri come Alex Toth e Joe Kubert. Non voglio dimenticare inoltre il gusto per il dettaglio e la documentazione di Youri Jigounov. Al momento mi sto interessando molto al lavoro di Al Williamson, Frank Thorne e Leonard Starr, alle pagine più classiche di Alberto Breccia e alle dimenticate e quasi irreperibili strisce di Lou Fine, e, tra i contemporanei, Benoît Springer e Margaux Motin e ancora David Mazzucchelli.

I nostri lettori ti conoscono soprattutto per le copertine di Julia che, a partire dal numero 158 della serie, hai preso in carico, ereditando il ruolo da Marco Soldi. Come è avvenuto, all'epoca, questo passaggio?

Quando ho iniziato le prove per Julia, ho sottoposto all'attenzione di Giancarlo Berardi anche una serie di illustrazioni a colori, essendo quello il contesto in cui avevo maturato più sicurezza e esperienza negli anni precedenti. Un paio di anni dopo, al momento di cercare un nuovo copertinista, Giancarlo ha pensato a me.

Hai cercato di rimanere nel solco tracciato da Soldi, oppure pensi di essere riuscito a dare una tua impronta alle cover di Julia?

Ho senza dubbio cercato di traghettare in modo morbido i lettori dalle copertine precedenti alle mie. Anche perché credo sarebbe stato arrogante cercare di cambiare direzione, dopo lo straordinario lavoro di Marco: più di centocinquanta illustrazioni di un grande disegnatore al massimo della sua forma, un corpo di opere che si sono ritagliate un posto di rilievo nella storia dell'illustrazione italiana e non solo, a mio parere. Gli originali, in mostra quest'anno a Lucca, sono stati una fortissima ispirazione per me, e sono veramente onorato di poter continuare sulla stessa strada. Detto questo, siamo due mani diverse, e inevitabilmente sto sviluppando una visione personale, ma è un processo naturale.

Come avviene la realizzazione di una copertina? Raccontaci i vari passaggi del tuo lavoro.

Berardi mi descrive a grandi linee il soggetto dell'albo, e suggerisce delle possibili soluzioni grafiche. Quindi lavoro su dei bozzetti e, scelto quello più adatto, lavoro a una versione a matita, che viene sottoposta al vaglio della redazione. Il passaggio successivo è lo studio del colore su delle copie ridotte della matita, e quindi il definitivo, a tecnica mista, tempera, acquarello, inchiostri e raramente qualche intervento digitale (trovate qualche esempio di questi passaggi nella nostra gallery in apertura di pagina, NdR).

Ti trovi meglio nelle vesti di illustratore o di narratore a fumetti? Qual è il tuo approccio ai due differenti compiti?

Sono felice in entrambi i ruoli, e reputo una grande opportunità poter differenziare così il mio lavoro. Nasco illustratore, per cui le copertine sono in continuità con le mie prime esperienze lavorative. Il fumetto è un'altra cosa: è innanzitutto narrazione, e la ricerca sul linguaggio ha la priorità sulla naturale propensione al bel disegno: è un ambito estremamente stimolante per un disegnatore.

Oltre alle copertine che realizzi ogni mese, a che storia stai lavorando attualmente?

Lo scorso novembre è uscito il mio albo “Il buio in grembo” e, dopo una breve pausa, ho iniziato a lavorare all'avventura di Julia che apparirà sul prossimo Almanacco del Giallo, firmata assieme a Matteo Giurlanda.

a cura di Luca Del Savio