Notizie Flash

Archivio Flash

Edicola

Agenzia Alfa n. 38 - Agenzia Alfa 38 cover
 
Speciale Dampyr n° 12 cover
 
Il segreto di Juliet - Morgan Lost 13 cover
 
Il viandante - Nathan Never 305 cover
 

Intervista Magico Vento

Magico Vento sbarca in America!

In occasione del debutto Oltreoceano, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Gianfranco Manfredi, parlando di "Magic Wind", ma anche dei suoi progetti futuri...

A tre anni dalla fine della serie, Magico Vento sta vivendo una "seconda giovinezza" con il ritorno in edicola delle sue avventure, in un'inedita edizione a colori targata Panini Comics, ma anche grazie all'edizione statunitense delle avventure di Ned Ellis. Prima che si imbarcasse per Los Angeles per presentare il suo personaggio al pubblico americano, abbiamo intercettato Gianfranco Manfredi e lo abbiamo interrogato sul passato, il presente e il futuro dei suoi personaggi.

Che effetto ti fa rivedere le prime storie di Magico Vento, a distanza di così tanto tempo dalla loro prima pubblicazione? Ti ci riconosci ancora o, con il senno di poi, cambieresti qualcosa?
Quel che è fatto è fatto e te lo devi tenere com'è. Rileggere a distanza di molto tempo è un'esperienza interessante, perché ti puoi gustare la storia come se l'avesse scritta un altro. Quelle di Magico Vento, non le ho trovate invecchiate. Qualcuna era persino migliore di come me la ricordavo.

La stessa edizione a colori, inoltre, ha appena varcato l'Oceano, con una pubblicazione negli Stati Uniti dal titolo "Magic Wind". Come pensi che verrà accolto, nella terra dei comics, un prodotto come Magico Vento? Quali sono i punti di forza della serie che potrebbero fare presa sui lettori americani?
L'edizione americana della Epicenter Comics di San Diego non è esattamente la stessa delle ristampe Panini, perché il colore qua e là è stato revisionato (molto bene), la carta è lucida e ha una resa fantastica, la veste grafica è davvero d'impatto (nella gallery a inizio articolo potete ammirarne la cover del primo numero ridisegnata da Bane Kerac e quattro pagine). Insomma è proprio un'edizione di lusso, altrimenti "Magic Wind" non costerebbe 12,90 Dollari. Chi fosse interessato, la può trovare anche su Amazon. Mi ha naturalmente fatto molto piacere che la serie uscisse negli Stati Uniti, con distribuzione Diamond, dunque su tutto il territorio nazionale, perché è la prima volta che accade per una serie western italiana. Prima di decidere se uscire, siccome in America sono molto seri, hanno sondato le fumetterie. È piaciuta, al punto che mentre in origine si pensava di spacchettare gli episodi a blocchi di 30 pagine circa, per riformattarli all'americana, poi si è deciso di uscire con il format originale. So benissimo che i fumetti in America non vendono moltissimo, però già essere presenti è una bella soddisfazione. Non ho la minima idea di come possano reagire i lettori americani. Qualche anno fa, quando era appena uscito il n.100 a colori di Magico Vento, conobbi, a Belo Horizonte, un famoso fumettista di New York e gli passai l'albo. Lui lo sfogliò e di fronte a una scena in cui uno squadrone di giacche blu semina una strage in un villaggio Sioux, mi disse: "Ma sai che queste cose sono successe davvero?". Ecco: non si può mai sapere cosa ne pensano gli americani. Una volta uno mi ha chiesto pure: "Ma in Italia, voi ce l'avete la pizza?"...

Come sceneggiatore, ti mancano Ned, Poe e tutto il cast di eroi e cattivi che ha caratterizzato per tanti anni la saga? Ti piacerebbe riportarli in scena, oppure pensi di aver raccontato tutto ciò che volevi?
Per certi versi, Ned e Poe sono ancora qui con me e non riesco a pensare che la serie sia finita perché ci sono Paesi, appunto, in cui ha appena cominciato a uscire, dunque è come se fosse nuova. Faccio fatica a restare troppi anni di seguito sullo stesso progetto perché ho sempre voglia di affrontarne di nuovi. Con Magico Vento ho avuto un rapporto molto particolare, unico, per certi versi. C'è stato un momento in cui nella serie avevamo il meglio dei disegnatori su piazza e l'intesa tra noi era perfetta. Rimpiango quegli anni, ma si sa che quei momenti passano, perché ciascuno ha i suoi percorsi. Se dovessi o potessi riprendere la serie, per me sarebbe come ricominciarla da capo: nuovi disegnatori, nuovo modo di scriverla, nuovo ambiente, nuovi cattivi. Non sarebbe un'operazione revival e non so proprio se ai lettori nostalgici piacerebbe.

Data la tua poliedricità, non è sempre facile, per chi apprezza il tuo lavoro, seguire tutte le tue iniziative e le tue scorribande nei diversi campi, non solo editoriali. A cosa stai lavorando, in questo periodo?
Attualmente, ho finito di scrivere un Romanzo a Fumetti, disegnato da Giuseppe Barbati e Bruno Ramella, ambientato a Coney Island negli anni '20. Lo stato dei lavori, per quanto riguarda i disegni, è circa a metà. Sono coinvoltissimo nella mia nuova serie lunga, Adam Wild, un esploratore e militante anti-schiavista le cui avventure sono ambientata nell'Africa subequatoriale alla fine del XIX secolo, cioè una ventina d'anni dopo la morte di David Livingstone. Mi affascina questo scenario perché è dai tempi di Tarzan e di Phantom che non lo si affronta più, e c'è parecchio, ma proprio tanto, da rinfrescare e rifondare. I model sheet dei personaggi principali e il primo numero sono opera di Alessandro Nespolino, le copertine saranno di Darko Perovic. I disegnatori sono sia italiani che stranieri e, al 90%, assolutamente nuovi per i lettori bonelliani. Alcuni di loro sono molto giovani e quasi tutti con uno stile molto marcato e personale. Trovo che la varietà espressiva sia sempre meglio dell'omologazione. Così i lettori potranno sorprendersi di numero in numero. È un nuovo esperimento, ma non avrei potuto nemmeno pensarlo se non ci fossero state le esperienze precedenti di Magico Vento, Volto Nascosto e Shanghai Devil. Spero davvero che piaccia ai lettori. Stiamo lavorando con l'idea di debuttare in edicola entro la fine del 2014, ma dipende dal ritmo che riusciranno a tenere i disegnatori.

Intervista a cura di Luca Del Savio