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Secondo appuntamento con gli Archivi Bonelli!

Giunge in libreria il nuovo volume della collana edita da Rizzoli/Lizard. Occhi puntati su Tiziano Sclavi e le sue storie di Dylan Dog, Zagor e Mister No.

Cliccando sull'illustrazione in apertura potete sfogliare la gallery con la copertina del volume e alcune pagine in anteprima.

Dopo aver doverosamente dedicato il primo tomo della collana a Guido Nolitta/Sergio Bonelli, prosegue in libreria l'avventura de "Gli Archivi Bonelli" con una nuova, corposa uscita incentrata su Tiziano Sclavi, edita da Rizzoli/Lizard. È il filosofo Giulio Giorello a introdurci all'opera del "papà" di Dylan Dog, con una prefazione che si chiude con queste parole: "Tiziano Sclavi lascia uno spiraglio all'idea che almeno raccontare delle belle storie sia un modo per non sprofondare nel niente. E per noi leggerle lo è di certo". Leggendo o rileggendo l'intrigante selezione di storie proposta in questa occasione non possiamo certo dargli torto. Le oltre 540 pagine del volume ci consentono di tuffarci in alcune delle avventure che Sclavi ha confezionato nel corso della sua lunga carriera e di assaporare i diversi gusti del suo poliedrico talento.

Introdotte dal curatore dell'iniziativa, Michele Ginevra, troviamo nel menu della raccolta alcune chicche che, in diverso modo, non mancano di incuriosire e appagare i fumettofili. Si parte mettendo sul tavolo un calibro da novanta, presentando una delle vette narrative più alte toccate dalla serie di Dylan Dog: l'indelebile "Memorie dall'invisibile", magistralmente illustrata da Giampiero Casertano. Rimanendo in territori "dylaniati", si prosegue con il secondo speciale dedicato all'Indagatore dell'Incubo, che unisce il talento di Sclavi a quello di Attilio Micheluzzi, per un lungo racconto che ci porta a conoscere da vicino "Gli orrori di Altroquando". Prima di abbandonare l'inquilino di Craven Road, ecco ripresentate le tre avventure a colori che, nei primi anni Novanta, hanno rappresentato l'esordio in quadricromia dell'antieroe sclaviano: "Il fantasma del terzo piano", "L'appartamento n.13" e "L'incubo è finito", un tris di storie visualizzate da Corrado Roi.

La portata successiva è rappresentata dalla duecentesima avventura di Zagor, "Il tesoro maledetto" (disegnata dal maestro Gallieno Ferri), un'emozionante caccia a una preziosa nave, misteriosamente perdutasi nell'entroterra paludoso, che, nel suo finale da incubo, precipita lo Spirito con la Scure nelle atmosfere horror tanto amate da Tiz. Il Re di Darkwood lascia poi il posto a Mister No, per un episodio a tinte fantastiche ("Ufo"), carico di sequenze oniriche e inquietanti, splendidamente visualizzate dal tratto di Fabio Civitelli.  

A completare l'abbuffata, tre pietanze diversamente gustose. La prima è costituita da un'intervista inedita a Tiziano Sclavi, alla quale seguono alcune pagine di sceneggiatura tratte da "L'alba dei morti viventi" (numero uno di Dylan Dog), accompagnate dalle matite di Angelo Stano. E, per chiudere con una sorpresa, ci vuole un inedito Dylan che non è il nostro, bensì un riccioluto cacciatore di indiani che incontra il suo destino tra le pagine di un western malinconico, immaginato da Sclavi e affidato – sul finire degli anni' 70 – alle chine di un futuro maestro della Nona Arte come Lorenzo Mattotti.