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Intervista Dampyr

Il ritorno di Luca Rossi!

Reduce dai successi d'Oltreoceano, il disegnatore veronese approda nuovamente sulle pagine di Dampyr, illustrando un'avventura da gustare al chiaro di Luna...

Nel numero 161 di Dampyr, in edicola il 3 agosto, ricompare un tratto molto amato dai lettori dell'ammazzavampiri bonelliano: quello di Luca Rossi. Dopo una lunga e fortunata parentesi tra le pagine di "House of Mystery" – collana della linea Vertigo, edita da DC Comics – e una fugace comparsa sul nono Dylan Dog Color Fest, l'autore torna a far coppia con Mauro Boselli per una storia carica di atmosfera, movimentata dalla presenza dei licantropi. Gli uomini-lupo sono più spaventosi che mai, tratteggiati magistralmente dalle chine di Rossi. Abbiamo incontrato il disegnatore veronese per una chiacchierata che ci porta dietro le quinte della lavorazione di "Mal di Luna".

Come è stato il tuo ritorno sulle pagine di Dampyr? Quanto è differente affrontare una sceneggiatura bonelliana (o, per meglio dire, "boselliana"!) rispetto a quelle che ti sei trovato a visualizzare per il mercato USA?

Dopo l’esperienza americana, avevo voglia di tornare a un genere puramente horror. Riprendere i vecchi personaggi e affrontare una nuova avventura dampyriana è stato decisamente stimolante. Sinceramente, non ho riscontrato grandi differenze, forse perché ho avuto la fortuna di lavorare con sceneggiatori molto validi nel descrivere le sequenze e nel costruire storie adatte al mio tipo di disegno. La diversità si riscontra soprattutto nella narrazione: le sceneggiature USA erano pensate per 22 pagine mensili e quindi la struttura narrativa era molto rapida, con tempi di lavorazione molto stretti, oltretutto. In Dampyr sicuramente i tempi sono più dilatati, con ritmi di lavoro che ti consentono di soffermarti maggiormente sul disegno e di curarne i dettagli.

Le creature mostruose sono una delle tue specialità: su quali caratteristiche dei mostri ti piace puntare, per renderli particolarmente terrorizzanti?

I miei mostri non sono mai troppo "realistici". Cerco sempre di trasmettere la paura attraverso ghigni deformati, occhi sproporzionati, posizioni del corpo irreali, elementi che possano creare una sensazione di disturbo, più che vero e proprio terrore. L'effetto che vorrei comunicare è una sorta di percezione distorta del disegno, amplificata dal contrasto del chiaro scuro.   

Ti sei divertito con i licantropi di "Mal di Luna", dunque? A che modello di queste creature leggendarie ti sei rifatto, per proporne una tua versione disegnata?

Mi sono divertito molto! Il licantropo è una creatura che mi ha sempre affascinato e che desideravo realizzare sulle pagine di Dampyr. Per trovare l’ispirazione giusta sono andato a riguardarmi le illustrazioni del grande Bernie Wrightson e ho rivisto film come "L’uomo lupo", "Un lupo mannaro americano a Londra", "L’ululato", "Bad Moon", "In compagnia dei lupi". Il risultato non mi sembra male, ma... giudicate voi (dando un'occhiata alla gallery in apertura dell'articolo, per farvi un'idea). 

E ora? Cosa ti aspetta?

Al momento sto lavorando a un racconto di Tex… un Tex più dark del solito. Dopodiché... dovrò pensare al mio trasloco: uno dei lavori più impegnativi che toccano a ciascuno, uomo o disegnatore che sia!

Intervista a cura di Luca Del Savio